Il cerchio della vita
Questa settimana: un gioco eccellente, un dramma che forse non lo era e un consiglio musicale
Parliamo del gioco del momento: Saros. Dopo Returnal, che pure era eccellente ma per me troppo difficile, l’ho iniziato con un po’ di timore, perché è uno di quei giochi che solitamente hanno bisogno di una certa dedizione e soprattutto di capacità e prontezza. E invece, pur non essendo assolutamente un gioco facile, è comunque sufficientemente accogliente e morbido nell’insegnarti le meccaniche base e nel darti abbastanza strumenti per portare a presto a casa quella gratificazione che poi ti aggancia e ti ci fa dedicare.
In Saros si ricomincia daccapo a ogni morte, ma ci si porta sempre dietro qualcosa (e di più che in Returnal, per dire), perciò i passaggi a vuoto sono parecchi di meno. E poi il suo gameplay è talmente rifinito che si ha sempre una sensazione di controllo totale sul personaggio, che rendono Arjun (il protagonista) quasi un’estensione fisica del giocatore, per cui se si sbaglia, così come se si trionfa, il fallimento e la gloria sono proprio tutti nostri.
Saros è uno di quei giochi (tipo Elden Ring, per dire), che pur tramortendoti con la sua difficoltà, riesce anche a darti tutti gli strumenti per sopravvivere, uno di quei rari giochi, almeno per me, a cui si pensa anche mentre non si sta giocando.
Su Santa Pazienza a Saros abbiamo dedicato sia l’ultimo episodio del podcast di Day One che un bel pezzo su come ci siamo arrivati a Saros, o meglio, come ci è arrivata Housemarque, il suo studio di sviluppo. Li trovate belli comodi proprio qua sotto:
Prima del resto, come al solito, un barile esplosivo:
In settimana si è consumato un piccolo dramma intorno a PlayStation e a una nuova gestione dei DRM (il sistema che certifica il legittimo possesso della licenza del gioco), causato anche da una risposta non esattamente pronta di Sony. Però ci si può rasserenare: se comprate un nuovo gioco su PlayStation Store per PS4 e PS5 il controllo del DRM avverrà solo una volta dopo l’acquisto, poi basta. Almeno fino a che non cambiano idea o rimuovano del tutto il gioco, che poi si fa la fine dei gol dell’Udinese di Alan Tonetti: persi.
Se non vi basta il mutuo che probabilmente state già pagando per casa vostra, potreste accenderne un secondo per farvi una casa (quasi) altrettanto costosa in World of Warcraft.
Pare in che in tanti siano presi bene da The Blood of Dawnwalker, il nuovo gioco dell’ex game director di The Witcher 3.
Questo link è solo per stomaci FORTISSIMI. Spoiler: ci sono robot con la faccia di mostri marini.
Il governo australiano vorrebbe che Steam, Fortnite, Minecraft e Roblox facessero di più (e spiegassero cosa effettivamente fanno o faranno) per evitare l’estremismo, la radicalizzazione e i casi di adescamento presente nelle loro piattaforme.
Se anche voi siete tra quelli che provano una rabbia incontrollabile mentre giocate, leggete qua.
Microsoft in generale guadagna sempre di più, ma vende sempre meno Xbox (e comunque continua a licenziare migliaia di persone).
Una bella analisi sull’acquisizione di Activision Blizzard ora che è passato abbastanza tempo per poter farsi un’idea di come sia effettivamente andata e soprattutto di come stia effettivamente andando ora.
All’amministratrice delegata di Ustwo (Monument Valley) un po’ dà fastidio che gli sviluppatori abbiano la pretesa di avere la pensione pagata e che chiedano un po’ di stabilità nella loro vita. E quindi d’ora in avanti solo precari e contractor (cioè chi lavora a tempo su un solo progetto).
C’è un nuovo film di Resident Evil in arrivo e lo dirige Zach Gregg (Weapons). E oh, sembra un bel film di Resident Evil.
Portal 2 ha compiuto 15 anni (sigh). Se volete scoprirlo, fatelo su Switch 2.
Se invece vi manca un gestionale di golf, tipo SimGolf, allora Under Par Golf Architect, pur con tutte le sue ruvidezze, potrebbe fare al caso vostro. Ci sto giocando anche io e in effetti ha quella cosa lì che ti aggancia e ti tiene avvinghiato fino a che tutto non è sistemato a puntino.
Titanium Court è un gioco bizzarrone difficile da spiegare ma che ti riconcilia con la tua magia interiore, dicono.
Peter Molyneux dice che le cose che fa l’AI oggi non sono di qualità sufficiente per i videogiochi. Io avrei anche altro da aggiungere, ma non avendo inventato Populous o Dungeon Keeper direi che passo.
C’è un nuovo controller in città, ed quello di Steam, che prima o poi si potrà pure collegare alle steam machine, quando mai usciranno.
È sempre il momento di parlare di Final Fantasy IX e di come rappresenti l’assunzione di responsabilità che tutti noi dovremmo avere per combattere l’autoritarismo.
We Are Muesli, uno studio italiano da sempre molto attento alle tematiche sociali, ha consigliato 7 giochi per la Festa del lavoratore, iniziativa che mi sento di sposare in pieno avendo fatto una cosa simile per il 25 aprile la scorsa settimana. Se vi interessano sono:
Cart Life (2010, Richard Hofmeier)
Neo Cab (2019, Chance Agency)
Papers, Please (2013, Lucas Pope)
The Stanley Parable (2013, Davey Wreden, William Pugh)
To Build a Better Mousetrap (2014, Molleindustria)
Two Interviewees (2016, Mauro Vanetti)
Unemployment Simulator 2018 (2026, Samuel Lehikoinen)
Chiudo con una cosa che è clamorosa per almeno due motivi: il primo è che è una cosa di musica, e il fatto che io la segnali, sorprende tanto me quanto sorprenderà Mattia Ravanelli, che è il titolare del desk musica di Santa Pazienza. Il secondo perché effettivamente mi sembra tutto bellissimo: musica, video, coreografia e realizzazione. E se vi ricorda Bully, il gioco di Rockstar del 2006, non è affatto un caso.
A posto così, al prossimo barile!





