Sai chi ho incrociato oggi?
I crossover, quei giochi pieni di gente che di solito non prenderebbe nemmeno un caffè allo stesso tavolo.
I videogiochi di questa puntata hanno in comune il genere di appartenenza: sono tutti picchiaduro a incontri. Ma picchiaduro particolari, perché hanno invitato gente anche da altri giochi. Sono tutti dei crossover, che vanno al di là delle fantasiose sperimentazioni della collana “Vs.” di Capcom (che comunque è rappresentata dall’epocale, seppur moscetto, Capcom Vs. SNK). Come da tradizione, troverete citazioni dalle riviste dell’epoca, immagini di gioco e illustrazioni pensate per rispettare al massimo la qualità originale e qualche curiosità per approfondire la conoscenza dei giochi.
Buona lettura!
Capcom Vs. SNK
Debutto: arcade - 13 agosto 2000
Capcom vs. SNK è il punto di arrivo di dieci anni vissuti con il coltello tra i denti. C’eravamo tanto odiati, potrebbero dire Capcom e SNK, che però hanno deciso di recente di stringersi la mano. La parte più sugosa della notizia, è che l’hanno fatto solo per potersi regalare un’altra scusa per menarsi fortissimo.
Forse intimoriti da un progressivo disinteresse del grande pubblico per i picchiaduro a incontri 2D, le due aziende di Osaka hanno organizzato questo festival che è fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni di un pezzetto della generazione cresciuta con Street Fighter II e The King of Fighters. Dopo il primo round, organizzato da SNK per il suo Neo Geo Pocket (SNK Vs. Capcom: The Match of the Millennium, 1999), questa volta è Capcom a volerci provare. Il sistema di gioco prevede l’assegnazione di un valore generale a ogni combattente e ai giocatori viene data libertà di scegliere quali faranno parte della propria squadra, a patto di non superare il valore complessivo di 4.
Il risultato è un videogioco tecnicamente esagerato, sprupurziunato per quello che riguarda le dimensioni del roster e che può spezzare cuore e instillare pura essenza di nostalgia in tre, due, uno…
Poi vabbè, Millennium Fight 2000 non ha le sottigliezze dei migliori videogiochi del genere programmati da Capcom o da SNK. Ma questo, in effetti, è secondario.
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Nell’almanacco:
SNK Vs. Capcom: SVC Chaos (2003)
Qualcosa in più…
Capcom Vs. SNK venne realizzato sulla scheda NAOMI di Sega. L’hardware di NAOMI (New Arcade Operation Machine Idea) era molto simile a quello del Dreamcast, la console lanciata nel 1998, fatta eccezione per l’usuale maggiore dotazione di memoria.
Si dice che [il nome NAOMI] venne selezionato direttamente dal responsabile del reparto ricerca e sviluppo di Sega, Hisashi Suzuki, in onore della super modella Naomi Campbell.
Da: The Sega Arcade Revolution: A History in 62 games - Ken Horowitz (McFarland, 2018)
Injustice: Gods Among Us
Debutto: PlayStation 3, Xbox 360, Wii - 16 aprile 2013
I creatori di Mortal Kombat e Warner Bros. assieme per trovare qualche risposta a troppe domande. Tipo: quanti calci nello stomaco di Batman servono per fargli tirare su l’omelette che Alfred gli ha preparato per colazione? Injustice: Gods Among Us è il nuovo picchiaduro a incontri (si usa ancora?) che mette una bel pezzo del pantheon della DC Comics a menarsi molto forte. Perché? Perché Superman si è fatto fregare dal Joker, ha ucciso Lois Lane e ora la testa non gli gira più troppo bene. Segue un cataclisma di tutti Vs. tutti. Beh, non proprio tutti: ci sono trenta personaggi tra cui scegliere, da Aquaman a Zod.
NetherRealm Studios ha lavorato per fare di Injustice: Gods Among Us un gioco coinvolgente e spettacolare. Abbiamo realizzato un gioco originale, con una storia inedita piena di personaggi indimenticabili, che sia i fan della DC che gli appassionati di videogiochi apprezzeranno.
Ed Boon - Creative Director NetherRealm Studios
Con tutto il successo che NetherRealm ha avuto con Mortal Kombat, non gli sarebbe costato nulla farne una copia buttandoci dentro dei nuovi personagi… ma non lo ha fatto. Anzi, ha tenuto quello che funzionava e da lì è ripartita per fare di Injustice: Gods Among Us un picchiaduro esaltante e dal feeling speciale a livello di difficoltà iniziale e profondo e ancor più interessato a un livello più avanzato.
