Vendo software house disperatamente
Ma anche Nintendo che di Switch 2 non vuole proprio parlare, il successo dei PCCSP e soprattutto cosa sono i PCCSP.
Il barile (non) esplosivo di questa settimana viene da Astrobot (Team ASOBI, 2024).

La notizia della settimana è senza dubbio il salto di qualità nella gestione della crisi di Ubisoft, che con estrema chiarezza, in perfetto LinkedInese, descrive così la sua situazione:
pursue various transformational strategic and capitalistic options to extract the best value for stakeholders.
We are convinced that there are several potential paths to generate value from Ubisoft’s assets and franchises
Che vuol dire che sta valutando la possibilità di trovare un acquirente (si parlava di Tencent qualche giorno fa) oppure vendere alcuni suoi asset, verosimilmente studi, IP o parte del catalogo. Negli ultimi anni Ubisoft “si è rimpicciolita”, sia in termini di dipendenti, passando dai poco più di ventimila del 2022 ai circa 18.5 mila del 2024, sia soprattutto in termini di successi commerciali. Il sempre bravo Stephen Totilo su Game File nota come dal 2010 al 2020 Ubisoft, a eccezione di un solo anno, abbia sempre avuto almeno un gioco tra i 10 più venduti nell’anno negli Stati Uniti, mentre dopo, ecco, non più.
Sempre Totilo a un certo punto dice: “In che modo una società che sviluppa videogiochi può fare soldi? Facendo bei giochi”. E questa cosa è vera, ma lo è anche il fatto che pure quando li fa, come nel caso di Star Wars Outlaws, a volte non basta.
Ah, e in tutto questo Assassin’s Creed Shadows, il gioco che Ubisoft non può sbagliare, è stato rinviato al 20 marzo.
Aprile 2025, segnate.



