Il primo gioco fatto in due: Capitan Toad Treasure Tracker
Emma e Elia giocano il loro primo gioco in modalità cooperativa
Il gioco, in breve:
Dove: Nintendo Switch
Multiplayer: Divano (cioè locale): fino a 2 persone sulla stessa console, anche in modalità “assistenza” (ci arriviamo dopo).
Quanto dura: i livelli sono molto brevi, possono durare da 2 a 10 minuti, in base a quanti segreti si vogliono trovare nel livello.
Controlli e aiuti: abbastanza standard. Con una levetta si ruota il livello e con le altre ci si muove e interagisce con l’ambiente.
Per chi va bene: assolutamente per tutti, ma non come primo videogioco. Il ritmo è blando e la componente di abilità manuale è ridotta al minimo, ma qualche puzzle può essere un po’ più complicato. Elia lo ha finito quasi totalmente da solo prima di compiere 6 anni.
Su Captain Toad: Treasure Tracker ci eravamo già fermati lo scorso anno (spoiler: a Elia era molto piaciuto), ma ci siamo tornati nelle scorse settimane. Come ci dicevamo infatti nella scorsa puntata Emma e Elia stanno diventando (giustamente) molto più selettivi, e siccome i giochi nuovi non li hanno del tutto convinti, Elia ha deciso di tornare su Captain Toad per provare a fare i livelli extra che non aveva fatto e raccogliere i diamanti che gli mancavano.
Io allora ho colto la palla al balzo, ho caricato il gioco sulla Switch di casa (la mia, che si può collegare alla TV della sala) e gli ho proposto di giocare insieme. Captain Toad: Treasure Tracker ha infatti una modalità cooperativa che permette di giocare in due e risolvere insieme ogni livello. C’è sia di tipo classico (tutti fanno le stesse cose) che “assistenza”, cioè quella più adatta ai piccoli, nella quale un giocatore controlla il personaggio principale, mentre l’altro fa delle cose non essenziali ma che servono ad aiutare l’altro giocatore. Questa nuova scheda dell’ archivio dei videogiochi raccontati dai bambini mette insieme un po’ dell’esperienza di Elia e un po’ di nuovi spunti, nati da un diverso modo di affrontare il gioco.
Emma e Elia, quindi, si stanno facendo il loro primo gioco in cooperativa, e la cosa li sta sia entusiasmando che mettendo alla prova.
Ma torniamo al gioco. Captain Toad: Treasure Tracker non è un gioco di piattaforme ma un puzzle game: ogni livello è un piccolo diorama che si può ruotare a piacimento e che si deve esplorare per trovarne tutti i diamanti (che sbloccano le nuove aree) e la stella, che fa accedere al livello successivo. In questo gioco non si salta ma si deve solo esplorare e sconfiggere i nemici attraverso l’utilizzo di strumenti (come rape o bombe), e la sfida sta nel trovare tutti gli oggetti nascosti, non nel finire i livelli in poco tempo. Il gioco uscì originariamente su Wii U, per poi essere nuovamente pubblicato su Switch nel 2018 in un’edizione con anche livelli aggiuntivi e tutte cose.
Emma e Elia, quindi, si stanno facendo il loro primo gioco in cooperativa, e la cosa li sta sia entusiasmando che mettendo alla prova
Nel caso non vi sia ancora chiaro qualcosa, Elia è prontissimo a venirvi incontro con un sacco di dettagli assolutamente essenziali sul gioco e la sua trama:
La cosa che è piaciuta di più
Captain Toad: Treasure Tracker non è un gioco d’azione, per cui per gran parte dell’avventura ci si può prendere il tempo che serve per studiare il livello, fare le prove del caso e poi iniziare a muovere Toad. Non è una cosa scontata e lo avevamo già sperimentato con Yoshi’s Crafted World: non avere l’angoscia del tempo che scorre aiuta tantissimo i bambini a non avere l’ansia del fallimento, e quindi si possono godere il gioco con molto più gusto.
Elia ha anche poi apprezzato che gli enigmi da risolvere per trovare i diamanti (basati sulla rotazione della telecamere, passaggi segreti o interruttori da attivare) fossero in gran parte alla sua portata, minimizzando così le volte in cui mi ha dovuto chiedere una mano.
Giocato in due
Quindi, Capitan Toad Treasure Tracker ha due diverse modalità per il gioco in multiplayer, e sono entrambi “da divano”, cioè solo locale (niente internet):
Avventura in coppia: entrambi i giocatori usano un Toad ed entrambi possono fare esattamente le stesse cose, come estrarre piante dal terreno, lanciare rape contro i nemici e utilizzare il piccone. Tutti e due possono ruotare l’inquadratura della telecamera. Tutti i progressi della storia vengono salvati esclusivamente sull’account del Giocatore 1.
