Solo un po' della leggenda del Game Boy
In questi giorni nel 1989 Nintendo allargava il mercato e continuava a scrivere la storia con il lancio del Game Boy.
Se si parla di leggende dei videogiochi, il Game Boy rientra di diritto (canonico) nel discorso. La prima console portatile di Nintendo, ma pure di chiunque altro, iniziò la sua corsa di questi giorni nel 1989, in Giappone. Arrivò sugli altri mercati con tempi che oggi ci sembrerebbero insopportabili, ma poi ha avuto oltre dieci anni per farsi ben volere. Questi sono alcuni dei giochi più importanti, conosciuti e apprezzati per la console che aveva un solo colore, ma delle batterie lunghe così.
La prima console portatile
Debutto: 21 aprile 1989
Dal 21 aprile 1989 con un Game Boy in mano, e una certa resistenza al mal d’auto, qualsiasi viaggio diventava fattibile. Non è facile spiegare quale potere ebbe la console portatile di Nintendo, la “Handy Game Machine” (come veniva descritta sulla confezione giapponese), sulle vite di bambini e ragazzini. Il Game Boy liberava i videogiochi dai cavi di alimentazione e dagli schermi dei televisori, scovando il punto di contatto tra ciò che erano stati (Game & Watch) e ciò che erano diventati (le console da casa, appunto). Ponendo le basi, assieme al Walkman di Sony, per l’intepretazione di molta tecnologia che sarebbe venuta di lì a poco: quella personale e tascabile.
Con il suo schermo a matrice di punti (a quattro gradazioni di grigio/verde) e una dotazione hardware già all’epoca drasticamente limitata, il Game Boy trascinò nelle tasche centinaia di mondi possibili, istantaneamente accessibili, anche se, almeno all’inizio, stilizzati e ridotti all’essenza dell’estetica e della funzionalità dei videogiochi. Un’essenza da cui la prima console a 16-bit (il Mega Drive di Sega, 1988) e gli sfarzosi coin-op avevano già strappato una parte del pubblico.
Eppure il Game Boy, le sue quattro batterie AA e il fantastiliardo di giochi disponibili questo non lo sanno. Non sanno di essere inadeguati, sulla carta, e quindi si rifiutano di esserlo e basta. Un Game Boy è per la vita: indistruttibile, compagnone, affidabile nell’autonomia, tentatore con puzzle game, GdR, giochi sportivi, di guida e picchiaduro. Chi lo aveva, probabilmente lo ha ancora.
Il GameBoy [sic] utilizza dei pixel su uno schermo a matrice di punti per creare i personaggi e le ambientazioni. Questo gli permette di generare nuove forme per ogni gioco, non dovendosi più limitare ad avere delle immagini fisse già accoppiate in maniera permanente allo schermo.
Steve Harris - Electronic Gaming Monthly1
Il Game Boy venne messo in vendita inizialmente in Giappone al prezzo di 12.500 Yen. Oltre a si poteva scegliere tra quattro giochi a disposizione, tutti proposti a 2.600 yen: Alleyway, Baseball, Yakuman e Super Mario Land.
Qualcosa in più…
Nei mesi in cui debuttava il Game Boy, l’unica concorrenza prevista per la prima console portatile della storia sembrava dover essere quella rappresentata da un hardware portatile in sviluppo presso Epyx. Si sarebbe trattato di una console con schermo a colori e giochi singoli su cartuccia, chiamata Handy. Epyx non riuscì a completare i lavori, ma prima di dichiarare bancarotta vendette il progetto ad Atari, che ne cambiò il nome in Lynx (1989). /
Tetris
Debutto: 14 giugno 1989
[NUOVO!] Un semplice rompicapo che mette alla prova prima la velocità di pensiero e poi la capacità di reagire in uno schiocco di dita: è la cassetta che Nintendo ha incluso in tutte le confezioni del Game Boy in occidente, una conversione del successo che ha scavalcato la cortina di ferro dell’Unione Sovietica e sta velocemente conquistando le terre emerse che hanno scelto la strada del capitalismo.
