Il 19 giugno 2020 Sony pubblicava The Last of Us: Parte II per PlayStation 4. Era l’inizio dell’estate che riportava una parte del mondo, e un bel pezzo d’Italia, fuori di casa e dal lockdown imposto in conseguenza alla pandemia da Covid-19. Era anche il gioco su cui si fantasticò per mesi e che divenne poi una delle migliori produzioni dei PlayStation Studios di ogni tempo.
Il podcast di Day One ricostruisce il momento, i luoghi, le persone e le questioni che hanno anticipato e poi accompagnato l’uscita di The Last of Us: Parte II. Quali sono le origini di Naughty Dog? Chi sono stati i responsabili del progetto? Cosa è successo nei mesi e nelle settimane precedenti all’arrivo nei negozi (o su PlayStation Store) di The Last of Us: Parte II?
Riassunto dei contenuti:
Cosa stava succedendo il 19 giugno 2020
Chi è Naughty Dog in quel momento
Cronistoria di Naughty Dog
Chi ha lavorato a The Last of Us: Parte II
Cosa ne pensiamo noi
Cosa ne pensarono gli altri (veloce rassegna stampa)
Assieme a noi due c’è, immancabile, l’approssimazione che si insinua infame qua e là, tentando di riportare a livello terreno una puntata che di terreno ha poco, perché parla di un grande gioco. Di un evento importante. E poi perché la scaletta era scritta veramente, ma veramente bene.
Attenzione! Questo podcast contiene spoiler sulla trama di The Last of Us: Parte II e prese di posizioni politiche. È sconsigliato l’ascolto a chiunque si senta infastidito dai primi o dalle seconde. Infine: siamo di nuovo riusciti a citare sia Final Fantasy che Sonic the Hedgehog, quindi puntata omologata!
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Aggiuntina importante: non vi sarà sfuggito che, per la prima volta nella seconda stagione del podcast di Day One, ci siamo occupati di un videogioco già disponibile da molto tempo e non di una novità. La spiegazione, tutta umidiccia di lacrime, è nei primi minuti della puntata.

















