Mortal Kombat: così vero che fa male!
I primi quattro episodi della saga più brutale e sgraziata della storia dei picchiaduro.
Da qualche mese è possibile comprare una gran bella raccolta dei primi episodi di Mortal Kombat. Se vogliamo fare i pignoli, è un documentario a cui è stata pure, generosamente, aggiunta la possibilità di provare i giochi di cui tratta. Si chiama Mortal Kombat Legacy Kollection ed è la perfetta compagna di questa puntata, la prima monografica di Day One. Per l’occasione ho scritto la scheda di Ultimate Mortal Kombat 3, mentre le altre arrivano dalla stagione precedente, modificato le immagini di Mortal Kombat 2 e Mortal Kombat 4 e inserito delle note sulle migliori Fatality (più alcuni codici da utilizzare, se si conosce come, dove e quando): violenza e contenuti segreti, da sempre le colonne portanti di Mortal Kombat!
Iscriviti: 5 euro/mese (se puoi) | 3,5 euro/mese (se vuoi risparmiare)Mortal Kombat: so real it hurts!
Debutto: arcade, agosto 1992 | Miglior Fatality: Sub-Zero
C’è uno con gli occhiali da sole e dei pantaloncini attillati, un altro con un occhio bionico e una veste da sacerdote, un’istruttrice di fitness, Bruce Lee, quello dell’elettricità di Grosso guaio a Chinatown e due ninja che… no, i ninja non li dovete toccare. Sono perfetti. Sono i combattenti di Mortal Kombat e ogni volta che ci ripenso, a distanza di decenni, mi sembrano quasi tutti irricevibili, oggi. Non fosse sufficiente, sono pure stati interpretati da degli attori, digitalizzati e poi incollati su dei fondali non particolarmente evocativi. Mortal Kombat è più Nineties di Hanno ucciso l’uomo ragno degli 883 e di Beverly Hills 90210.
Poi, allo stesso modo, torno a farci una partita e riscopro ancora, come ogni volta, un picchiaduro a incontri dal buon equilibrio, con un sistema di combattimento immediato e una personalità che va oltre gli schizzi di sangue o l’ultraviolenza gratuita. Non è mai più esistito un fighting game occidentale all’altezza di quello ideato da John Tobias ed Ed Boon, ed è un dato di fatto utile per misurare la grandezza di Mortal Kombat.
Mortal Kombat è convincente sotto ogni punto di vista! La grafica spacca tutto, il sangue e le frattaglie rinforzano un sistema di gioco eccellente. L’azione è di livello, senza diventare mai ripetitiva.
Electronic Gaming Monthly1
Un codice utile: ABACABB (versione Mega Drive)
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchQualcosa in più…
La modalità per singolo giocatore di Mortal Kombat prevedeva anche lo scontro con il clone del proprio personaggio (“Mirror”) e due incontri “Endurance”, in cui dover affrontare due avversari in rapida sequenza, senza il ripristino integrale della barra di energia.
Mortal Kombat II: nothing can prepare you
Debutto: arcade, novembre 1993 | Miglior Fatality: Shang Tsung
Torna il picchiaduro che ha cambiato il mondo dei videogiochi: Midway distribuisce nelle sale giochi Mortal Kombat II. Più personaggi, più mosse finali, stessa passione viscerale per le viscere: è davvero possibile che il regno di Street Fighter II sia in pericolo? Friendship e Babality allargano il panorama delle mosse post-KO e tra i nuovi arrivi si fanno apprezzare Kung Lao, Baraka e Jax. Il primo chiude ogni discussione dimezzando l’interlocutore con il suo cappello a tesa tagliente, il secondo ricorda quanto sia essenziale l’igiene orale e il terzo è davvero inutile. Tra le nuove possibilità c’è quella di allestire delicati confronti all’ultima vertebra utilizzando lo stesso personaggio (da impalare in una delle tante mosse finali che si affidano alle arene per maltrattare il cadavere di chi ha perso).
Sonya e Kano sono stati lasciati ai box, ma la famiglia di spalmaviscere pare destinata ad allargarsi ulteriormente grazie a ben tre personaggi segreti, sulle cui identità si stanno già scatenando teorie più o meno credibili/ridicole.
È più grande, più cattivo, più sfacciato, questo gioco fa fare un bel passo in avanti alla mania per Mortal Kombat. C’è più sangue, la grafica è migliorata e per giocarci devo spendere solo 50 penny a partita: è il picchiaduro del momento ed è perfetto per tutti gli smanettoni. Visti i personaggi inediti e le loro nuove, stupefacenti mosse, vale davvero la pena dedicarsi a fondo [a Mortal Kombat II].