Tetris e il Game Boy non sono un gioco e la console su cui gira, ma due parti fondamentali dello stesso organismo. Un innesto naturale che funziona senza necessità di spiegazioni e la dimostrazione sul campo del significato di “killer application”, se mai ce ne fosse bisogno. Nemmeno la necessità di sbiadire i colori e passare alle tinte verdi dello schermo a matrice di punti ha smussato l’acutezza del game design di Tetris. Comprate Tetris per il Game Boy o il Game Boy per Tetris, è la stessa cosa.
E poi si può anche giocare in due, uno contro l’altro!
Tetris è davvero un gioco divertente. A un certo punto nella redazione di Famitsu è addirittura stato impedito di giocarci. E ora questo spasso, Tetris, ha pure una modalità multiplayer il Game Boy! È fatta incredibilmente bene e vi consiglio di provarla.
Mizuno - Famitsu2
Come già con Tennis, consiglio senza riserve di provare questo gioco contro un amico collegando due console! È come se avessi scoperto un modo tutto nuovo di giocare a Tetris. Naturalmente rimane perfettamente godibile anche da soli. Ho la sensazione che [questa versione] farà crescere ancora di più il numero di fan di Tetris.
Morishita - Famitsu3
Giocaci oggi: Switch
Nell’almanacco:
Tetris [arcade] (1988)
Tetris DS (2006)
Super Mario Land 2: Six Golden Coins
Debutto: 21 ottobre 1992
Super Mario Land 2: Six Golden Coins mette da parte lo stile e l’approccio di Super Mario Land (1989), per proporre una formula più vicina a quella di Super Mario Bros. 3 (1989) e Super Mario World (1990). Su Game Boy ci si può godere un’avventura tecnicamente spettacolare e dal design particolarmente elegante (oltre al debutto di un nuovo cattivo: Wario!). L’inedita carota magica trasforma Mario in un coniglietto e le sontuose (e pelose) orecchie gli concedono di rallentare le cadute ed estendere i balzi.
[…] il gioco è fondamentalmente lo stesso, solo incredibilmente più vasto e più bello graficamente - senza contare che la realizzazione tecnica è davvero incredibile.
Ulrike “Ulli” Saltuari - Console Mania4
Giocaci oggi: Switch
Nell’almanacco:
Super Mario Land (1989)
Super Mario Land 3: Wario Land (1994)
Kirby’s Dream Land

Debutto: 27 aprile 1992
Donkey Kong, Mario, Link, Samus: alla Nintendo non hanno problemi a uscirsene con personaggi nuovi di zecca. Quindi fate spazio a Kirby e al suo primo videogioco: Kirby’s Dream Land. L’affare in questione è bianco, tondo con dei piedini minuti, e oltre a svolazzare libero, ha l’abitudine di ingoiarsi i nemici e risputarli fuori per colpirne degli altri. La grafica è deliziosa, con sprite belli grandi e ben animati, mentre la difficoltà è calibrata per risultare adatta ai giocatori più giovani. Benvenuto Kirby!
Kirby’s Dream Land trasformerà in realtà i sogni del vostro Game Boy, grazie a un’eccellente grafica, un’idea di gioco nuova e molte ore di divertimento. Fate un bel respiro e affrontate questa nuova avventura! La sua brezza vi porterà ovunque.
Linoleum Blown Apart - Game Pro5
Giocaci oggi: Switch
Nell’almanacco:
Kirby: Power Paintbrush (2005)
The Legend of Zelda: Link’s Awakening
Debutto: 6 giugno 1993
Se Super Mario Land e Super Mario Land 2: Six Golden Coins vi sono sembrati dei miracoli di miniaturizzazione, The Legend of Zelda: Link’s Awakening vi spedirà direttamente alla ricerca di una nuova religione a cui affidarvi. E a questo punto vale la pena prendere in considerazione i miti e le credenze della gente di Hyrule. Sul piccolissimo schermo del Game Boy approda un’avventura degna delle lodi che la serie di Zelda ha già accumulato nelle uscite casalinghe. Link’s Awakening sposta l’azione esplorativa sull’isola di Koholint, ma la ricetta di enorme successo di Nintendo rimane immutata e porta agli stessi risultati. Per l’occasione alla direzione si è messo Takashi Tezuka, più noto per il suo passato nel Regno dei Funghi. Link ringrazia e passa di nuovo a incassare.
