Tre cose nuove di dicembre
Una piccola selezione di qualcosa che abbiamo visto, letto e fatto nel mese appena trascorso
Un posto dove siamo andati: a Berlino (Beppe)
Siamo stati a Berlino durante le vacanze invernali e ci è piaciuta un bel tot. il 75% della famiglia non ci era stato, quindi è stata un’esperienza nuova per quasi tutti. Pensare che comunque fino a qualche decennio fa era un posto raso al suolo e da ricostruire fa abbastanza impressione, soprattutto se confrontato con quello che è ora. Ci siamo presi un hotel non proprio in centro ma comodissimo per i bambini (grande, letti a castello, di fronte a una stazione), fatto ogni giorno un museo/cosa interessante più un giro e collassati la sera in camera.
Lungi da me entrare nel mondo dei consigli di viaggio (fatico con i videogiochi, figurarsi!), vi lascio qua l’elenco delle cose che abbiamo fatto, che sono tutte piaciute molto (una, prevedibilmente, più delle altre), così che vi facciate un’idea da soli.
Cupola del Reichstag: se trovate bel tempo vedete mezza Berlino mentre l’audioguida vi spiega cosa state guardando. Va prenotato prima.
Museo delle spie: molto interattivo e con un po’ di cose per i bambini. Li lasciate a evitare i laser e voi vi vedete con calma il resto.
Museo di Scienze Naturali: forse la cosa più evitabile tra tutte. Belle le due sale con i dinosauri, il resto abbastanza nella norma.
Museo della DDR: una bella collezione di cose di un mondo passato. Ci sono una Trabant che si può guidare come fosse un simulatore e degli ambienti dell’epoca. Ai bambini è piaciuto.
LEGO Discovery Center: inevitabilmente l’highlight della vacanza. Immaginate una enorme ludoteca tutta a tema LEGO, con un paio di giostrine (un percorso su carrellini e una che gira), tanti mattoncini e alcune attività carine come la spiegazione di come si costruiscono i mattoncini o il cinema in 4D (che è comunque meglio di Avatar). Conviene prenotare prima.
German Museum of Technology: è un museo sterminato costruito intorno a un vecchio deposito/officina ferroviaria. E infatti ha dentro un sacco di treni, ma anche navi, aerei e una tonnellata di cose. Serve una giornata intera per visitarlo tutto.
Duomo di Berlino: è sull’isola dei musei insieme ad altri posti pazzeschi, ma qua si può salire con le scale sopra. Cosa che ai bambini è piaciuta, prima di odiarla.
L’ultimo giorno infine, prima di partire, abbiamo visto anche il Computerspiele Museum, che è il museo dei videogiochi. L’ho trovato carino, con una bella selezioni di vecchie console, pezzi storici, spiegoni su chi-ha-fatto-cosa e diversi giochi da provare. I bambini hanno provato dei cabinati qua e là, lo Spyro originale in una cameretta della fine degli anni Novanta, Dance Dance Revolution nei 35 secondi che lo ha lasciato libero la madre e altre cose. Gli è ragionevolmente piaciuto, ma preferiscono Mario Wonder su Switch, mi ha detto Elia.
Crossgen parla di videogiochi e bambini, ma anche di tanto altro
Una cosa che abbiamo visto: Hilda
La prima volta che ho sentito parlare di Hilda era stato qua, e pur essendo per noi ancora presto (Emma allora aveva giusto qualche mese), ricordo che quella brevissima recensione mi aveva colpito, e che prima o poi ci sarei tornato. E così, sette anni dopo, è stato.
Hilda è una serie animata prodotta da Netflix basata sui fumetti di Luke Pearson (uno che nel CV comunque aveva già Adventure Time) che racconta la storia di una bambina che oltre a dover gestire le cose tipiche della sua età (la voglia di indipendenza, il non avere amici e doverseli fare, il ripartire da zero in un nuovo posto dopo un trasloco, il rapporto con la mamma) deve anche fare i conti con un mondo pieno di creature fantastiche come troll, spiriti ed elfi, che le incasinano non poco la routine giornaliera.
Le storie raccontano temi tutto sommato comuni (amicizia, coraggio, indipendenza) ma lo fanno con uno spirito avventuroso e ribelle: Hilda si rende infatti spesso conto che gli adulti intorno a lei non hanno la minima idea di quello che fanno, e per questo mette in discussione le loro regole e le loro abitudini, anche perché a parte rare eccezioni, gli adulti della serie non vorrebbero avere proprio a che fare con il mondo magico nel quale vivono, mentre Hilda lo abbraccia con tutta se stessa.
E questo è un altro punto fortissimo della serie: la Scandinavia nella quale è ambientata la serie è un posto pieno di creature meravigliose tanto attaccate alla tradizione locale quanto capaci di inventare cose nuove, come la strepitosa società degli elfi burocrati, che sembrano quasi i Vogon di Guida Galattica per autostoppisti per quanto amano far firmare contratti capestro a chi gli capita a tiro.
Da vedere poi è delizioso, con un numero limitato di colori (tutti tenui) che richiamano anche solo visivamente l’autunno, animato benissimo e musicato altrettanto. Emma aveva già provato senza troppo successo qualche mese fa, abbandonandolo, ma nelle ultime settimane ci ha riprovato e ci è rimasta sotto, mente per Elia la situazione è un po’ più complessa: gli piace, a tratti anche molto, ma ci sono alcuni (rari) momenti un po’ più “da grandi”, per cui si spaventa e si allontana. Tenete conto che Elia comunque è un po’ un fifone eh?
Lo trovate tutto (sono 3 stagioni) su Netflix.
Una cosa che abbiamo letto: Il polpo ha zero ossa
Il polpo non ha ossa ma ha tre cuori, e tanto basta a far esplodere il cervello a Elia. Il polpo ha zero ossa è un libro pubblicato da Editoriale Scienza (scritto ad Anne Richardson e illustrato da Andrea Antinori) che prova a raccontare qualcosa del mondo attraverso i numeri, le quantità e gli ordini di grandezza. Per ogni numero da 1 a 10 ci sono degli aneddoti e delle curiosità che per i bambini sono tra le cose più interessanti del mondo: per esempio, il fiore di Trillium ha 3 petali, mentre il bradipo 3 dita per piede. E sapete cosa succede se si aggiungono 3 zeri dopo il 3? Si ottiene il 3000, che è l’altezza alla quale si formano gli altostrati e gli altocumuli, oppure è il numero di volte che batte il cuore di un orso nero americano.
Noi siamo già alla terza o quarta rilettura (con un po’ di pausa tra ognuna) e devo dire che ogni volta ci lascia con un numero o una cosa matta in più della volta precedente, quindi non escludo che ci torneremo altre volte. Emma, che è più grande e sta iniziando adesso a fare le divisioni fa la figa e dimostra meno interesse di quello che secondo me ha, ma Elia lo ama senza riserve.
Abbiamo fatto, ciao!
La newsletter che hai appena letto è stata riletta e corretta da Marco Bielli, che nonostante viva a Torino ha fatto anche cose buone.






