Videogiochi che sono risorti
Fuori dall'oblio: alcuni videogiochi che sono tornati (dopo essere stati più di là che di qua).
Curiosità: la monumentale lotta tra personalità multiple che è la redazione di Day One aveva pronta una puntata a tema “uova”. Un voto di sfiducia ha bloccato la distribuzione di quella raccolta e obbligato il team operativo a mettersi al lavoro su una nuova selezione che potesse figurare decentemente nel giorno della Santa Pasqua. Un lavoro da iniziare e finire in poche ore appena prima della pubblicazione, tanto per capirci. Qui sotto troverete alcuni videogiochi che hanno fatto risorsgere le serie di appartenenza, a volte a distanza di molti anni dall’uscita precedente, ma non per forza. Alcune volte a contare è stata la tiepida (se non gelida) accoglienza riservata ai giochi precedenti a quelli di cui parliamo. I candidati a entrare in questa puntata erano talmente tanti che nella sezione in fondo (“Altro dall’almanacco”) potrete trovare alcuni comodi link che ne ripropongono almeno alcuni. Buona lettura!
God of War: “boy!”
Debutto: PlayStation 4 - 20 aprile 2018 | Segue God of War: Ascension (2013)
[NUOVO!] Vecchia e nuova generazione non ragionano allo stesso modo. Gli strascichi della complessa progettazione della PlayStation 3 hanno finito, in un modo o nell’altro, per rallentare e ammortizzare le ambizioni di alcune delle serie di maggior successo della PlayStation 2. A perdere ritmo è stata anche quella di God of War, con un confuso God of War Ascension. Il rilancio sulla PlayStation 4 è di quelli pensati per soffocare ogni dubbio: il nuovo God of War è lucido e determinato come questa generazione di console Sony.
Il passaggio generazionale è materia di discussione anche all’interno del gioco, con Kratos che ha abbandonato il pizzetto e scelto una barba completa degna di un vero dio greco. E che, soprattutto, si ritrova a vivere le complicate avventure di un “ragazzo” padre: alla nuova Ascia del Leviatano e ai suoi rimproveri monosillabici è affidata la sorte del figlio Atreus. Intanto la produzione si è spostata nelle gelide terre di Midgard, ben più a nord della regione ellenica.
Questo God of War riesce a recuperare tutta la natura muscolare della serie, la soddisfazione di un sistema di combattimento ben congegnato (e differente da quello del passato), aggiungendo un ambiente più ricco e complesso, costellato di personaggi e situazioni definite da una penna più elegante. È davvero un videogioco figlio del suo tempo. Mai dare per morto il dio della guerra.
A volte God of War è stupefacente, nel vero senso del termine, ma la sua anima sta nei molti modi in cui quest’uomo e suo figlio costruiscono e poi distruggono il loro rapporto.
Chris Plante - Polygon1
Nel nuovo God of War le armoniose combo da completare in serie contano poco, al loro posto ci sono mosse individuali, da collegare una all’altra in reazione alla varietà di nemici che si susseguono in battaglia.
Nick Plessas - EGM Now2
Giocaci oggi: Steam | PlayStation
Nell’almanacco:
God of War (2005)
God of War: Ascension (2013)
Street Fighter IV e la classe del 1991
Debutto: arcade - 9 luglio 2008 | Segue Street Fighter III (1997)
Street Fighter IV somiglia tanto a una cena coi compagni di scuola, un bel po’ di tempo dopo che ci si è persi di vista. Al ristorante che fa il giropizza si presentano tutti. Tutti e dodici quelli delle edizioni World Warrior (1991) e Champion Edition (1992), avendo la sensibilità di farsi accompagnare da solo quattro estranei: Abel, C. Viper, El Fuerte, Rufus. Non serve molto di più delle prime battutacce di Dhalsim o delle tirate di Ryu, per capire che a cambiare è stata solo qualche linea del viso. E che il giropizza, alla fin fine, può pure essere un gran bel mangiare.
A occuparsi di Street Fighter IV dentro Capcom è stato inizialmente Yoshinori Ono, che ha combattuto per imporre l’idea di un nuovo capitolo principale della serie. La prima dimostrazione pubblicata, nell’autunno del 2007, ha presentato gli elementi caratteristici del gioco: l’impostazione completamente 2D (ma potenziata da una ambiente e da una tecnologia in 3D), lo stile estetico che ricorda la pittura a inchiostro della tradizione giapponese e il nuovo “Focus mode” che mira a garantire una certa imprevedibilità all’interno degli scontri.
Vogliamo che per le persone [Street Fighter IV] risulti come un ritorno a casa, naturale e istintivo. […] Deve essere mantenuta la natura strategica di Street Fighter 2 e Street Fighter 3, in cui gli incontri si evolvono in maniera simile a una partita a scacchi.
Yoshinori Ono - Producer Capcom3
Giocaci oggi: Steam (versione Ultra) | Xbox | PlayStation (versione Ultra)
Qualcosa in più…
Per il lancio della conversione ai sistemi da gioco casalinghi di Street Fighter IV, Capcom commissionò un’interpretazione della serie all’artista inglese Dave White. Il risultato fu un dipinto a inchiostro di 150cmx120cm con una versione stilizzata del volto di Ryu. Capcom annunciò che il valore stimato dell’opera era compreso tra le 7.000 e le 10.000 sterline.
