3 Comments
User's avatar
Zavits's avatar

Grazie della cortese e dettagliata risposta. Per quanto attiene ai contenuti a pagamento d'accordissimo, tuttavia mi fa un po' strano trovare tra decine di link "in chiaro" di risorse (siti, blog, substack, canali YT...) anche specializzati, il link al Guardian che ha sì una firma importante come la McDonald sul mondo dei videogiochi ma da qui a farmi un abbinamento al giornale, ecco, magari me lo faccio al Post o a Internazionale 😅.

Sulla Cina, il discorso è un po' complesso ma in generale questi ultimi anni mi hanno fatto aprire un po' gli occhi sulla percezione che noi occidentali, atlantisti e francamente sudditi fegli USA abbiamo di quel mondo lì, che ci è andato bene fintanto che pensavamo di sfruttarlo dopo il suo ingresso nel WTO a fine anno novanta per poi lamentarcene quando hanno sapientemente girato al loro favore la trappola capitalista nella quale la si voleva imbrigliare. La narrazione che ne facciamo continua ad essere quella un po' distorcente sui diritti umani, dimenticando quanto l'occidente, a partire dagli americani, usino questo argomento a piacere e in modo ipocrita ma ripeto, è una faccenda complessa. Rimane un paese con una cultura e una storia paragonabili a pochi altri (e con il quale noi italiani abbiamo tra l'altro un rapporto ultrasecolare, Marco Polo, Matteo Ricci...) e un modello certo non perfetto ma che da solo, dopo secoli di invasioni straniere, coercizioni e sacrifici, ha tirato fuori il proprio popolo dalla povertà, mentre oggi propone collaborazioni ed accordi commerciali con tutti, compresa Taiwan che secondo tanti supposti analisti avrebbe dovuto invadere da anni, mentre per adesso diciamo che non ha invaso nessuno, tiratio bombe o commesso genocidi.

Bella la puntata di Day One su Pragmata👍🏻.

Zavits's avatar

Ottimo cpme sempre ma solo due appunti: i link agli articoli con paywall anche no, grazie; cerchiamo di fare un discorso un po' più maturo sulla Cina: la propaganda occidentale ce la sempre dipinta come una spietata dittatura ma quando ci ha superato sulla capacità industriale e commerciale nonostante il nostro tentativo di sfruttarne il potenziale l'abbiamo presa sul serio e gridato alla violazione dei diritti umani. Gli sviluppi degli ultimi anni ci hanno fatto capire quali sono i veri stati canaglia. Spero prima o poi di giocare a Pragmata prima o poi, anche perché non è l'unico bel gioco che si "limita" ad esserlo senza reinventare la ruota, direi anzi che ce ne sono un bel po', invece il giornalismo videoludico sembra incapace di promuoverli.

Alessandro Zampini's avatar

Ciao! Intanto grazie, come al solito. Allora, in ordine:

- link con il paywall: ce n’è uno, intanto, ma non è quello il punto. Quando un articolo penso che meriti, non vedo perché non includerlo perché c’é un paywall, anzi, sarebbe molto bello se qualcuno lo vedesse, si incuriosisse e magari finisce pure che se lo fa un abbonamento. Anche perché le cose belle si pagano, e questa cosa che internet è per le cose gratis è in parte il motivo per cui internet adesso è un posto che fa un po’ schifo.

- Devo dire che non mi è chiarissimo il punto: la cina è una nazione semi-autoritaria dove i diritti umani non sono particolarmente rispettati, ma il fatto che altri facciamo peggio non è che cambi la situazione. Nei videogiochi come in quasi tutto il settore industriale e commerciale non ci pensa un secondo a radere al suolo interi settori spesso invadendo il mercato con prodotti che possono avere quei costi proprio in funzione del fatto che non esiste libero mercato in cina, e tutto passa dal partito.

- Mi sembra che tra newsletter, siti particolarmente attenti, forum e community ci siano un sacco di posti nei quali trovare consigli su giochi meritevoli. La stampa generalista spesso si occupa dei grandi editori, ma è normale che sia così, perché i videogiochi sono anche industria e grandi nomi, e se pubblichi un articolo a tema a settimana è più facile che sia su Pragmata che su un gioco indie bello tanto quanto ma sconosciuto ai più. Potrebbe essere meglio? Certo, e in tanti provano a cambiare nel loro piccolo, ma così è.