Something old, something new, something borrowed, something blue
Un'estate di felicità, sempre vissuta in buona salute.
Ciao a tutte e tutti,
come sapete Barili Esplosivi è in vacanza, ma siccome mi dispiaceva saltare proprio del tutto, prendo in prestito un famoso modo di dire legato al matrimonio per lasciarvi almeno qualcosa da leggere (e ascoltare) in questo caldissimo sabato mattina.
Qualcosa di nuovo
È Superfan, un podcast del Post scritto da Viola Stefanello che “racconta nel dettaglio i fandom, le comunità di appassionati che si formano attorno ai prodotti culturali più svariati, dalle band ai videogiochi, dalle celebrità alle squadre sportive”.
Qualcosa di prestato
Il podcast di Viola mi ha fatto venire l’articolo che avevo scritto all’inizio dell’anno su Crusader Kings II e a come il suo immaginario sia stato cooptato dall’estrema destra statunitense, che ci ha costruito attorno un pezzo della sua identità.
Qualcosa di vecchio
Suddetto articolo è stato recepito malissimo. Ma una roba che non mi sarei proprio mai aspettato. L’hanno preso male i fan del gioco, i lettori del Post, i canali YouTube dedicati al gioco e praticamente tutti i videogiocatori del mondo. Ma dopo lo scorno iniziale, e qualche “scorribanda” molto poco apprezzata, mi sono preso un attimo e ci ho ragionato su, scrivendo questa cosa che penso spieghi sufficientemente il mio punto di vista e quanto tutto sommato, questa reazione così scomposta, in una certa misuri validi la tesi stessa dell’articolo.
Un estratto, tutto il resto lo trovate qua:
Perché per i videogiochi non dovrebbe essere lo stesso? Perché ci battiamo su ogni forum o posto dove si commenta online perché ai videogiochi sia data la stessa dignità che agli altri prodotti culturali ma poi gliela neghiamo quando è associata a qualcosa di negativo? Non verranno mai presi sul serio da chi non li capisce o li frequenta se siamo noi i primi a voltare la testa dall’altra parte quando nelle community online legate (anche) ai videogiochi succedono cose terrificanti.
Perché ha senso ricordarlo, ma alcuni dei posti peggiori di internet sono nati in posti frequentati con grande assiduità dai giocatori. Il Gamergate, che ha codificato un modo di molestare le persone online, è nato proprio da questo: dalla pretesa di alcuni giocatori (e si torna al gatekeeping) di poter reclamare come loro uno spazio, quello dei videogiochi, che è invece sarebbe dovuto essere sempre stato di tutte e di tutti.
Qualcosa di blu
Come il mare di Bibiki Bay, perché alla fine è pur sempre estate.
A posto così, al prossimo barile!






