Disco Elysium e gli altri giochi di Lorena Rao
Desolazioni post-nucleari, affollamenti cerebrali e amori infiniti.
Rieccoci con una delle puntate che Day One subaffitta ad appassionate e appassionati di videogiochi, persone che se ne occupano più o meno regolarmente o che semplicemente si sono trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato. Oggi è con noi Lorena Rao, anzi siamo noi a rimanere al suo fianco mentre ci presenta quattro videogiochi a cui vuole particolarmente bene. Lorena Rao scrive su Fanpage.it e atacore.it ed è autrice di libri come “Videogioco. Femminile Plurale” (Ledizioni, 2024). Collabora inoltre con università e accademie di Roma per parlare del videogioco da una prospettiva umanistica. Insomma, non si capisce perché diavolo abbia accettato di regalare all’almanacco i suoi ricordi e le sue sensazioni, ma meglio fare finta di nulla. Buona lettura e grazie Lorena!
Final Fantasy VIII
Debutto: PlayStation - 11 febbraio 1999
C’è questa leggenda secondo la quale il primo Final Fantasy giocato sia sempre il preferito. Tuttavia con me questa regola non ha funzionato, perché il mio primo Final Fantasy è stato il IX (bellissimo), ma mi sono legata alla serie con l’VIII. L’ho giocato quando andavo alle medie. Non ho subito lo shock di passare dai modelli 3D del VII all’approccio cinematografico dell’VIII, eppure il mio cervello è esploso comunque durante i primi secondi dell’opening con Liberi Fatali. Poi, il risveglio al Garden nei panni di Squall, gli esami da SeeD, l’amore per Rinoa e l’ostilità nei confronti degli “altri” che non ti capiscono. Era la trasposizione magica di ciò che vivevo quotidianamente, tra bulli, prime cotte e domande esistenziali. Mancava solo la colonna sonora memorabile di Nobuo Uematsu.
Come me, moltissimi adolescenti hanno ritrovato in Final Fantasy VIII un manifesto della propria interiorità. Ecco perché, nonostante le semplificazioni della trama dopo la missione a Deling City - la conclusione del primo disco, per intenderci - e un sistema junction appagante ma alla lunga monotono, l’ottava fantasia finale di SquareSoft resta un pilastro fondamentale nell’esperienza videoludica e umana di una generazione.
Il più stupefacente e coinvolgente episodio di Final Fantasy di sempre, il che lo rende uno dei più grandi giochi per PlayStation in assoluto.
Andy Butcher - Official UK PlayStation Magazine1
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | Switch
Qualcosa in più…
Final Fantasy VIII venne accompagnato, al suo lancio in Giappone, dal sistema di protezione che impediva alle console con modifiche via chip di utilizzare il gioco. Fino a quel momento il sistema era stato adottato solo con altri due giochi: PoPorogue e IQ Final Trial, entrambi lanciati nel novembre del 1998.
Nell’almanacco:
Final Fantasy VII (1997)
Final Fantasy IX (1999)
Final Fantasy X (2001)
Fallout 3
Debutto: PC, PlayStation 3, Xbox 360 - 28 ottobre 2008
Il prologo di Fallout 3 è di una potenza inaudita. Il mondo è stato distrutto da una guerra atomica tra USA e Cina duecento anni prima, nel 2077, ma a noi non importa un fico secco perché viviamo al sicuro dentro al Vault 101. La routine è come quella che si immaginava negli anni Cinquanta del XX secolo, musica compresa. Poi un giorno, per una strana circostanza, nostro padre decide di abbandonare il bunker e avventurarsi nella Zona Contaminata di Washington DC, fatta di radiazioni, insetti giganti, schiavisti, ghoul e molto altro che è bene non incontrare mai. Un mondo ostile, soprattutto per chi da generazioni non è più abituato nemmeno alla luce del sole. Motivo per cui, quando ho giocato per la prima volta a Fallout 3, ho creato un alter ego maschile per sentirmi più sicura.
Una stupida convinzione generata da un decennio dominato da protagonisti videoludici maschili. E in effetti la Zona Contaminata mi ha terrorizzata. Ma anche fatto sorridere, esaltare e appassionare alla storia della Guerra fredda. Merito della scrittura cinica e umoristica, della lore estremamente ricca e del sistema SPAV accoppiato alla visuale in prima e in terza persona. Non oso immaginare lo stupore di chi ha giocato a Fallout 1 e 2 su PC negli anni Novanta davanti a tutte queste innovazioni. Non credo che oggi Fallout 3 sia godibile quanto nel 2008, ma è stato comunque fondamentale per riportare in vita un franchise distopico tra i migliori del suo genere, e lo ha reso pure iconico. Per capire il suo impatto, basta pronunciare uno dei suoi slogan più celebri: la guerra, la guerra non cambia mai.
[Fallout 3] è senza dubbio un GdR, ma non ci siamo spaccati la schiena per rimanere perfettamente aderenti a un solo genere. Ci sono le statistiche ma anche molta azione. Si può andare in giro a sparare a tutti come in uno sparatutto in prima persona? Certo. È un gioco sandbox e puoi fare quello che ti pare. Qualcuno ha già provato a strizzare GTA in un genere specifico?
Pete Hines - Product Manager Bethesda Softworks2
Nell’almanacco:
Fallout (1997)
Fallout 4 (2015)
Fallout: New Vegas
Debutto: PC, PlayStation 3 e Xbox 360 - 19 ottobre 2010
Prendiamo le innovazioni inaugurate da Bethesda con Fallout 3 e aggiungiamo la scrittura e la profondità ruolistica tipica di Obsidian Entertainment. Abbiamo così Fallout: New Vegas, uno dei capitoli più amati dalla community. Non siamo più un ingenuo abitante del Vault alla ricerca del padre, ma un corriere pronto ad avventurarsi nel Far West radioattivo in cerca di vendetta. Durante il viaggio, tante fazioni, tante scelte da compiere, tanti companion a cui affezionarsi, e un mondo desolato che riesce a parlare con i suoi ruderi, i suoi cadaveri.
Un viaggio epico, che ha per colonna sonora la musica country ma anche le voci del crooning americano – Frank Sinatra, Dean Martin, Peggy Lee - per indicare il passaggio dalla frontiera selvaggia all’ultimo barlume di civiltà: Las Vegas, o meglio New Vegas. Non dimenticherò mai l’emozione provata una volta entrata in città. Abituata a vagare per ore e ore nell’arancione del deserto, tra sparuti accampamenti di sopravvissuti e avamposti militari, le luci sfavillanti di New Vegas e dei suoi casinò mi hanno dato un profondo senso di sollievo. E una voglia matta di esplorare per conoscere i rapporti di potere dentro le sue mura metalliche. Perché alla fine, anche New Vegas ci vuole ricordare che la guerra, la guerra non cambia mai.
Qualcosa in più…
Il 9 novembre 2010, circa due settimane dal giorno di lancio di Fallout: New Vegas, Bethesda Softworks annunciava con soddisfazioni gli ottimi risultati: ai rivenditori erano già state consegnate 5 milioni di copie del gioco (tenendo conto delle tre versioni: PlayStation 3, Xbox 360 e PC). Le copie vendute avevano già garantito introiti per oltre 300 milioni di dollari.
Disco Elysium
Debutto: PC - 15 ottobre 2019
[NUOVO!] È stato strano giocare nei panni di Harrier Du Bois. Già, strano, ma molto toccante. Perché per una volta non comandavo un eroe dotato di chissà quali abilità, ma un uomo comune. Per la precisione, un poliziotto di mezza età con un passato cancellato da traumi e fiumi di alcol. Nei suoi panni, bisogna indagare su un omicidio nella cittadina sospesa nel tempo di Martinaise. L’unica arma a disposizione è la sua personalità, che opera attraverso voci interiori doppiate in modo sopraffino.
Per esempio, Logica, Empatia e Sensibilità artistica sono alcune delle “skill” a disposizione attraverso cui portare avanti le indagini. Se ripenso alla mia prima run, ricordo la meraviglia provata nel ritrovarmi a parlare, ai fini dell’investigazione, di questioni di genere, lotta di classe, nichilismo e amori con i vari NPC di Martinaise. A rendere il tutto ancora più evocativo, come se mi trovassi davvero lì insieme a loro, le musiche eteree dei Sea Power.
Oggi il mercato degli indie è pieno di cloni di Disco Elysium, complice anche una situazione spiacevole interna allo studio ben trattata dal canale YouTube Noclip. Eppure nel 2019, quando il titolo di ZA/UM ha esordito, ha rappresentato qualcosa di davvero unico nel panorama RPG. I motivi risiedono nel modo profondo e al contempo leggero con cui parla di filosofia e ideologie politiche – in tal senso, vale la pena recuperare il discorso di ringraziamento ai TGA 2019 di Helen Hindpere e Aleksander Rostov – ma anche per aver creato un mondo virtuale dall’essenza reale, in cui poter ritrovare parti di sé.
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | Switch
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.Blue Moon / Now I'm no longer alone / Without a dream in my heart / Without a love of my own
Novembre 1999 (#51)










