Quattro cose nuove di novembre
Una piccola selezione di qualcosa che abbiamo visto, letto e fatto nel mese appena trascorso
Una cosa che abbiamo visto: I Greens in città
A novembre abbiamo iniziato (e quasi finito) I Greens in città, una serie Disney nella quale una famiglia di contadini si sposta dalla loro fattoria in campagna nella grande città, dove la nonna resiste in una catapecchia con l’orto tra i palazzoni che le sono spuntati intorno. Al momento sono disponibili 4 stagioni (per un totale di un centinaio di episodi) mentre una quinta è in lavorazione. Esiste anche un film che si chiama Vacanza nello spazio, ma quello non lo abbiamo ancora visto.
La storia, come da grande tradizione, ha uno sviluppo verticale sulla singola puntata (che affronta solitamente un argomento specifico, come una dinamica tra i vari personaggi, un momento di confronto, una festività) e uno orizzontale sulla crescita dei personaggi, che diventa sempre più marcato dalla fine della seconda stagione in avanti, con l’introduzione costante di nuovi personaggi ricorrenti.
I bambini l’hanno adorata da subito, e io con loro: Bill (il papà single), Cricket (il bambino combinaguai ma genuino), Tilly (la bambina pacata e bizzarrona), e nonna Alice (l’anticristo reincarnato con un grande cuore) rappresentano tutti sì un archetipo del genere, ma hanno uno sviluppo e delle storie sempre divertenti e con un briciolo di significato, di quelle che i bambini apprezzano istintivamente ma che molto è per i genitori. Si parla di genitorialità (la mamma Nancy, che si è separata, arriva solo dopo ed è un bellissimo personaggio), amicizia, lontananza dalla propria famiglia e dalle proprie origini, così come della necessità di connettersi con gli altri ed essere loro amici. Insomma, è molto bello, fa ridere, ed è abbastanza lungo per darvi un po’ di respiro tra una puntata di Bluey e una dei Pokémon.
Una cosa che ho scoperto solo dopo è che uno degli autori è Chris Haughton, un illustratore bravissimo di cui abbiamo gran parte dei libri in casa. Scrive storie per bambini piccolissimi, di quelli che gli si leggono di solito prima di addormentarsi e che vi chiederanno di rileggergli all’infinito. Buonanotte a tutti è stato il primissimo libro che abbia mai letto a Emma e per mesi ha fatto parte della nostra routine dell’addormentamento.
Una cosa che abbiamo letto: L’acqua è per i pesci
Uno degli ultimi libri che abbiamo letto prima di andare a dormire è L’acqua è per i pesci, di Puck Koper, edito da Terre di Mezzo. Racconta la storia di Kaat, unica bambina su una barca piena di omoni, che vuole a tutti i costi imparare a nuotare, perché è l’unica cosa che i suoi amici marinai non le hanno insegnato a fare.
E allora iniziano a farle lezioni, spiegarle cose, farla allenare in vista del momento in cui potrà gettarsi in acqua, soltanto che questo momento non arriva mai. È una storia semplice ma delicata, che parla del desiderio di indipendenza dei bambini e delle paure degli adulti. Emma, che ha 8 anni, lo ha apprezzato il giusto, mentre Elia, 5 anni, lo ha abbastanza amato, chiedendo il secondo giro praticamente subito.
Gli sono piaciute particolarmente pure le illustrazioni, sempre dell’autrice, che prima di questo aveva scritto Dov’è tua sorella e Giulietta e Federico. Menzione d’onore all’editore, Terre di Mezzo, che ha una selezione di libri per bambini notevolissima: prima di questo noi abbiamo letto un paio di libri della serie Dory Fantasmagorica, che invece erano (molto) piaciuti a Emma.
Una cosa che abbiamo fatto: sistemare le carte di Pokémon
I Pokémon, immagino lo sappiate, sono una tappa ineluttabile della vita di un bambino (o di un adulto, se siete della mia generazione). Magari è un cartone, magari un film, magari un giocattolo o qualcosa su licenza, ma a un certo punto entrano in casa e con tutta probabilità ci rimangono. Quello che probabilmente farà più presa nei vostri figli sono le carte. Il gioco di carte collezionabili dei Pokémon esiste da più di vent’anni e fu creato da Wizards of the Coast, che è la stessa azienda di Magic. Ha un suo sistema molto preciso di regole, strategie, mazzi e finezze di cui però ai bambini interessa solitamente pochissimo: quello che fanno per la maggior parte del tempo, almeno i miei, è scambiarsi le carte. E poi guardarle. E scambiarle di nuovo.
Con Emma abbiamo fatto qualche partita (con pure un certo divertimento), ma quello che la entusiasma davvero è cercare di avere le carte dei pokémon che conosce, o quelli con l’attacco con più forte. Il gioco in sé passa sempre in secondo piano. E così le ho comprato questo contenitore per tenerle tutte insieme, così che non siano sparpagliate per casa. È stato un successone: ora passa il tempo a sistemarle e ordinarle: a volte in ordine di forza, a volte di tipo, a volte a sentimento. Acquistone.
Un posto dove siamo andati: Pawchewgo Festival
A metà novembre siamo anche andati al Pawchewgo Festival, una dello cose più milanesi che abbiamo fatto negli ultimi anni. Non tanto perché lo fanno al BASE, un posto molto milanese in una zona altrettanto milanese, ma perché i suoi frequentatori sono un po’ quelli che ti aspetteresti vedere intervistati da una troupe del Tg5 durante il Fuorisalone. Nonostante questo però Pawchewgo Festival è una due giorni di incontri, mostre e mercato con un sacco di artisti bravissimi, per cui siamo andati, abbiamo comprato una tonnellata di stampe e disegni che non appenderemo mai perché abbiamo finito le pareti, abbiamo fatto fare un laboratorio ai bambini (c’era un’area dedicata a loro dove sono stati liberi di disegnare e fare cose per un bel po’ di tempo, quindi approvatissima!) e siamo tornati a casa.
Tutto questo per dire cosa? Che tra i tanti artisti c’era anche , i cui Lamentini sono una delle mie cose preferite al mondo, che di persona è stata deliziosa, e ci ha dato una quantità di cose che ha fatto lei assolutamente non commisurata a quello che abbiamo pagato. Quindi, se vi capita di vederla in giro, passate da lei, salutatela e comprate qualcosa, che se lo merita.

Abbiamo fatto. Ci ritroviamo settimana prossima per il penultimo Falò dell’anno (ce ne sarà uno anche tra Natale e Capodanno) e chissà per cos’altro.
Ciao!
La newsletter che hai appena letto è stata riletta e corretta da Marco Bielli, che nonostante viva a Torino ha fatto anche cose buone.