Nell’almanacco:
Street Fighter (1987)
Street Fighter II (1991)
Street Fighter III (1997)
Rayman Origins, ma non sono proprio le sue
Debutto: PS3, X360, Wii - 15/11/2011 | Segue Rayman 3 Hoodlum Havoc (2003)
Rayman Origins riporta a sorpresa Rayman nel mondo dei giochi di piattaforme 2D. Il primo, grande eroe di Ubisoft viene affidato alle cure di un sistema che consente di implementare i disegni realizzati a mano dagli artisti direttamente nel mondo di gioco. Alla direzione del gioco c’è di nuovo, come sempre, Michel Ancel, che guida il gruppo di Ubisoft Montpellier.
Le origini del titolo sono quelle di un gioco di piattaforme dall’impianto bidimensionale, ma è solo apparenza. Questa volta l’azione è molto più veloce rispetto al passato e solo la nuova alta risoluzione permette un level design di ben sessanta stage che si adattano alle esigenze di un massimo di quattro giocatori su schermo.
Egualmente godibile sia da soli che giocando in cooperativa multiplayer, Origins non ha di certo paura quando si tratta di sfruttare idee trovate nei grandi giochi di piattaforme del passato, arrivando a volte a un evidente citazionismo. Si potrebbe criticare una certa imprecisione del sistema di controllo quando messo di fronte ad alcune delle sezioni più intricate, ma vorrebbe dire enfatizzare eccessivamente un problema tutto sommato secondario ed essere ingiusti con un gioco che fa bene quasi tutto.
Will Freeman - The Guardian4
Nell’almanacco:
Rayman (1995)
Rayman 2: The Great Escape (1999)
Rayman Legends (2013)
Return to Monkey Island!
Debutto: PC, MacOS, Switch - 19/9/2022 | Segue Tales of Monkey Island - 2009
[NUOVO!] Il ritorno di Monkey Island, adeguatamente battezzato Return to Monkey Island, non poteva che cominciare con un annuncio mascherato da pesce d’aprile: nel giorno in cui il mare digitale si fa ancora più infestato del solito dalle scemenze, il 1° aprile 2022, Ron Gilbert (il creatore di The Secret of Monkey Island nel 1991) e la sua Terrible Toybox fanno sapere al mondo che torneranno a occuparsi di Guybrush Threepwood e famiglia. Per la prima volta in trent’anni.
Return to Monkey Island non rinnega tutto quanto scritto e messo in scena dalla serie negli anni di assenza di Gilbert (accompagnato dallo sceneggiatore Dave Grossman, anche lui nella ciurma dei primi due storici episodi), ma l’intento è ripartire da dove aveva gettato l’ancora Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge. Con un’interfaccia più moderna e che non ha più nulla del sistema SCUMM e una direzione artistica lontana dalla pixel art degli anni Novanta. Ma con una parte del cast e la tradizionale ironia agghindata di non-sense.
È passato molto tempo da quando facemmo il primo Monkey Island: io e Dave non siamo più le stesse persone di allora. E anche i videogiochi sono cambiati, così come il mondo che ci circonda. Non volevamo fare semplicemente un gioco "retrò", non volevamo semplicemente tornare indietro e tirare fuori qualcosa come se fosse uscito da una capsula temporale. Volevamo portare il gioco e i personaggi ai giorni nostri, così come l'approccio artistico, tutto portato "avanti". Abbiamo passato molto tempo a parlarne, per capire che cosa rappresenti quella storia, e cosa avremmo potuto scrivere in modo da rendere il nuovo gioco qualcosa che mostrasse il nostro attaccamento al materiale originale, e non fosse una semplice storia di pirati come tante.
Ron Gilbert - Designer, Creator Terrible Toybox5
[…] stiamo parlando di un'opera riuscita, sicuramente essenziale per gli appassionati di Monkey Island, che pecca solo per qualche ripetizione nei puzzle, comunque ben fatti nel loro complesso, e per alcune rifiniture, ma che in generale si lascia amare fino in fondo.
Simone Tagliaferri - Multiplayer.it6
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | Switch
Qualcosa in più…
A occuparsi della personalità visiva di Return to Monkey Island è stato Rex Crowley, che ha anche lavorato alla serie LittleBigPlanet e Knights and Bikes. Gilbert raccontò che Crowley gli fece avere una sua illustrazione di Guybrush Threepwood nel 2007 o 2008, realizzata con uno stile squadrato che piacque particolarmente a Gilbert, tanto da convincersi a contattarlo anni dopo, all’inizio dei lavori su Return to Monkey Island.
Nell’almanacco:
The Secret of Monkey Island (1991)
Monkey Island 2: LeChuck’s Revenge (1992)
Tomb Raider è anche un gioco del 2013
Debutto: PS3, X360, PC - 5/3/2013 | Segue Tomb Raider Underworld (2008)
Tomb Raider riparte di nuovo da Crystal Dynamics con il primo episodio di quella che diventerà una serie pensata per raccontare le origini dell’esploratrice Lara Croft.
