Crossgen è dove racconto come i miei due figli stiano diventando dei videogiocatori. Qua trovate le regole che ci siamo dati mentre qua tutti gli altri Falò, che sono il momento in cui Emma e Elia mi raccontano come sta andando.
Questo mese parliamo del più grande gioco di piattaforme in 3D mai creato e di un fungo che si scopre Lara Croft.

I giochi del mese
Emma - Super Mario Galaxy (PEGI 7)
Super Mario Galaxy è il terzo gioco di Mario in 3D (gli altri sono Super Mario 64 e Super Mario Sunshine), nonché, secondo il Vostro, il più bello di sempre. È un gioco di una bellezza e di un’eleganza rara, pieno di inventiva e carattere, che pure giocato con un telecomando (uscì per la prima volta su Wii nel 2007) riusciva a essere piacevole e divertente. Ora è possibile giocarci anche con dei controller normali in una delle due edizioni in cui è stato risistemato per Switch (un upgrade tecnico, non un remake), ed è, se possibile, ancora più bello di prima.
L’ho proposto a Emma perché aveva bisogno di un gioco morbido che le facesse tornare la voglia di un bel platform, dopo che con Spyro le cose non erano andate benissimo. Ha funzionato alla grande, perché lo ha adorato senza riserve.
La cosa che è piaciuta di più
Intanto l’essere tornati a un level design (cioè il modo in cui i livelli sono pensati e realizzati) stellare, di quelli della migliore Nintendo, che l’hanno accompagnata in tutte le fasi iniziali di scoperta. E poi le continue piccole trovate, il livello di difficoltà perfetto per la sua età e i personaggi che ormai ha imparato a riconoscere, il tutto mescolato in un gioco di piattaforme inventivo e con un suo peculiare sistema interno di regole che fa riferimento allo spazio (e quindi ai salti e alla gravità) che non l’ha stancata nemmeno per un secondo.
La cosa che è piaciuta di meno
Emma inizia, come è giusto che sia, ad avere le sue preferenze, e si sta rendendo conto che anche se i giochi sono diversi hanno degli elementi comuni, cioè un linguaggio condiviso. Uno di questi elementi è quello dei “nemici di fine livello”, che è un concetto che nei decenni si è un po’ sfumato, ma che comunque è una delle colonne dei videogiochi: la progressione è sempre scandita da una sfida, in ordine crescente di difficoltà, che solitamente è il ricordo che rimane più vivido una volta finito il gioco.
Mario non ha mai brillato per delle boss fight (cioè gli scontri con i cattivoni) particolarmente memorabili, ma Emma sta capendo che qualcuna è meglio di qualcun’ altra, per cui spesso mi raccontava di quanto quelle di Super Mario Odyssey le fossero piaciute molto di più rispetto a queste. Poi a un certo punto giocherà a Bloodborne e di nuovo la sua scala di valori cambierà, ma non è ancora questo il momento.
Cosa ne penso io
Super Mario Galaxy (insieme al suo seguito) è uno dei giochi migliori di tutti i tempi, e il fatto che Emma lo abbia apprezzato senza riserve mi fa pensare che forse come genitore non sto sbagliando proprio tutto. Il sistema di controllo è stato modificato per essere gestibile con grazia anche dagli stick analogici e Emma non ha avuto alcuna difficoltà nel finirlo. Occhio che al momento lei non ha alcuna velleità di completismo, quindi quando finisce un gioco è perché nel 90% dei casi ha solo fatto la storia principale, facendo poco o nulla delle attività secondarie. Questo per dire che magari ci sono dei passaggi in cui il sistema di controllo non è così efficace, ma nella sua esperienza di gioco non c’è stato nulla che non andasse.
Al momento si può giocare a Super Mario Galaxy (oltre all’originale su Wii) grazie a due diverse raccolte:
Super Mario 3D All Stars (che però non è più in vendita e che contiene Super Mario 64, Super Mario Sunshine e Super Mario Galaxy).
Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2 - una nuova raccolta che contiene per la prima volta anche il secondo capitolo.
Elia - Captain Toad: Treasure Tracker (PEGI 3)
Per gran parte del tempo, Elia ha giocato a Super Mario 3D World + Bowser’s Fury usando Toad. Non so perché sia nata questa passione smodata per un personaggio che per me è sempre stato irrilevante, ma lui lo ha preso in simpatia da subito, e non ha mai mancato di sceglierselo ogni volta che poteva. Quando poi ha visto che in casa avevamo anche il suo gioco allora non ci ha capito più nulla e lo ha voluto subito, nonostante fosse un po’ un azzardo (ci torniamo).