Modalità Assistenza: questa è la modalità per coinvolgere i giocatori più piccoli. Il primo giocatore muove Captain Toad e fa tutto quello che deve fare mentre il secondo può aiutarlo controllando un cursore che può fare solo qualche azione specifica, come sparare ai nemici o raccogliere le monete sparse per il livello. Anche in questo caso ovviamente i progressi rimangono solo sull’account del Giocatore 1.

La lezione più importante
È che quando i bambini giocano per conto loro, dovete farvi i cazzi vostri. Cioè, per davvero: aiutateli a partire, sinceratevi che siano effettivamente in grado di muovere i personaggi e la telecamera in maniera funzionale, ma poi, se come me non riuscite a trattenervi, cambiate stanza e guardateli da lontano perché da lì a breve inizierà una tanto naturale quanto snervante guerra di trincea, soprattutto se è la prima volta che giocano in due.
Per quanto infatti il gioco sia estremamente morbido e pensato per accontentare tutti, gestire la telecamera è una cosa che richiede un po’ di cooperazione perché lo possono fare entrambi, ma non contemporaneamente, e il rischio che uno dei due a un certo punto sposti tutto e incastri l’altro è concreto. C’è poi anche la questione della “morte”: se infatti uno dei due Toad cade o muore allora finisce in una bolla e l’altro giocatore deve andare a farla scoppiare perché effettivamente possa tornare a giocare. Ma è inutile che ve lo spieghi io, ci pensa sempre Elia:
All’inizio io ero molto presente durante le loro partite e devo dire anche invadente. Cercavo di correggere dall’alto quelle che leggevo come prepotenze, storture o mancanza di sportività, ma questo non faceva che innervosire tutti, me in testa. E quindi, come ho imparato a fare al parco giochi, ho iniziato a farmi i cazzi miei e gli ho lasciato lo spazio per scornarsi, litigare e trovare un equilibrio per conto loro, e da quando ho smesso di impicciarmi loro si sono autoregolati (con alti e bassi, ovviamente) e hanno imparato a giocare insieme, o quantomeno ad accettare che ogni tanto uno dei due fa qualcosa di poco simpatico e che l’altro deve imparare ad accettarlo e a far sentire le sue ragioni sapendo che l’escalation, da parte di entrambi, porterà alla fine della partita.
E quindi, come ho imparato a fare al parco giochi, ho iniziato a farmi i cazzi miei e gli ho lasciato lo spazio per scornarsi, litigare e trovare un equilibrio per conto loro, e da quando ho smesso di impicciarmi loro si sono autoregolati.
Perché poi i bambini, in un modo o nell’altro, ci sorprendono sempre, e sono molto più maturi di quello che sembrano, soprattutto quando gli lasciamo lo spazio per sbagliare, litigare, cadere e poi sistemarsi per conto loro. Emma e Elia hanno avuto i primi due giorni con qualche frizione, ma poi hanno capito come fare e sono andati come dei fusi, finendo il gioco in pochissimo tempo. Volete capire qual è stata la sfida più grande? Ve lo spiega Emma:
Ed è un attimo che scatta la polemica:
Il gioco secondo i grandi
Captain Toad: Treasure Tracker è una ottima gateway drug per i videogiochi: si appoggia a un universo riconoscibilissimo che verosimilmente i vostri figli già conoscono, ha un ritmo compassato che permette di ragionare sullo sviluppo dei livelli, ed essendo un puzzle game lo scopo è spingerli a ragionare piuttosto che a reagire con tempismo a quello che succede sullo schermo.
Se apprezzano già Mario e tutto quel mondo lì, e non sono spaventati da un gioco che ha molta poca azione, allora questo potrebbe essere un bel colpo. Il fatto che possa essere tutto giocato in due e che abbia anche la modalità assistenza sono dei grandissimi vantaggi, anche perché è un ottimo gioco per introdurre le modalità multigiocatore.
Potete comprare Captain Toad: Treasure Tracker su Amazon (39,99€) o sullo shop di Nintendo (39,99€).
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La newsletter che hai appena letto è stata riletta e corretta da Marco Bielli, che nonostante viva a Torino ha fatto anche cose buone.






Non c’entra con i bambini, ma questo gioco può essere divertente anche per i grandi? O è troppo semplice?