Vince Ingenito - IGN1
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Super Smash Bros. Brawl
Debutto: Wii - 31 gennaio 2008
Con Super Smash Bros. Brawl la serie crossover di Nintendo conferma e rilancia i livelli già raggiunti da Super Smash Bros. Meleé, la cui scala era francamente imbarazzante (per qualità e quantità). Super Smash Bros. Brawl è un tributo animato, un’enciclopedia interattiva, un museo con supporto (per la prima volta) al gioco online e un torneo che si piega lungo decine e decine di regole.
Dentro c’è spazio per: trentacinque personaggi e dozzine di comprimari, manciate di modalità di gioco e faldoni di informazioni a corredo, una colonna sonora degna di una compilation di CD da televendita notturna e una schiera di statuine virtuali che anticipano di qualche anno gli Amiibo. Ah, questa volta c’è pure il miglior modello 3D di Sonic the Hedgehog di sempre, pronto ad arrotolarsi e a lanciarsi contro Solid Snake (tra gli altri).
Il gioco sarà davvero coerente con il concept a cui puntano sia Nintendo che Wii? Forse no; questo gioco avrà un suolo ruolo ben distinto.
Masahiro Sakurai - Director Sora2
Super Smash Bros. Brawl non rivoluziona la serie, ma riesce nel difficile intento di apportare le giuste modifiche ed espansioni alla già grandiosa formula di base, quasi come se il suo creatore si fosse prefissato lo scopo di dare vita al gioco più ricco e stupefacente di sempre.
Francesco Fiorillo - Nintendo la Rivista Ufficiale3
Nell’almanacco:
Super Smash Bros. (1999)
Super Smash Bros. Melee (2001)
Qualcosa in più…
La compatibilità del Wii con i giochi e gli accessori del GameCube resero possibile giocare a Super Smash Bros. Brawl anche con il controller della console a forma di cubo, ritenuto generalmente dalla community di Super Smash Bros. come il sistema di controllo d’elezione per prendere parte alle multi-bastonate.
The King of Fighters
Debutto: Neo•Geo - 25 agosto 1994
Per SNK è “lo scontro da sogno”, per Capcom è “ma questi non mollano mai?”, per la gente che ha un Neo Geo è “vi prego, non mollate mai”, per chi frequenta le sale giochi è un nuovo picchiaduro a incontri. Ma di squadra. The King of Fighters ‘94 è il Greatest Hits che tiene assieme un po’ della gente di Fatal Fury e quella di Art of Fighting, ma pure altri di cui, francamente c’eravamo tutti scordati (come il cast di Ikari Warriors e quello di Psycho Soldier, in effetti memorabili quanto un pomeriggio passato di fronte a Reggiana - Padova in Serie A).
In The King of Fighters ‘94 ci sono otto squadre, formate da tre combattenti e assegnate ciascuna a una nazione. A noi è andata bene, per l’Italia c’è proprio il trio di protagonisti di Fatal Fury. Per il Giappone solo facce nuove, tra cui Kyo Kusanagi. Sono questi i due team scelti pure per le illustrazioni ufficiali. L’obiettivo è sconfiggere tutti e tre gli avversari: un solo round è sufficiente per vedersi assegnato il singolo duello, con i rimanenti membri del team che sostituiranno chi perde nel round successivo (l’ordine di discesa in campo viene selezionato inizialmente dal giocatore).
The King of Fighters ‘94 è un capolavoro di precisione e classe. Dedicargli le vostre monete è un imperativo morale, perché è l’unico modo per formarsi un’opionione e, poi, partecipare a un dibattito doveroso: il gioco di SNK è più bello da giocare o da vedere? Perché tecnicamente qua siamo dalle parti dell’arte del pixel, in senso letterale. Ogni quadratino colorato si accende dove e come dovrebbe e la resa finale è così differente da quella di Fatal Fury o di Art of Fighting, ma pure di Street Fighter II, eppure così stupefacente, che si inizia a temere dell’appartenenza del team di sviluppo alla razza umana.
È la prima volta che mi capita di vedere un picchiaduro con un numero di personaggi così elevato […] e devo dire che ritrovare i più famosi lottatori dei diversi beat’em up della SNK riuniti nello stesso gioco fa davvero un certo effetto. Tutto sommato si tratta di un mix tra Fatal Fury 2 e Art of Fighting, con l’aggiunta di nuovi personaggi e qualche fondale in più.
Emanuele “Shin” Scichilone - ConsoleMania4
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Nell’almanacco:
The King of Fighters ‘98: Slugfest (1998)
Fighters Megamix
Debutto: Saturn - 21 dicembre 1996
Fighters Megamix comprime sullo stesso disco le esperienze di Virtua Fighter 2 e Fighting Vipers, due picchiaduro a incontri realizzati dal rinomato studio Am2 di Sega. Una selezione di lottatori di entrambe le serie si sfida secondo lo stile di una o dell’altra, selezionabile direttamente dai giocatori. Tra i 32 che hanno deciso di mettere da parte la diplomazia, c’è anche la Hornet di Daytona USA e addirittura uno dei volatili protagonisti del semi-classico/tutto-dimenticato Dynamite Dux.
