Quando sono partito per le vacanze mi sono organizzato come se dovessi stare via mesi nello spazio e non avessi altro da fare che giocare: avevo dietro uno di quei PC che sembrano delle console con sopra Esoteric Ebb, scaricato per l’occasione, la Switch 2, con Splatoon Raiders pronto per essere giocato insieme a The Adventure of Elliot che lì lì per essere finito e a Star Fox. Sapete quanto ho giocato in tutto a questi giochi? Nemmeno un minuto.
Sia perché ho più di quarant’anni, ero in vacanza al mare e ho due figli, sia perché ogni singolo momento libero l’ho investito in due cose che mi hanno dato diversi livelli di soddisfazione: scaricare la versione Switch di Final Fantasy XIV e giocare per la prima volta a Slay the Spire.
Ora, anche se ormai siamo abituati al 5G e a connessioni in fibra mediamente veloci e mediamente dappertutto, nello sperduto comune della Sardegna dove sono stato tutto questo non c’è, così come non c’è il wi-fi. E quindi ho collegato la Switch al telefono e ho scaricato in tethering i 110GB di installazione di Final Fantasy XIV in più o meno una settimana, per poi avviarlo, sistemare per ore l’interfaccia e poi lasciarlo lì, pronto e inutilizzato. So già che ci giocherò, e tanto, ma non era quello il tempo e il luogo: quello di cui avevo bisogno era solo un’esperienza meccanica, di progressione contemplativa prima e di organizzazione logistica dopo, che è poi come io effettivamente mi rilasso. Quindi per ora, grandissimo successo.
E poi Slay the Spire, che mi sono scaricato sul telefono per il viaggio in nave (senza connessione) e la notte in cabina. Peccato che da allora non l’abbia più mollato e abbia perfettamente capito, ultimo di una lunga lista, come abbia fatta il gioco di Mega Crit ad essere così influente negli anni a venire: è semplicemente un capolavoro. Se vi piacciono i roguelite basati sulle carte, è quasi automaticamente il gioco per voi, anche perché moltissimi dei giochi usciti dopo Slay the Spire hanno preso qualcosa da lui.
Prima di un settembre così ingestibilmente ingolfato (nel giro di tre settimane escono: The Blood of Dawnwalker, Orbitals, Onimusha Way of the Sword, NBA 2K26, Marvel’s Wolverine, Fire Emblem Fortune’s Weave, Silent Hill Townfall e Control Resonant), qualche settimane di contemplativo relax e giochi di carte ci volevano proprio.
Tra l’altro, proprio per aiutarvi a stare dietro a tutto, Santa Pazienza ha una nuova rubrica dedicata all’attualità, che ben si integra con Barili Esplosivi: si chiama Le parole degli altri (almeno per il momento, ma c’è un sondaggio in corso a cui potete partecipare nell’ultima uscita) e raccoglie alcune delle parole che hanno detto o scritto persone che lavorano con i videogiochi in tempi molto recenti (nella settimana precedente all’invio o una cosa simile), più qualche sporadica riga di contesto per aiutare meglio a capire chi-dice-cosa.
Asha Sharma, la capa di Xbox, è andata in visita agli studi Bethesda e non è stata accolta benissimo. Prevedibilmente, mi viene da dire, dopo che ha licenziato metà degli sviluppatori.
Big Walk è un gioco strepitoso e divertente se lo fate con un gruppo di amici, ma ha i suoi momenti (diversi, ma non meno significativi) anche se giocate in gruppo con gente che non conoscete.
Warren Spector ha detto che dopo Thick as Thieves si ritira, perché è il momento di lasciare spazio alla nuova generazione di sviluppatori e perché non si diverte nemmeno più. Spector è un gigante del settore: ha quasi da solo creato un genere, quello degli immersive sim, con System Shock, Deus Ex e Thief, e prima di quello ha lavorato a Ultima e Wing Commander. Di Deus Ex, tra l’altro, avevamo anche parlato in una delle ultime puntate del podcast di Day One.
Smettere di avere i giochi PlayStation su un supporto fisico vuol dire anche questo: pagare la versione digitale di Kingdom Hearts III, un gioco uscito 7 (SETTE) anni fa, più della collection The Story So Far, che contiene quasi tutti i giochi pubblicati della serie E lo stesso Kingdom Hearts III comprati su disco. E non fatemi nemmeno iniziare a parlare dei disc butts.
