Nessuno ha più pazienza
Questa settimana: gli scioperi in Ubisoft, lo State of Play di Sony, i giochi pieni di storie d'amore.
Lo State of Play di ieri (che è il momento in cui Sony mostra giochi più o meno nuovi e più o meno in uscita) l’ho affrontato come tutti gli ultimi State of Play: con curiosità ma senza entusiasmo. Sarà l’ora, sarà l’età, sarà che viviamo tempi in cui gli editori faticano a trovare un modo efficace per raccontare i propri prodotti, ma ormai o i giochi sono così ambiziosi da sembrare irreali o proposti in maniera talmente low-key (per non pestare merdoni), da sembrare di due generazioni fa.
Che è un po’ quello che mi sono sembrati diversi dei giochi mostrati (4:LOOP, 007 First Light, Control Resonant, John Wick, che mi è sembrato davvero meh) e da qui lo scarso entusiasmo. Cose interessanti e che mi fanno venire una genuina voglia di giocare ci sono, ovviamente: Kena: Scars of Kosmora sembra lavorare bene su quanto costruito dal primo capitolo pur senza reinventare la ruota, Project Windless sembra avere qualcosa da dire con il suo essere a metà tra Dynasty Warrior e God of War, Darwin’s Paradox, è un gioco matto come dovrebbe essercene di più, Silent Hill Townfall, che comunque non giocherò mai e Castelvania: Belmont’s Curse, che viene da quei manici che hanno fatto Dead Cells.
Ah, torneranno anche i primi capitoli di God of War sotto forma di remake. Scegliete voi se è una cosa positiva o negativa.
Prima del resto, un barile esplosivo:
I dipendenti di Ubisoft hanno scioperato (in tanti) e ballato per protestare contro la loro dirigenza, la stessa che non sembra garantire grandi prospettive, che cambia tutto tranne se stessa e che elimina il lavoro da remoto nella speranza che qualcuno se ne vada e non lo debba licenziare lei. Ubisoft ha fatto spallucce.
È cambiato il modo in cui scopriamo i nuovi videogiochi.
Peter Molyneaux, il cui ultimo gioco, Masters of Albion, è quasi in uscita (22 aprile), racconta un po’ di cose ad Eurogamer.
Saros sarà un roguelite, praticamente.
Ce la farà Build a Rocket Boy a salvarsi dopo che il suo primo gioco [MindsEye] non è andato per nulla bene?
Anche se non lo volete accettare, Stardew Valley ha 10 anni (e IGN ha intervistato ConcernedApe, il suo creatore).
Gente famosa che ci dice qual è il suo pokémon preferito:




