La classe del 1987
O perlomeno alcuni videogiochi (ma non solo) pubblicati nel 1987. Tra cui Maniac Mansion.
Nelle sale giochi e nei bar comparivano grandi novità ogni mese, a casa prendevano sempre più piede le esperienze con il Nintendo Entertainment System e il Master System per le console e con l’Amiga 500 tra i computer, che pure continuavano a contare su un mastino come il Commodore 64: il 1987 è stato un anno pieno di molti modi di fare videogiochi. In questa puntata ne troverete sei, tra software e hardware. Buona lettura!
Bionic Commando di Capcom
Debutto: arcade - 20 marzo 1987
Non è vero, non esiste un collegamento tra Commando (1985) e Bionic Commando, se non in alcune comunicazioni di Capcom per gli Stati Uniti e il mercato occidentale. Di fatto questo nuovo gioco si allontana decisamente dallo stile del “primo”. Il team diretto da Tokuro Fujiwara, lui sì responsabile anche di Commando, sceglie di incastrare l’azione in un classico scrolling orizzontale e di puntare su elementi tipici dei giochi di piattaforme.
Non è così semplice, però, perché il soldatio bionico spara molto e salta quasi nulla, affidandosi piuttosto all’utilizzo di un rampino metallico con cui, oscillando, si spinge in un’esplorazione più coreografica (e anche un po’ complessa da portare a termine, a dirla tutta). Nel curriculum di Fujiwara c’è un certo Roc’n Rope che già di corde da lanciare ne aveva. Altro che Commando!
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Nell’almanacco:
Bionic Commando (2009)
L’Amiga 500 di Commodore
Spinto dal processore centrale Motorola 68000 e dalla voglia di divorarsi un bel pezzo di mercato, debutta l’Amiga 500 di Commodore. Nel campo dei computer casalinghi, e/o dei microcomputer, l’Amiga 500 detta legge grazie a un’architettura multiprocessore e multitasking. Il suo sistema operativo è grafico, con un’interfaccia a finestre e un puntatore mosso da un mouse, mentre tutto l’hardware è contenuto in unico blocco che si fonde con la tastiera. Il prezzo di lancio in Italia, per la versione senza monitor, è di 950.000 Lire iva esclusa (e 499 Sterline nel Regno Unito).
La gamma di capacità dell’Amiga 500 è particolarmente ampia, sofisticata, versatile e comunque abbordabile. Tutta questa potenza e sofisticatezza sono state rese talmente accessibili e facili da controllare, che anche chi ha pochissima esperienza con un computer non farà alcuna fatica.
Dal manuale di istruzioni dell’Amiga 500
Per il prezzo-test, inutile dire che le 950mila più iva che costa sono più che sproporzionate alle caratteristiche della macchina. Sì, avete letto bene, perché sicuramente l’Amiga 500 vale molto di più del suo prezzo. Basta pensare che è di poco superiore a quello di un 64 completo di unità a dischi…
Andrea de Prisco - Microcomputer1
Dagli abbonati a Day One:
Avevo 10 anni forse meno, e i pomeriggi d’estate “da mia nonna” io e mio cugino li passavamo in una stanza completamente buia (ma veramente, serrande completamente abbassate, che scemi) a casa del mio vicino, tutti pari età, a “vedere” le cassettine dell’MSX (ne aveva una vagonata ogni giorno). A un certo punto però non c’erano più le cassettine ma i floppy (pirata, che domande) e sulla TV c’era proprio una manina che li teneva in mano. Poi partivano effetti stroboscopici fluidissimi e una musica techno incredibile, e poi, “istantaneamente”, il caricamento finiva e c’era Shinobi che era “quello del bar” e sì, c’erano anche le “donnine nude” che le facevi comparire col mouse. E direi che mi fermo qui.
Diego Guidi
Qualcosa in più…
L’Amiga 500 è parte della collezione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci” di Milano. Il computer di Commodore ebbe un enorme successo, vendendo circa 6 milioni di unità in tutto il mondo… anche grazie all’ampio parco software che lo rese una delle piattaforme di gioco più popolari tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta.
Maniac Mansion di Lucasfilm Games
Debutto: Commodore 64 e Apple II - 5 ottobre 1987
{ di Marco Auletta }
È il 1987, e per te i videogiochi in sala giochi (ma diciamo pure al bar) sono Bubble Bobble, Ghosts ‘n Goblins e Green Beret. A casa filtri su base mensile le cassettine pirata edite in edicola, zeppe di giochi per Commodore 64, e l’unico disco che frulla con costanza all’interno del disk drive è Space Taxi. I giochi per te sono tutti fatti di azione e risposta, nessuna pianificazione e niente su cui rimuginare. Ma ecco che il tuo nuovo compagno di classe ti si avvicina con aria da carbonaro e allunga un disco che reca la misteriosa scritta Maniac Mansion scritta a penna. “È un’avventura, guidi tre ragazzi in una casa di notte, c’è un professore pazzo, dei tentacoli…”.