Gli sviluppatori di Star Citizen hanno giocato in una diretta streaming una missione che non stava riscuotendo grande successo nei server di prova. È andata malissimo, tra bug, morti, un clima per nulla rilassato e lo sviluppatore responsabile dell’evento praticamente umiliato in diretta.
Qualcuno ha provato la beta di The Duskbloods, il gioco multiplayer di FromSoftware in esclusiva per Switch. Io vi segnalo solo che la selezione dei suoi personaggi è mega bizzarrona, il che non è mai un male.
Un gioco che ho scoperto grazie a Vitoiuvara che è delizioso:
Se ti piace quello che stai leggendo, condividilo. Non sarà certo la peggior cosa che avrai inoltrato nella tua vita no?
Da giorni un gruppo chiamato Cyberleek pubblica video di GTA VI che non solo sembrano davvero essere autentici, ma che suggeriscono anche che il gruppo abbia (o abbia avuto) a disposizione una versione del gioco a un certo punto del suo sviluppo (in uno di questi scrivono proprio “leek”) sparando su un muro. Oltre a pubblicare i video, hanno scritto anche un manifesto nel quale dichiarano che questa operazione serve a chiedere a Rockstar, e quindi a tutta l’industria, di cambiare la sua decisione di non pubblicare il gioco su disco e un altro paio di cose francamente un po’ fuori fuoco. Ora, anche se si passa sopra i modi da bulli (e non lo si fa), viene difficile immaginare che sia un’operazione “for the players” se insieme ai video viene lanciata una criptovaluta che serve a finanziare “un progetto segreto” e che al momento è però utilizzata per votare quale video pubblicare. Se volete combattere la battaglia, magari non comprate GTA VI, oppure compratelo e donate qualcosa agli sviluppatori licenziati perché si stavano sindacalizzando, ma io non mi fiderei troppo degli ideali sbandierati da questi che mi sembrano un po’ dei trafficoni.
Ignorare i giochi nuovi che escono come mezzo di resistenza.
Il nuovo gioco di Sam Barlow (Her Story, Immortality) si chiama Precognition ed esce nel 2028.
Netflix chiuderà Night School, lo sviluppatore di Oxenfree e Unhinged (uscito nemmeno due mesi fa) e Monloot. Al solito, il peso delle grandi strategie di espansione lo pagano i lavoratori.
Riot ha deciso che smetterà di sviluppare nuovi contenuti per 2XKO, il picchiaduro basato sull’universo narrativo di League of Legends. Il gioco verrà aggiornato fino alla fine dell’anno e poi rimarrà giocabile sia online che offline, ma senza patch, aggiunte o bugfix.
I videogiochi sono un modo per superare le ansie e vedere il mondo in un maniera un po’ più ottimista.
Uno sviluppatore quasi sconosciuto si è comprato mezza GamesCom, praticamente.
È uscito il nuovo episodio del podcast di Day One, nel quale parliamo di quel capolavoro incredibile di BioShock. Lo potete ascoltare sia direttamente su Substack (il link è quello qua sotto) o su qualsiasi piattaforma di podcast conosciuta nell’universo, tipo Spotify.
I giochi veramente memorabili sono quelli pensati per essere “un’ode al genere a cui appartengono”, che vuol dire in buona sostanza non limitarsi a completare un elenco di elementi che devono o non devono esserci, ma conoscere e capire profondamente lo spazio in cui si stanno muovendo.
Forse è per questo che Crimson Desert a me non ha detto proprio nulla: perché mi sembra proprio solo un prodotto competente con tante caselle spuntate e poco più.
Horizon Hunters Gathering che avrebbe dovuto essere un gioco d’azione online multiplayer a sviluppo continuo, verrà ripensato perché nei test interni non è particolarmente piaciuto, dice il solito Jason Schreier
Un altro appassionato tributo a Marathon, che fatica a trovare il suo pubblico ma che certo sta appassionando una piccola nicchia di estimatori.
Dave Bautista sarà Kratos nella serie di Amazon su God of War, dopo che Ryan Hurst, che aveva iniziato in quel ruolo, è stato sostituito a causa di un infortunio.
Harvey Smith, l’ex direttore di Arkane Austin, ha aperto un nuovo studio chiamato Black Pony Immersive che svilupperà, immaginate, immersive sim.
A posto così, al prossimo barile!