Con Fighters Megamix Sega interpreta a modo suo il suggerimento fatto da SNK con The King of Fighters. L’idea di raccogliere personaggi e atmosfere da videogiochi differenti, per creare una sorta di festival a tema, non è più un’esclusiva dell’editore di Fatal Fury e Art of Fighting.
È un po’ come quando si hanno due joypad rotti e si cerca di tirarne fuori uno decente. Con questo non intendo dire che i titoli da cui trae origine Fighters Megamix fossero dei brutti giochi ma, mentre prima si trattava solamente di due picchiaduro tutto sommato discreti, ora abbiamo a che fare con un bel gioco, divertente, vario e ben realizzato tecnicamente.
Fabio “Bio Massa” Massa - Mega Console5
Solo i fan di Sega più devoti lo riterranno imperdibile, ma Fighters Megamix è comunque un gioco eccellente, che mette in bella mostra meglio di qualsiasi altro gioco quanto il Saturn si trovi a suo agio con i picchiaduro.
EDGE2
PlayStation All-Stars Battle Royale
Debutto: PlayStation 3, PlayStation Vita - 20 novembre 2012
[NUOVO!] SuperBot Entertainment è nata per lavorare a PlayStation All-Stars Battle Royale. E PlayStation All-Stars Battle Royale è nato perché PlayStation è maggiorenne e in diciotto anni si è messa alle spalle una rapida scalata alla leadership del settore e tutta l’esperienza che ne è conseguita, ma pure una generosa dose di personaggi, serie, mondi. In quello che viene da subito, inevitabilmente, bollato come (e ridotto a) clone di Super Smash Bros. di Nintendo, sudano 24 combattenti. Pochi tra loro hanno il combattimento competitivo nel DNA, alcuni sono addirittura stati convocati da marchi appartenenti ad altri editori: perché con PlayStation, abile nel raccogliere sotto di sé molte delle migliori esperienze realizzate altrove, non poteva che andare in questo modo.
Tutti i personaggi di PlayStation All-Stars Battle Royale:
Big Daddy (BioShock), Cole MacGrath / Evil Cole MacGrath (inFamous), Colonel Radec (Killzone), Dante (Devil may Cry), Emmett Graves (Starhawk), Fat Princess (Fat Princess), Heihachi Mishima (Tekken), Isaac Clarke (Dead Space), Jak / Daxter (Jak and Daxter), Kat / Dusty (Gravity Rush), Kratos (God of War), Nariko (Heavenly Sword), Nathan Drake (Uncharted), PaRappa (PaRappa the Rapper), Raiden (Metal Gear), Ratchet / Clank (Ratchet & Clank), Sackboy (LittleBigPLanet), Sir Daniel Fortesque (MedEvil), Sly Cooper (Sly Cooper), Spike (Ape Escape), Sweet Tooth (Twisted Metal), Toro Inoue (Doko Demo Issyo), Zeus (God of War).
Il sistema di gioco progettato dallo studio californiano prevede un approccio sui generis, con l’eliminazione degli avversari che può avvenire solo attraverso degli attacchi “super”, caricati con combinazioni di mosse standard. Ogni stage, poi, si allarga fino a includere elementi da due differenti serie. Supportato il cross-play e cross-buy tra PlayStation 3 e PlayStation Vita.
Un debutto convinto, creativo e, cosa forse ancor più importante, spiritoso, che esige dai giocatori ogni attenzione e chiede di mettere da parte lo scetticismo che aleggia [sul gioco].
Sammy Barker - Push Square6
Altro nell’almanacco:
Namco X Capcom (2005)
Street Fighter X Tekken (2012)
Tatsunoko Vs. Capcom (2008)
La prossima puntata è per abbonate e abbonati: Mio fratello è figlio unico
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.
[S1] Questa scheda è tratta dalla prima stagione di Day One.All my friends and lovers / They leave me alone / To try to have a little funLuglio 2008 (#80)
Gennaio 1995 (#37)
Febbraio 1997 (#34)










In un giorno imprecisato dell’ottobre del 2000 sborsai un occhio della testa per agguantare la versione JAP su Dreamcast di Capcom vs. SNK. Ma non mi importava, perché quando vidi l’intro mi venne quasi da piangere per la commozione: il sogno proibito di ogni picchiadurista della vecchia scuola divenne finalmente realtà. Certe emozioni non si dimenticano.
Bella la citazione di Ponzio Pilato nel titolo!