
Benvenute e benvenuti, ancora una volta.
Siccome è passato un po’, riprendiamo velocissimi il filo: Crossgen è una newsletter nella quale racconto come i miei due figli stiano diventando dei videogiocatori. Qua trovate le regole che ci siamo dati mentre qua tutti gli altri Falò, che sono il momento in cui Emma e Elia mi raccontano come sta andando.
Nel periodo non collegato abbiamo giocato tanto ma a pochi giochi, siamo andati in vacanza e giocato un po’ meno e iniziato a fare delle cose tutti insieme.
Ne parleremo ora che siamo tornati, insieme a tante altre cose.
I giochi del mese
Emma - Spyro: Reignited Trilogy (PEGI 7)
Spyro: Reignited Trilogy è il remake (puramente tecnico, nel senso che non aggiunge quasi nulla di nuovo in termini di gameplay, contenuti o meccaniche rispetto all’originale) di una trilogia di giochi sviluppata da Insomniac Games (quelli di Ratchet & Clank e Spider-Man) originariamente pubblicata su PlayStation tra il 1998 e il 2000.
È un gioco di piattaforme (quelli dove si salta tanto da un posto all’altro) in tre dimensioni che ebbe un discreto successo, grazie anche al fatto che il protagonista è un simpatico drago viola e che tutto il mondo di gioco è estremamente colorato e giocoso. La sua caratteristica distintiva era legata al fatto che Spyro potesse planare senza un reale limite se non l’altezza iniziale, per cui se si trova un posto altissimo, si può planare per tutto il livello.
Il resto è l’ordinaria amministrazione del genere: qualche combattimento facile, tanti segreti, oggetti e stroffi da raccogliere.
Nel 2018 Activision lo ha rifatto (graficamente) acchittandolo per le feste e distribuendolo su ogni piattaforma. Sta spesso in sconto, quindi nel caso interessi a voi o ai vostri figli fateci un pensierino.
La cosa che è piaciuta di più
Forse le prime ore di gioco, perché era una novità, perché era qualcosa di diverso dal resto e perché insomma, a chi non piacciono i draghi? Ma tolto questo, quasi nient’altro. Per quanto rifatto è comunque un gioco di quasi trent’anni fa, che ha i limiti dei giochi di piattaforme di quell’epoca, che noi sappiamo interpretare perché al tempo erano l’avanguardia e pensavamo non ci potesse essere nulla di meglio. Ma per Emma, che già ha giocato a molte cose, soprattutto di Nintendo e dell’era Switch, quei limiti sono qualcosa di inspiegabile, e ora ci arriviamo.
La cosa che è piaciuta di meno
Al momento Emma interpreta i videogiochi come un qualcosa di divertente e basta. Nel senso: qualsiasi gioco deve soprattutto, e per prima cosa, divertirla. Se per noi giocatori anziani parte della soddisfazione è anche data dalla sfida e dalla gratificazione che si prova nel superarla, per lei non è affatto così. Lei vuole divertirsi con un’esperienza immediatamente gratificante, che non deve per forza essere facile, ma deve essere chiara nei suoi presupposti.
Provo a spiegarmi meglio: se deve superare un livello difficile, ma le è chiaro cosa deve fare (tipo saltare dalla piattaforma A alla B), allora tutto a posto, anche se è un salto che la farà morire 20 volte. Se invece deve “trovare 3 scoiattoli”, ma il gioco non le dice come sono fatti o dove sono, lei si scoraggia e perde interesse, anche se è una richiesta estremamente più semplice della precedente.
Spyro: Reignited Trilogy, pur non essendo un gioco troppo difficile, non ha quella morbidezza e quel level design dei giochi Nintendo, e quindi lei gira tantissimo a vuoto, fino al punto in cui si stufa e molla.
Lo consiglieresti ai tuoi amici?
Credo solo a quelli che odia. E al momento non odia nessuno.
Cosa ne penso io
Il fatto che non sia riuscito a cavarle nemmeno un audio per parlare di Spyro: Reignited Trilogy credo dica abbastanza. Glielo avevo proposto con una certa speranza, ed ero genuinamente convinto lo avrebbe apprezzato, e invece ha vissuto le settimane in sua compagnia quasi come un peso, al punto che spesso ha rinunciato a giocare (e io, devastato dal senso di colpa, le ho allungato il gioco successivo MOLTO prima del previsto). Sia chiaro, non è nemmeno colpa di Spyro, è che è un gioco vecchio con il vestito nuovo, ma Emma, per ora, piacciono solo cose nuove, ancora meglio se premiamo l’immediatezza.