Uao e riuao! Erano anni luce che una cartuccia per Game Boy non mi divertiva così. A dire il vero, dai tempi di Final Fantasy Adventure […]. Zelda Link’s Awakening è altrettanto vario e coinvolgente. La trama è un po’ meno bella, ma ci sono più cose da fare e da scoprire.
Vincenzo “Raist” Beretta - Game Power6
Giocaci oggi: Switch
Nell’almanacco:
The Legend of Zelda: Oracle of Seasons/Ages (2001)
The Legend of Zelda: The Minish Cap (2004)
Pokémon VerdeRossoBlu
Debutto: 27 febbraio 1996
La redazione di IGN si decise a pubblicare una recensione di Pokémon Versione Rossa e Pokémon versione Blu solo alla fine di giugno del 1999, a nove mesi dal lancio del gioco negli Stati Uniti (e ovviamente a più di tre anni dal suo debutto assoluto in Giappone). L’attacco dell’articolo, firmato da Craig Harris, spiega come sono andate probabilmente le cose: “Non è una moda passeggera. È un gioco fantastico, degno di finire nella raccolta di chiunque abbia un Game Boy”.
Si può intanto dire che, il 27 febbraio 1996, Nintendo distribuisce due versioni di un gioco chiamato Pocket Monsters, la formulazione ufficiale e per esteso che poi rimarrà limitata alla tradizione orale. Il disegno che si è fatto in testa Satoshi Tajiri, che del gioco e dell’universo dei mostriciattoli tascabili è il padre e forse addirittura l’entità divina suprema, è di prendere gli insetti e le creature che vivono in giardini e boschi, e regalargli una seconda carriera. Non è questa la trovata più efficace del gioco. A stupire sono gli incastri tra di loro, il modo in cui le quindici differenti categorie di mostri rivelano punti di forza e debolezze contro alcuni e rispetto ad altri ancora.
Pokémon Red e Pokémon Green hanno già tutto quello che serve per costruire un impero. Un videogioco accessibile ma tutto da studiare, un cast di personaggi pronti per essere trasformati in merchandise di ogni tipo e un’efficace trasposizione animata che espande a dismisura il bacino di utenti. Ma la prima pietra è solidissima ed è questo doppio gioco di ruolo elegante e curioso, che stimola e quasi obbliga a confrontarsi e collegarsi con altri giocatori e che non tratta il Game Boy come un attrezzo arruginito di cui disfarsi.
E allora sì, dopo mesi anche IGN si adeguò e finì per recensire questo strano esperimento atterrato dal Giappone.
Pokémon merita davvero di diventare uno dei più grandi giochi del Game Boy. Non è una moda passeggera, o l’infatuazione di un momento. Se non lo avete di già, compratelo. Non importa se acquistate l’edizione Blu7 o Rossa, sono lo stesso gioco. Assicuratevi solo di conoscere qualcuno che abbia l’altra versione, è l’unico modo per poterli acchiappare tutti.
Craig Harris - IGN8
Nell’almanacco:
Pokémon Versione Bianca / Versione Nera (2010)
Altro nell’almanacco:
Game Boy Color (1998)
Game Boy Advance (2001)
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.Luglio/agosto 1989 (#2)
23 giugno 1989 (#77)
23 giugno 1989 (#77)
Gennaio 1993 (#15)
Dicembre 1992 (#41)
Ottobre 1993 (#21)
Pokémon Blu venne lanciato in Giappone solo in un secondo momento, nell’autunno del 1996. In Europa e Stati Uniti, invece, arrivarono direttamente Pokémon Rosso e Pokémon Blu, a venire cassato fu Pokémon Verde.