Dave Perry - Games World: The Magazine2
Un codice utile: sinistra, su, giù, giù, destra, select (versione Super NES)
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchMortal Kombat 3: plunge into the darkness
Debutto: arcade, aprile 1995 | Miglior Fatality: Kano
Nelle sale giochi iniziano a diffondersi gli inconfondibili lamenti di un Mortal Kombat, di Mortal Kombat 3. Sulle riviste specilizzate americane, la distribuzione del nuovo capitolo in formato coin-op viene promossa con una pagina che accompagna, al logo, una citazione sull’immortalità da Nietzsche. Su schermo, invece, vengono organizzati i tornei tra 14 aspiranti campioni: metà sono già apparsi nei primi due Mortal Kombat, l’altra metà è composta da debuttanti. Gli ambienti e lo stile grafico rappresentano un cambio di passo, con atmosfere più urbane e contemporanee. Anche per questo stupisce di meno vedere, tra i nuovi arrivi, tizi robotici che lanciano missili dalla pancia.
Il classico schema che prevede quattro pulsanti di attacco viene esteso con l’aggiunta di un quinto per correre verso l’avversario. Nell’idea di Ed Boon, co-creatore della serie assieme a John Tobias, serve per rendere l’azione più furiosa e stanare i giocatori che si arroccano in fase difensiva. Si allunga anche l’elenco delle mosse finali: a Fatality, Babality e Friendship si aggiungono sia le Animality, da effettuare solo dopo aver dimostrato una certa grazia.
One has to pay dearly for immortality: one has to die several times while one is still alive.
Nietzsche
Un codice utile: 1-0-9-0-2-2-2-2-3-4 (versione arcade)
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchUltimate MK3: the fight of your life
Debutto: arcade - 6 ottobre 1995 | Miglior Fatality: Jade
[NUOVO!] Sembrano passati solo pochi mesi e in effetti sono passati solo pochi mesi. Boon, Tobias e il resto del consiglio d’amministrazione del torneo hanno già mandato nelle sale una versione rivista ed estesa di Mortal Kombat 3. Si chiama Ultimate Mortal Kombat 3, una delle rare combinazioni di aggettivi e nomi propri lasciate a disposizione dal barbaro passaggio di quelli di Street Fighter II.
In Ultimate Mortal Kombat 3 il grosso del lavoro è stato fatto sul cast, che apre la porta a un numero variabile di ritorni dal passato della serie: 4 nella prima versione distribuita, 7 in una successiva. Se non è Jade a interessarvi, qui utilizzabile per la prima volta, potrebbe essere Reptile. Di certo dovreste riconoscere il “Get over here!” di Scorpion. Il ninja-in-giallo era stato inspiegabilmente lasciato a casa per l’allestimento di Mortal Kombat 3, ma ora il torto è riparato.
Se lo vedete in qualche sala giochi, dovete giocarci, anche solo per godervi l’ultraviolenza delle mosse. Ma se gli dedicherete un po’ più di tempo, capirete anche che sta sullo stesso livello dei vari Street Fighter. Giocatelo e innamoratevene.
Computer & VideoGames3
Un codice utile: 221-557 (versione Super NES)
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchMortal Kombat 4: darkness is calling
Debutto: arcade - 11 settembre 1997 | Miglior Fatality: Quan Chi
Anche per Mortal Kombat è arrivato il momento di adeguarsi. Nello specifico: adeguarsi alla grafica 3D. Le interpretazioni di Daniel Pesina, Richard Divizio e gli altri attori che hanno interpretato il cast fin dal 1992, si limitano al motion-capture. Mortal Kombat 4 chiede ogni la maggior parte dello sforzo tecnologico e interpretativo a Zeus, la scheda che Midway ha assemblato per muovere il ritorno in sala giochi della serie. 1.2 milioni di poligoni bastano per raccontare gli eterni screzi tra Raiden, Johnny Cage, Sub Zero e gli altri?
Non tutti gli altri, perché in Mortal Kombat 4 il cast viene rivisto: c’è chi se ne va e chi debutta (tra cui Quan Chi e Shinnok). A tornare è anche il pulsante per effettuare uno sprint, inserito in Mortal Kombat 3, mentre a debuttare è pure il sistema delle armi. Ogni combattente può estrarne una, ma ogni combattente può anche perderla nell’arena e vedersela poi sottrarre dall’avversario.
Dal punto di vista del gameplay e della presentazione, [Mortal Kombat 4] è il più grande passo in avanti fatto dalla serie fino a oggi.
Ed Boon - Creator, Designer Midway4
I poligoni texturizzati e i movimenti delle telecamere non modificano la struttura 2D e le armi diventano un supplemento al gameplay, senza esaltarlo più di tanto. MK4 è sempre lo stesso gioco: i nuovi personaggi e le nuove Fatality sono ottime, i nuovi stage bellissimi e le voci digitalizzate sempre divertentissime… ma il Kombat è sostanzialmente sempre lo stesso.
Computer & Videogames5
Un codice utile: 012-012 (versione arcade)
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchAltro nell’almanacco:
Mortal Kombat (2011)
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.
Go by the name of the K. I. D. Rock, Super educated, I’m smarter than Spock
Ottobre 1992 (#39)
Luglio 1994 (#1)
Gennaio 1996 (#170)
Novembre 1997 (#192)










ABACABB era per sbloccare la viUlenza, vero? 😀