Le parole degli altri #1
Un altro modo per presentare l'attualità dei videogiochi, usando solo le parole degli altri.
In questa nuova iniziativa di Santa Pazienza trasciniamo nella vostra casella email una selezione di citazioni interessanti, oppure divertenti, o addirittura sia interessanti che divertenti. Sono alcune delle parole che hanno detto o scritto persone che lavorano con i videogiochi in tempi molto recenti (nella settimana precedente all’invio o una cosa simile). Siamo ancora in una fase di test: le cose potrebbero cambiare, sia nella struttura che nei tempi (e anche nelle modalità di accesso, cioè potrebbe diventare un contenuto per chi ha un abbonamento al tier Santa Pazienza). Per questo ci serve sapere se l’idea vi piace, se credete che andrebbe fatta in un altro modo o se la trovate più insulsa di un uovo sodo. Ed è il motivo per cui in fondo a questa prima uscita c’è un sondaggio e i commenti sono aperti a tutte le persone iscritte. Buona lettura!
La definizione grafica non è arte. L’arte sta nello stile e nella sostanza di un videogioco. Titoli come Okami, Journey o Cuphead non sarebbero stati più belli da vedere con una grafica più dettagliata. Non mi sono goduto The Last of Us di più su PS5 rispetto a quanto ho fatto su PS4 - o su PS3, per quel che conta. Siamo a un punto in cui gli sviluppatori hanno perfezionato la produzione di fantastici mondi aperti con personaggi credibili. E ora cosa dovremmo farci con questi mondi? Questa è la domanda che si pone l’artista - e in questo travagliato settore ci sono ancora tanti artisti.
Keith Stuart - giornalista
Da: The Guardian / 5 agosto
Idealmente, volendo fare un paragone, Onimusha Way of the Sword sembrerebbe rappresentare per la serie quello che God of War del 2018 ha rappresentato per la saga di Kratos: l'universo narrativo è lo stesso, le dinamiche sono le stesse, ma a cambiare è stato il ritmo delle battaglie, il peso della strategia e l'impatto della storia, oltre ovviamente al potenziamento estetico figlio dei tempi.
Lorenzo Mancosu - giornalista
Da: Multiplayer / 6 agosto
EA è ufficialmente, di nuovo, un’azienda privata, in seguito al completamento dell’acquisizione da 55 miliardi di dollari da parte di Jared Kushner, il fondo sovrano dell’Arabia Saudita e i fantasmi di Idi Amin e Jack lo squartatore.
Nathan Brown - consulente e giornalista freelance
Da: Hit Points / 7 agosto
[Lo dico] dal profondo del cuore: il mio più grande desiderio è vedere [il settore dei videogiochi] andare in pezzi. Voglio che si frantumi in un milione di bellissimi frammenti, ciascuno con i suoi eroi, le sue abitudini, le sue strutture e i suoi modi per trovare soldi, invece di trovarsi in situazioni tipo “vuoi fare un piccolo gioco narrativo? Ottimo, che ne dici di un budget da almeno 500.000 dollari? Perché se non è di almeno 500.000 dollari non ci interessa”. Ma il fatto è che voglio fare un videogioco narrativo che dura due ore su un cane che ho visto una settimana fa. Non ho bisogno di 500.000 dollari, però l’editore non sa come gestire una cosa simile. Frantumiamoci, dai.
Rami Ismail - Sviluppatore e consulente
Da: Aftermath / 7 agosto
Pensiamo che l’unione di due elementi come la crescita delle vendite su PC dei videogiochi disponibili anche per console, passata in percentuale dall’1 al 50% in vent’anni, e il nostro ottimismo riguardo ai servizi di [gioco in] streaming nei prossimi tre anni, potrebbe moltiplicare di dieci volte il nostro attuale pubblico. Non vorrebbe dire che i nostri ricavi sarebbero dieci volte quelli attuali, ma riteniamo che la base installata crescerà notevolemente.
Strauss Zelnick - Amministratore delegato di Take-Two Interactive
Da: The Game Business / 7 agosto
Oggi sono incredibilmente emozionato. Dieci anni fa, il 9 agosto 2016, viaggiatori da ogni angolo dell’universo hanno raggiunto il loro primo pianeta alieno in No Man’s Sky.
Le prime parole scandite dalle loro tute hanno risuonato nei caschetti: “sistemi di supporto vitale attivati”.
Forse c’eravate già dieci anni fa, o forse siete arrivati dopo. Ovunque nell’universo altri viaggiatori si sono svegliati su innumerevoli pianeti, ad anni luce di distanza uno dall’altro. Hanno mosso i primi passi sul loro prima pianeta e assieme hanno creato un nuovo universo, che avrebbero esplorato.
[…] Decine di milioni di viaggiatori hanno passato centinaia di milioni di ore esplorando e condividendo quanto scoperto, quell’universo oggi è più vivo di quanto non sia mai stato. [L’aggiornamento] Voyagers dell’anno scorso ha richiamato più giocatori di quanti non ce ne siano mai stati dal lancio… eppure, dopo tutti questi anni i giocatori hanno visitato meno dell’1% dei pianeti di No Man’s Sky.
Sean Murray - Fondatore di Hello Games
Da: IGN / 10 agosto
Se non ci fosse stata Embracer, per arrivare a fine giornata Randy [Pitchford, presidente di Gearbox Entertainment] starebbe a fare l’animatore alle feste di compleanno.
Matt Karch - Amministratore delegato di Saber Interactive
Da: Game File / 10 agosto
[Durante lo sviluppo di Vampire Crawlers] abbiamo chiesto [ai creatori di Vampire Survivors] se fossero interessati ad animazioni degli attacchi ricercate. Sapete cosa ci hanno risposto? “No, non ci servono, fate ribaltare gli sprite e spostateli in avanti per un secondo”. Questo è quello che funziona con questa IP.
Andreas Firnigl - Amministratore delegato Nosebleed Interactive
Da: Games Industry / 11 agosto
E ora sotto con il sondaggio:










Mi piace ma ci metterei un minimo in più di contesto.
Non tutte le citazioni sono di persone conosciute da tutti, sprecare due parole su cosa ha fatto chi viene citato e la sua software house aiuterebbe a meglio capire di cosa sta parlando e come prendere le sue parole: se ciò che dice è ironico o serio, se é da prendere in considerazione o se è riportato solo per far comprendere quanto é scemo.
Ciao Mattia,
Pensavo proprio a 2 parole velocissime, non a nulla di prolisso. Condivido l’idea di mantenere la pubblicazione veloce da leggere: era chiara l’intenzione.
Proprio senza contesto però si rischia di ottenere quanto vuoi evitare, ti faccio un’esempio: la citazione di Matt Karch può essere presa come una presa in giro di Randy Pitchford, come un commento scherzoso su di un amico o come una presa in giro tua nei confronti dello stesso Matt per le sue parole. Tutto dipende dal rapporto tra le due persone e dalle aziende citate e da cosa hanno fatto in passato. Senza contesto è facile leggerlo in modo errato.