La festa più bella dell'anno
È quella che si festeggia oggi. E noi vogliamo aiutarvi a renderla ancora più speciale.
Più passa il tempo, più il 25 aprile diventa la mia festa preferita. Perché non è una festa religiosa, non è una festa dove ci si fanno regali e non è una festa che si fa ovunque. È bella perché è solo nostra e perché siamo noi che ogni anno decidiamo di festeggiarla andando in piazza a manifestare senza sobrietà, cantando, ballando e stando insieme. È anche (purtroppo) l’unico giorno dell’anno in cui si possa gridare “fasci merde” insieme a tante altre persone senza particolari timori, quindi insomma, buttalo via.
Peccato che però come tutte le cose belle, a un certo punto finisca. Però c’è un modo semplice per prolungare la piacevole che si prova il 25 aprile, e noi siamo qua proprio per aiutarvi a farlo. E quindi:
Giochi nei quali fascisti e nazisti si possono menare:
Wolfenstein (2009, Raven Software).
Indiana Jones e l’antico cerchio (2024 MachineGames).
Metal Gear Rising: Revengeance (2013, Platinum Games).
Dying Light 2 (2022, Techland).
The Saboteur (2009, Pandemic Studio).
South Park: Il bastone della verità (2014 Obsidian).
Un qualsiasi gioco online multiplayer competitivo (perché su, sappiamo com’è una non trascurabile parte delle persone che giocano).
Crusader’s Kings 2 (storia lunga ma interessante: se ne volete sapere di più potete leggere qua e soprattutto qua).
Film antifascisti da guardare:
Il Grande Dittatore (Charlie Chaplin, 1940).
Star Wars (George Lucas, 1977).
Brazil (Terry Gilliam, 1985).
Porco Rosso (Hayao Miyazaki, 1992), ovviamente.
American History X (Tony Kaye, 1998).
La zona d’interesse (Jonathan Glazer, 2023).
Un podcast da sentire:
Una mattina (Luca Misculin).
Festeggia con noi il 25 aprile: solo per oggi, tutti gli abbonamenti sono scontati del 25%. Dai sui, fai qualcosa di bello e giusto oltre che mandare affanculo i fascisti.
Non che ci fossero grandissimi dubbi a riguardo, ma Saros, il nuovo gioco di Housemarque è davvero una bomba. Credo sia la perfetta evoluzione dei giochi arcade delle sale giochi, tutto gameplay, meccaniche rifinite e rilascio di dopamina, ma senza l’accollo del dover mettere continuamente gettoni. La cosa incredibile è che non serve nemmeno essere dei manici per rimanere incollati al pad: anche morendo spesso (cosa che io faccio) comunque rimane sempre attaccata la voglia di giocare, di andare avanti, di capire se si è morti perché quel boss è proprio impossibile o perché si è fatto qualche errore.
Saros è veloce, immediato, un po’ confusionario all’inizio (ma solo se non si è avvezzi agli action) ma immediatamente leggibile, perché pur con un’atmosfera pazzesca, un art design notevolissimo e una bella storia, il centro di tutto sono sempre le meccaniche di gioco, la precisione millimetrica della risposta del personaggio e la gratificazione totale che si ha quando si entra in trance e si riescono a mettere in fila una serie di azioni complicatissime quasi senza pensarci.
Saros esce il 30 aprile, in esclusiva su PlayStation 5.
Bisogna dare atto a Microsoft di non arrendersi (quasi) mai: la nuova capa di Xbox (che ha eliminato anche il nome Microsoft Gaming, vivaddio) ha annunciato che il Game Pass costerà di meno (cosa che porterà a una inevitabile crescita in termini di abbonati), che forse tornerà qualche esclusiva e che Call of Duty non sarà più tra i giochi compresi nel pass al lancio. Ora, conoscendo Microsoft le cose possono cambiare altre 14 volte da qua alla macchina, ma quantomeno è un segnale che indica una reale discontinuità con l’epoca di Phil Spencer. Poi, se chiedete a me, è proprio il modello basato sui servizi in abbonamento che è sbagliato per i videogiochi, ma è anche vero che non sono io quello pagato per prendere le decisioni importanti (fortunatamente per tutti).
Come sta andando Rovio (quella di Angry Birds) dopo l’acquisizione da parte di SEGA.
Shuhei Yoshida sta continuando il suo Sassolini nelle scarpe Tour: questa volta ha detto (e non fatico a credergli nemmeno un secondo) che è stato licenziato dall’allora CEO Jim Ryan (quello del “facciamo solo giochi a sviluppo continuo”) perché «gli chiedeva di fare cose assurde». Il suo posto è stato preso da Hermen Hulst, e non è che le cose stiano andando benissimo.
Non che sia proprio una sorpresa, ma è stato annunciato ufficialmente il remake di Assassin’s Creed Blackflag, che si chiama Resynced. Ma cosa sarà esattamente?
Prima di essere come lo conosciamo ora, Luigi era solo la versione verde di Mario.
Come si fa a sviluppare un gioco indie a Cuba tra embarghi, crisi economiche e mancanza costante di energia? Pezzone di Brian Crecente.
Scrivere i dialoghi dei personaggi dei videogiochi non è mica facile.
A posto così, a settimana prossima!
È partito il Club del gioco di Santa Pazienza, nel quale ogni mese scegliamo un titolo, ci giochiamo, e poi ne parliamo tutti insieme. E con tutti intendo i founder, cioè gli abbonati al più esclusivo dei tier di Santa Pazienza. Trovate tutto qua sotto.






Grazie per questa bellissima newsletter di oggi senza alcuna sobrietà ❤️ e felice di essere salito sul carrozzone degli abbonati con il mio piccolo contributo. La leggerò con calma durante la giornata.
Oggi, ovviamente, "Porco Rosso" al cinema! Buona liberazione! ❤️