Super Mario Galaxy (il film) va bene giusto per i bambini e i mega nerd impallinati
Questa settimana: il prezzo delle RAM che diminuisce, come finire gli open world e un gioco di successo che non lo sembra.
Sono andato a vedere con i protagonisti di Cross Gen e l’altra metà di Santa Pazienza Super Mario Galaxy. Non ho gli strumenti per giudicare in maniera accurata un film (non li ho per i videogiochi, figuriamoci per il cinema), ma ci ha divertito tutti con diversi gradi di convinzione. Mi è sembrato un film più debole rispetto al primo, che sembra più una messa in fila di situazioni che una storia che si sviluppa in maniera coerente, dove forse prevale la voglia di parlare ai fan piuttosto che quella di raccontare qualcosa che fosse coeso o interessante. Ma insomma, è anche un film che non vuole vincere la Palma d’Oro ma solo incassare un fantastilione di dollari e gratificare (e allargare) la sua utenza senza nemmeno pensare di reinventare la ruota.
Poi oh, poteva essere meglio, ma in questo momento dove tutto sembra essere sempre un infinito pozzo di disperazione e morte io mi porto a casa il risultato. Magari ne parliamo di più e meglio la prossima settimana proprio in Cross Gen, dai.
Nel frattempo però recuperatevi la puntata speciale di Tintoria dedicata proprio al film, nella quale, tra le tante cose, si parla di un altro Luigi della recente storia americana.
Prima del resto, un barile esplosivo:
Se non lo avete fatto, ascoltate il nuovo episodio del podcast di Day One, dove si parla dell’uscita di Screamer.
Può essere che con i passi indietro di OpenAI (su Sora ma anche su altro), la guerra che fa rivedere le priorità e un po’ di senno tornato nelle zucche anche la crisi delle RAM (causata proprio dall’AI in prima istanza) stia finendo? Probabilmente no, ma perlomeno i prezzi si stanno di poco abbassando.
Lui comunque in ogni caso spera di no.
Anche se non sempre vengono percepiti come tali (un po’ come per PSP), The Division e The Division 2 sono stati un successo. Quest’ultimo poi dopo sei anni ha ripreso ad aumentare i propri utenti. Non è sempre vero, ma a volte certi giochi hanno solo bisogno di tempo per trovare il loro spazio.
È sempre il momento giusto per parlare di Buffy e di quello che ha significato per il mondo.
Estendere il divieto per i minori delle piattaforme online ai videogiochi non è una grande idea.
Konami tratta i suoi dipendenti meglio di tanti altri.
Forse Fortnite non è quel gioco così solido (o eterno) che pensavamo fosse: una interessante analisi di cosa questo comporta per l’intera industria.
Il suono di avvio di PlayStation avrebbe potuto essere molto diverso.
Dedicarsi a un gioco a mondo aperto nel 2026 è un’operazione complessa: serve tempo, dedizione, voglia di non mollare tutto alla centesima missione inutile e la forza di non farsi sopraffare dalle mille cose da fare. Qua una piccola guida essenziale su come darsi un metodo per finirli, oltre che iniziarli.
Qua invece potete navigare come foste in The Legend of Zelda: Wind Waker.
Shift Up, lo studio del quantomeno discutibile Stellar Blade, ha acquisito Unbound, fondato da Shinji Mikami (che è il creatore di Resident Evil).
Un servizio tipo il game pass ma per gli indie.
Cose che si scoprono su Super Mario Bros. a quarant’anni dalla sua uscita.
Anche se sei Nintendo, non basta dire che vuoi brevettare la meccanica della cattura dei mostri e del loro successivo utilizzo in battaglia per brevettarla.
Un leak di GTA IV 18 anni dopo la sua uscita.
Taito, lo sviluppatore ed editore di Space Invaders e Bubble Bobble ha chiesto aiuto per trovare la sua prima claw machine (prodotta nel 1965) chiamata Crown 602. Non ce l’ha fatta, ma con gli aiuti da casa ha trovato il modello successivo, Crown 603. La ricerca continua.
La brutta storia del gioco multiplayer di The Last of Us, cancellato quando era all’80% dello sviluppo e un giorno prima del reveal.
A posto così, al prossimo barile!