Dopo anni di sostanziale irrilevanza, spesi a piangere la crudeltà del tempo che passa, Tomb Raider riscopre finalmente un ruolo e una posizione nel mercato contemporaneo. Quella messa a punto è “una storia intensa e brutale delle origini di Lara Craft e della sua ascesa da giovane donna terrorizzata, a sopravvissuta dalla scorza dura”, spiegano Crystal Dynamics e l’editore Square Enix.
Così ne ho scritto nella mia recensione:
Chi cerca meccaniche raffinate e profondità a tutti i costi, ne stia alla larga, ma chi vuole perdersi in un gran bel gioco tutto pancia e cuore, faccia pure un passo avanti. Ad attenderlo troverà un’eroina mai così in forma.
IGN1
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation
Qualcosa in più…
All’inizio del 2012 Crystal Dynamics annuncia una serie di iniziative promozionali per Tomb Raider, in collaborazione con Geocaching.com. Verranno organizzate delle cacce al tesoro in molteplici città del mondo, in cui potenzialmente milioni di appassionati si metteranno alla ricerca di contenitori nascosti (cache) tracciabili attraverso la tecnologia GPS.
Nell’almanacco:
Tomb Raider (1996)
Rise of the Tomb Raider (2015)
La strana linea temporale di Shenmue III
Debutto: PlayStation 3, Xbox 360 e PC - 5 marzo 2013
[NUOVO!] Yu Suzuki si meritava Shenmue III. Si meritava la campagna su Kickstarter (e non solo) che ha sostenuto il progetto con risultati da record. Si meritava gli applausi e gli occhi lucidi del pubblico presente alla conferenza pre-E3 di Sony del 2015, quando Shenmue III venne annunciato tra lo stupore generale. Parlare di giustizia divina nei confronti di quello che è stato “solo” un videogioco molto coraggioso, quasi vent’anni prima, potrebbe essere un’esagerazione che rischia di rendere impalpabile ogni commento e inaffidabile ogni analisi, ma questo hanno lasciato Shenmue e Shenmue II a una generazione di videogiocatori quando fallirono clamorosamente su Dreamcast e Xbox (nei numeri, non nel peso specifico dell’opera). E cioè la certezza di un lavoro incompiuto e di un torto da riparare.
Shenmue III riparte esattamente da lì, dal concetto di videogioco a mondo aperto che è stato tra gli enormi, spropositati meriti della serie di Suzuki e del suo team Am2 in Sega alla fine degli anni Novanta. Lo fa come se di avventure esplorative e con vaghi elementi di ruolo, intanto, non ce ne fossero state innumerevoli (ampiamente più progredite delle camminate e dei lavoretti per sbarcare il lunario di Ryu Hazuki - ancora impegnato a cercare chi gli ha ammazzato il padre). Ma Shenmue III non poteva che essere questo, cioè il gioco che riprende il filo dove Suzuki era stato costretto ad abbandonarlo. Perché dopo Shenmue II e dopo il Dreamcast, in effetti, Suzuki e Am2 non sono più esistite. Il buco nero degli ultimi diciotto anni viene dimenticato, con Shenmue III e tutti i suoi limiti, si completa un viaggio nel tempo e nello spazio. Se vi va.
Con Shenmue III ho creato un gioco per i fan, ma se avrò l’opportunità di lavorare a Shenmue IV, e penso che l’avrò, so già come potrò soddisfare i giocatori più occasionali, vorrei che fosse un videogioco capace di piacere a tutti.
Yu Suzuki - Director Ys Net7
[Shenmue III] funziona perché è puro, onesto e sincero al 100% rispetto ai giochi originali. Dovete tenere sempre a mente che è chiaramente un gioco fatto per i suoi fan e in questo senso è un successo clamoroso. Nonostante i prevedibilissimi problemi, è il miglior Shenmue III che avessi mai potuto immaginare e non somiglia a nessun’altro gioco, se non ai suoi predecessori. I fan non avrebbero potuto chiedere un seguito più autentico.
Justin Towell - GamesRadar+8
Giocaci oggi: Steam | PlayStation
Qualcosa in più…
L’obiettivo dello studio Ys Net di Yu Suzuki, con la campagna di crowdfunding allestita per supportare Shenmue III, era di raccogliere un milione di dollari in un mese. La cifra venne raggiunta in meno di due ore. Alla fine della campagna, distribuita su più piattaforme, vennero raccolti oltre sette milioni di dollari.
Nell’almanacco:
Shenmue (1999)
Shenmue II (2001)
Altro nell’almanacco:
Killer Instinct (2013)
Donkey Kong Country Returns (2010)
Resident Evil 4 (2005)
Excitebike 64 (2000)
Phantasy Star Online (2000)
La prossima puntata è per abbonate e abbonati: Non solo James Bond
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.
[S1] Questa scheda è tratta dalla prima stagione di Day One.I am the resurrection and I am the life / I couldn’t ever bring myself to hate you as I’d like
Electronic Gaming Monthly, gennaio 2008 (#224)