Elia - Super Mario 3D World + Bowser’ Fury (PEGI 7)
Elia invece è ancora in una striscia positiva pazzesca. Dopo Kirby ha iniziato titubante Super Mario 3D World + Bowser’ Fury, che è la versione espansa dell’omonimo gioco uscito su Wii U nel 2013 con in aggiunta un nuovo gioco, più contenuto ma estremamente curato e gratificante, chiamato appunto Bowser’s Fury.
Elia aveva iniziato con Super Mario 3D World contento ma non contentissimo, ma poi un giorno, mentre ero distratto, dal menu di avvio si è spostato su Bowser’s Fury e da lì è stato proprio amore. Ha adorato tutto: la struttura aperta con piccole missioncine, il fatto che ogni tanto appaia Bowser e tutto diventi scuro e in tempesta, i personaggi e i livelli, ma soprattutto, ha adorato Plessie.
Plessie è quello che potrebbe succedere se Yoshi si accoppiasse con il mostro di Loch Ness: è una specie di dinosaurone acquatico che si può cavalcare in certi livelli, e che Elia ha adorato da subito.
La cosa che è piaciuta di più
È difficile trovare qualcosa che sia piaciuta più di altre, piuttosto, perché l’entusiasmo è sempre stato alle stelle. Elia ha giocato a Super Mario 3D World + Bowser’ Fury per più di due mesi, facendo prima Bowser’s Fury e poi il resto. La cosa che l’ha entusiasmato di più sono i castelli di Bowser, che sono i livelli finali di ogni area/mondo. Io non so cosa Bowser faccia ai bambini, ma è di gran lunga il suo personaggio preferito, esattamente come lo era di Emma.
Super Mario 3D World è un gioco di piattaforme Nintendo, a metà tra il gioco bidimensionale e tridimensionale. Ci si muove in un mondo in tre dimensioni ma la telecamera non è regolabile (se non per lievi aggiustamenti), i livelli sono corti e ci si può giocare fino in quattro e ogni personaggio ha caratteristiche differenti, tutti elementi che lo rendono perfetto anche per un giocatore giovane come Elia, che anzi, ora vi spiega la trama (credo di Bowser’s Fury, non mi è molto chiaro)
E ancora:
La cosa che è piaciuta di meno
A un certo punto è saltata fuori anche l’ipotesi del complotto: per Elia è totalmente inconcepibile che il livello di difficoltà cresca contestualmente all’avanzamento della storia, quindi per lui il fatto che gli ultimi livelli fossero più difficili era qualcosa di ascrivibile esclusivamente a oscuri poteri forti che non gli volevano far finire il gioco. Maledetti.
Cosa ne penso io
Nintendo è semplicemente imbattibile in questo campionato. Pure i suoi giochi meno riusciti hanno la capacità di guidare i più piccoli e tenerli avvinti e interessati in un modo che quasi tutti gli altri si sognano. La cosa pazzesca è che sono gli stessi bambini a rendersene conto, e quando parliamo dei giochi nuovi iniziano a chiedermi sempre più spesso se sono quelli “con Mario, Kirby e i loro amici”, o se sono gli altri.
La prossima volta
Con i prossimi giochi abbiamo recuperato quasi tutto il terreno perduto. Vi anticipo già che sono andati benissimo.
Emma:
Cos’è: il mio Mario 3D preferito, un capolavoro totale che ora si può giocare con una certa grazia anche su Switch.
Perché l’ho scelto: Emma ha bisogno di decomprimere dopo un mese di draghi viola con idraulici spaziali. Ha visto il video e si è ovviamente presa benissimo.
Elia:
Captain Toad: Treasure Tracker (PEGI 3)
Cos’è: un puzzle game a livelli fissi con Toad che deve trovare diamanti. Il fatto che sia un gioco di enigmi ambientali permette a chi gioca di non avere troppa fretta o pressione, cosa utilissima per i bambini.
Perché l’ho scelto: Toad è stato il personaggio con cui Elie ha giocato a Super Mario 3D World + Bowser’ Fury, e quindi non gli è parso vero che ci fosse un intero gioco solo con lui, per quanto diverso dal precedente.
Direi che ci siamo. Sono sicuro ci sentiremo prima del solito.
Alla prossima!
La newsletter che hai appena letto è stata riletta e corretta da Marco Bielli, che nonostante viva a Torino ha fatto anche cose buone.