Captain Toad: Treasure Tracker infatti non è un gioco di piattaforme ma un puzzle game: ogni livello è un piccolo diorama che si può ruotare a piacimento e che si deve esplorare per trovarne tutti i diamanti (che sbloccano le nuove aree) e la stella, che fa accedere al livello successivo. In questo gioco NON si salta ma si deve solo esplorare e sconfiggere i nemici attraverso l’utilizzo di strumenti (come rape o bombe), e la sfida sta nel trovare tutti gli oggetti nascosti, non nel finire i livelli in poco tempo.
Il gioco uscì originariamente su Wii U, per poi essere nuovamente pubblicato su Switch nel 2018 in un’edizione con anche livelli aggiuntivi e tutte cose. Ero un po’ timoroso perché lo avevamo provato qualche mese fa con Emma e andò abbastanza un disastro perché il gioco sembrò, a entrambi, un po’ troppo complesso. Invece Elia, che è più metodico di Emma, si è subito preso bene e ha iniziato a macinare livelli e diamanti, finendo sia il gioco originale che quasi tutti i contenuti aggiuntivi.
La cosa che è piaciuta di più
Sicuramente il ritmo: Captain Toad: Treasure Tracker non è un gioco d’azione, quindi Elia per gran parte dell’avventura si è potuto prendere il tempo che gli serviva per studiare il livello, fare le prove del caso e poi iniziare a muovere Toad. Non è una cosa scontata e lo avevamo già sperimentato con Yoshi’s Crafted World: non avere l’angoscia del tempo che scorre aiuta tantissimo i bambini a non avere l’ansia del fallimento, e quindi si possono godere il gioco con molto più gusto.
Elia ha anche poi apprezzato che gli enigmi da risolvere per trovare i diamanti (basati sulla rotazione della telecamere, passaggi segreti o interruttori da attivare) fossero in gran parte alla sua portata, minimizzando così le volte in cui mi ha dovuto chiedere una mano. Meglio così, perché io in questi giochi sono scarsissimo e avrei fatto una figura barbina.
La cosa che è piaciuta di meno
Come in tanti giochi Nintendo si arriva a un certo punto verso la fine nel quale per sbloccare l’ultimo livello (o l’ultimo capitolo) si deve aver raccolto un sufficiente numero di stroffi (a volte sono le stelle, altre le monete, in questo caso i diamanti). I miei figli sono ancora nella fase in cui la spinta principale del gioco è data dalla trama principale, e quindi non si intrattengono praticamente mai nelle quest secondarie, il che li porta a dover tornare indietro quando si arriva a quel punto il cui il gioco ti fa capire che no, non puoi andare avanti e almeno un po’ indietro ci devi tornare. Con Elia abbiamo passato una buona settimana a recuperare i diamanti che prima avevamo ignorato, il che ha un po’ raffreddato l’entusiasmo proprio a un passo dalla fine.
Cosa ne penso io
Captain Toad: Treasure Tracker è stato abbastanza una sorpresa: Elia non ha vacillato nemmeno un giorno, e se anche verso la fine forse un po’ si è stufato, ha voluto procedere fino a che è riuscito. Gli enigmi non sono mai troppo complessi (anche se in alcuni è richiesto un certo impegno) e il fatto che si abbia tendenzialmente sempre tutto il tempo del mondo aiuta tantissimo. Se apprezzano già Mario e tutto quel mondo lì, e non sono spaventati da un gioco che ha molta poca azione, allora questo potrebbe essere un bel colpo.
La prossima volta
Il Falò tornerà eccezionalmente prima della fine dell’anno, così ci portiamo in pari (cioè, non del tutto, ma ne riparleremo) e affrontiamo l’anno due (che porterà probabilmente a una revisione delle regole) senza dover rincorrere.
Emma:
Super Mario 3D World + Bowser’s Fury (PEGI 7)
Cos’è: La versione Switch di Super Mario 3D World, un gioco di piattaforme uscito su Wii U nel 2013. Oltre al gioco originale c’è anche Bowser’s Fury, un gioco (un po’ più contenuto) in cui si usa molto una versione gatto di Mario. Elia lo adora.
Perché l’ho scelto: Se l’è scelto Emma a dire il vero, invidiosa di quanto lo avesse amato il fratello.
Elia:
Cos’è: Il Mario 3D uscito poco dopo il lancio di Switch, e quindi il più moderno di quella famiglia di giochi
Perché l’ho scelto: Elia voleva provarlo da un po’ (è stato il primo gioco di Emma), ma non aveva ancora la manualità sufficiente. Secondo me ora invece ci siamo.
Direi che ci siamo.
Ci sentiamo prima della fine dell’anno, ciao!
La newsletter che hai appena letto NON è stata riletta e corretta da Marco Bielli, che pur di non aiutarmi si è inventato un trasloco.



