Sono le scritte sui muri a rendere umani i videogiochi
Questa settimana: Pragmata che è un bel giocare, Luna che (quasi) si chiama fuori, due giochi molto belli da vedere
Sto giocando con estremo gusto a Pragmata, che è un gioco che vuole fare una sola cosa (sparare con i puzzle game) e la vuole fare bene, rinunciando così a voler piacere a tutti i costi a tutti. Non è un capolavoro eh? I personaggi non è che abbiano chissà quale crescita e le loro relazioni emotive non vanno oltre la superficie, ma è un gioco di un’onestà rara: lo si avvia, si gioca subito, ci si diverte, ci si sente gratificati con frequenza e non c’è nulla di non essenziale che sia lì tanto per far volume. Ce ne vogliono di più di giochi così, che non vogliono reinventare la ruota e che hanno rispetto del tempo e del giudizio del giocatore. Bravoni.
Se volete saperne di più, ne abbiamo parlato nel podcast di Day One, in un episodio interamente dedicato al gioco:
Prima del resto, un barile esplosivo:
Luna, il servizio di cloud gaming di Amazon, fa un bel passo indietro: da giugno non si potrà più né acquistare singolarmente i giochi né giocare a quelli acquistati su Ubisoft+, GOG e sulla piattaforma di EA. Ci saranno quindi solo due tipi di abbonamento (quello standard incluso in Prime e quello Premium) che daranno accesso a un catalogo di gioco pre-determinato.
Come la Cina ha usato la forza bruta per dominare il mercato mobile e cosa dovrebbero fare le aziende occidentali per giocarsela.
Questa settimana sono usciti anche due giochi dalla direzione artistica stellare, perché nella vita servono anche le cose che sono solo semplicemente belle. Sono Replaced e Mouse: P.I. For Hire
Vi ricordate quando noi (o almeno io) millennial abbiamo iniziato a prendere i giro “gli anziani” con “OK boomer”? Ecco, inevitabilmente ora siamo noi i boomer dei gen Z, anzi, più precisamente gli “unc”, cioè gli zii. E quindi, per estensione, esattamente sono sono nati i boomer shooter, ora ci sono gli unc games, quei giochi cioè che vengono incontro all’età e ai limiti dei millennial. Per Keza MacDonald questo non è altro che il compiersi del ciclo della vita:
Aspettavo da tempo questo traguardo culturale: il momento in cui i videogiochi sono in circolazione da abbastanza tempo da rendere i vecchi titoli (e i giocatori più anziani) fondamentalmente imbarazzanti. E io ci sono dentro con tutte le scarpe: lunga vita agli unc games. Che i più vecchi possano godersi per sempre sparatutto dai ritmi lenti e avventure narrative da 12-15 ore, criticando allo stesso tempo il ritmo frenetico e il sovraccarico estetico dei giochi per ragazzi. È l’eterno ciclo generazionale, e andrebbe accolto e vissuto con piacere.
4A Games ha presentato Metro 2039, il nuovo capitolo della saga che è stato profondamente condizionato dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia (4A Games è uno studio nato in Ucraina). Gloria all’Ucraina.
Ora si possono creare giochi all’interno di Roblox partendo da un prompt. Io non voglio essere sempre l’anziano che urla guardando le nuvole, però mi sembra che l’unico che tra me e Roblox che sta facendo uno sforzo per evitare che io lo meni sono sempre io, la stessa persona che poi, prima o poi, lo menerà.
A differenza di Panic e PlayDate, i cui sviluppatori non possono del tutto usare l’AI per creare elementi artistici, audio, musica, testo o dialoghi. Sempre i migliori.
Qualcuno che si è incastrato male: il game director di Kingdom Come Deliverance II spiega come una romance gay non sia per nulla woke, perché dio mio che schifo il woke.
Stop Killing Games è andata a farsi sentire al Parlamento Europeo e pare sia stata molto efficace nel far capire che questa cosa che uno si compra un gioco e poi rimane con il cerino in mano quando il suo editore lo chiude è un problema per tanti.
Nathan Grayson su Aftermath scrive un bel pezzo su Left 4 Dead e più nello specifico sul perché le scritte sui muri siano così significative pur essendo un elemento totalmente accessorio del gioco. Qual è questo perché? Sono state scritte da esseri umani, e non dall’AI. Sembra un azzardo, lo capisco, ma sono proprio queste piccole cose che sembrano inutili a dare un’anima alle cose.
A posto così, al prossimo barile!