Niente da saltare, niente a cui sparare, niente da schivare, ci si può fidare di un gioco così? La prima avventura della Lucasfilm Games nasce “completa” su un computer a 8-bit, raggiungendo subito un livello di sofisticazione elevatissimo: tre personaggi da guidare contemporaneamente, una trama non lineare, eventi a tempo, finali multipli. La Lucas poi ha fatto tanti altri giochi, belli, bellissimi e mediocri, ma mai nessun altro Maniac Mansion.
Ultimamente, le buone avventure dinamiche scarseggiavano: quindi Maniac Mansion è doppiamente benvenuto. Lo scenario ricorda Rocky Horror Show e ti avvolge nella stessa atmosfera comica e sinistra.
Paul Summer - Zzap! (nella traduzione dell’edizione italiana)2
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Rastan di Taito
Debutto: arcade - marzo 1987
Rastan non è Conan, ma ci va molto vicino (si fa per dire, metterli uno a fianco dell’altro potrebbe essere una pessima idea). Noto anche come Rastan Saga, il nuovo gioco di Taito (quelli di Bubble Bobble) è un gioco d’azione e sventramenti, massiccio nella grafica quanto muscoloso e statuario è il suo protagonista. E forse anche per via della sua possanza si dimostra non proprio agile nei movimenti, azzoppando la parte più “piattaformosa” del gioco diretto da Yoshinori Kobayashi.
Per sei livelli Rastan adotta l’unico approccio che gli pare credibile di fronte a creature di varia natura, tra cui draghi e scheletri e l’intero campionario del fantasy più tradizionale: affettare tutti, calpestare chiunque, morire provandoci e poi ripartendo da capo.
Rastan Saga è un gioco dal ritmo veloce e l’azione non molla mai per un istante. Super coinvolgente e altrettanto giocabile, ha tutte le caratteristiche del vincitore.
Clare Edgeley - Computer + Video Games3
Rastan è un barbaro solubile, probabilmente parente della Strega dell’Est: basta che sfiori l’acqua per morire miseramente. I draghi gli fanno un baffo ma le pozzanghere lo stroncano
Stefano Castelli - IGN4
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Il Sega Master System
Debutto: giugno 1987
C’è un’altra consolle che arriva dal Giappone. Non è della Nintendo ma della Sega e si chiama Sega Master System. I ragazzi che vanno nelle sale giochi conoscono già il nome dell’azienda giapponese, che produce alcune delle attrazioni più famose, come l’Out Run. Il Sega Master System può utilizzare delle cassette di gioco intercambiabili e anche alcune schede, per dimensione abbastanza vicine alle carte di credito di mamma e papà. Le sue immagini hanno ben 32 colori. Spazio anche a tanti accessori futuristici, come la pistola, gli occhialini con effetto tridimensionale e il joystick da professionisti. Dentro la confezione ci sono già due control pad e nella memoria della consolle sono registrati i giochi Hang-On e il labirinto.
Il Sega Master System costa 300.000 lire e nei negozi saranno disponibili anche alcune cassette, tra cui: Wonder Boy, Quartet, TransBot, Penguin Land, Bank Panic.
Sai cosa c’è in Sega Master System? Tutta la potenza e la grafica dei grandi videogames. Perché Sega è il numero 1 del mondo ed ora ha messo tutto qui dentro, in un sistema completo ed espandibile, anche con la pistola interattiva e gli occhiali 3D, per vivere completamente le emozioni dei tuoi games. Sega Master System: chiedi il catalogo dei giochi e scoprirai il grande mondo Sega. Sega Master System, distribuito da Giochi Preziosi.
Dalla pubblicità televisiva italiana del Sega Master System, 19895
Dungeon Master di FTL Games

Debutto: Atari ST - 15 dicembre 1987
Il 3D irrompe anche nei giochi di ruolo e di GdR come Dungeon Master non se n’erano ancora visti. La visuale in prima persona trascina direttamente nei cunicoli esplorati dal gruppo di eroi (selezionabili tra quelli preparati dagli sviluppatori di FTL e basati su quattro classi) e le soluzioni adottabili sono più variegate e duttili che mai.
In Dungeon Master non conta nulla di diverso dal dungeon, dai cunicoli labirintici dentro cui si muove il proprio party. La selezione dello stesso, come anticipato, avviene “sfogliando” un catalogo di ventiquattro figure già confezionate da FTL. A quel punto non resta che infilarsi sempre più a fondo di ogni corridoio, dando prova di abilità strategiche in battaglia e di gestione dell’inventario.
Quello che avevamo in testa era di realizzare l’equivalente di un simulatore di volo, ma per i dungeon.
Wayne Holder - Producer FTL Games
Altro nell’almanacco:
Street Fighter (1987)
R-Type (1987)
Double Dragon (1987)
La prossima puntata è per abbonate e abbonati: Sotto la guida di Bruno Annoni
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.
[S1] Questa scheda è tratta dalla prima stagione di Day One.Oh, little girl, there are times when I feel / I'd rather not be the one behind the wheelGiugno 1987 (#64)
Dicembre 1987 (#18)
Maggio 1987 (#67)








