Il prossimo mese: giugno
Il giorno più grande della storia dei videogiochi (gesticola come D. Trump).
Non voglio esagerare, ma a giugno avremo il più grande giorno nella storia dei videogiochi. Di scemenze simili ne leggiamo tutti i giorni, costantemente in bilico sul burrone del clickbait più immorale e degradante, ma arrivato a questo punto di questo progetto, ne sono abbastanza convinto. C’è un giorno del mese di giugno in cui, a distanza di anni, hanno debuttato due giochi e una console che hanno avuto ripercussioni enormi su tutta la scena che hanno trovato e sono finiti per rimanere nella Storia dei videogiochi. Hanno una loro pagina con una miniatura dipinta a mano, nel sommo volumone che mette in fila le cose importanti che sono avvenute tra i tubi catodici e i quadratini colorati che gli si sono mossi dentro.
Poi magari esagero, ma quando arriveremo a quel giorno sarete liberi di venire a pubblicare delle gif di commento adeguate. Prima di proseguire, comunque, devo chiarire perché a maggio qualcuno non s’è fatto vedere e quel qualcuno è Pac-Man. Nei piani iniziali il 22 maggio sarebbe dovuto essere principalmente il giorno di Pac-Man, ma a una seconda analisi della data da associare al suo debutto assoluto, il giorno del 22 maggio non mi è parso quello adatto. Il 22 maggio del 1980 è quando Pac-Man venne mostrato pubblicamente per la prima volta, ma la distribuzione ufficiale del gioco non avvenne prima del luglio dello stesso anno. E questo è quanto dice anche l’editore del gioco, Namco. Quindi con lo spazzapillole ci si ritrova tra qualche settimana.
Torniamo a giugno, un mese e un periodo pieno di bei giochi. Forse è davvero così o forse lo associo alla fine della scuola, alle lunghe giornate di dolce sbattersene di tutto, a uno di quei periodi in cui da bambino mi regalavano un videogioco. E uno di quelli in cui, da ragazzino, era più facile che sbattessi via soldi per comprarmene svariati. Di giugno posso mettere assieme delle cartoline mentali che partono da Dragon, il videogioco ufficiale del film sulla vita di Bruce Lee (solo perché finì in copertina su Console Mania) e di certo passano dalle parti della versione per il Master System di Ghouls 'n Ghosts nel 1991 e pure del lancio di Sonic Adventure 2, dieci anni dopo. A giugno credo proprio che io e i miei amici ci fossimo prosciugati di fronte alla conversione per il Mega Drive di Virtua Racing: ciao Paolo V., nell’improbabilissimo caso tu stia leggendo sono qui pronto a liberarti di tutte le tue cartucce impolverate.
[Pausa per controllare la pergamenona su Excel con tutti i contenuti di ogni puntata di Day One]
Allora, di solito in questi appuntamento di fine/inizio mese cerco di mettervi di fronte a dei motivi per convincervi a non perdere pure le successive trenta o trentuno uscite di Day One. Dopo aver fatto rimbalzare gli occhi velocemente sul paginone di giugno mi sento di poter dire, con un’onestà intellettuale del 77%, che siamo di fronte a un mese eccellente. Facciamo così, provo a vendervelo citandovi solo i contenuti, alcuni, della prima settimana. Parto dal primo giorno, addirittura.
Il 1° di giugno, oltre al giusto podcast che in un mondo sano avrebbe già spedito me e Zampini in cima ai trend di qualsiasi TikTok, potrete suggere del buon caffelatte scorrendo le schede di:
Half-Life 2 Episode 1 - 2006
The Chronicles of Riddick - 2004
Indiana Jones and the Fate of Atlantis - 1992
Special Criminal Investigation - 1989
Madden Football - 1988
A me pare già configurarsi una domenica piena di nobiltà. E a scrivere di Indiana Jones and the Fate of Atlantis sarà un’ospite gradita, che non avete incontrato leggendo riviste di videogiochi, ma di cui gradirete la testimonianza (in questo caso ne sono sicuro al 78%). Già che mi sono infilato nello spogliatoio degli ospiti: a giugno debutterà pure l’ultimo invitato che ancora mancava all’appello, Francesco Fossetti. Torneranno Erik Pede, Raffaello Rusconi, Giorgio Baratto, Luca Spinelli, Andrea Corritore, Giovanni Marrelli e Alessandro Mucchi (in rigoroso ordine di come compariranno). Oh, c’è un sacco di gente, mi si scalda il cuore!
A proposito del podcast, se continuate a perdervi anche quello, ricordatevi che ogni puntata può essere ascoltata non solo su Spotify e Apple Podcast, ma anche qua su Substack (clicca qua per arrivarci), nell’ipotesi che a qualche persona non vada di farsi un account con Spotify o con Apple (cosa che rispetto).
Volete altri esempi di contenuti per cui valga la pena abbonarsi a Day One? Io ve li faccio, tanto che mi frega? Popolous, quello per cui le riviste iniziarono a dire “oh, ma sai che si può pure dare il massimo dei voti?”. Thunderforce III, quello che ha spinto alcuni a chiedersi come facesse a starci un coin-op dentro a una cartuccia. Driver, un gioco di guida ortogonale che ha riempito i box dei proprietari di GT Interactive. Banjo Kazooie, il sogno che si trasferì dal Super NES al Nintendo 64. Puzzle Bobble, quello che ancora oggi devi spiegare che no, Bubble Bobble è una cosa e Puzzle Bobble è un’altra (e abbiamo pure quella). Tekken 2, che ogni volta che dici il nome ad alta voce, a un dirigente di Sega viene una crisi nervosa.
Se volete abbonarvi a Day One e quindi ricevere le trentuno puntate di giugno (sì, ci sono trenta giorni, ma avremo il gradito ritorno di una doppia uscita), potete farlo cliccando qua sotto. Il prezzo è sempre lo stesso, ormai molto scontato, come la mia preoccupazione verso il domani: 3,5 euro per un mese (ve lo consiglio) o 35 euro per l’accesso totale per un anno (ma non so più come gestirò questa cosa quando e se dovrà partire la seconda stagione, quindi vedete un po’ voi).
Gli esempi non esauriscono i pezzi forti che verranno a fare mese-bombing, vi anticipo solo che le schede (quindi i giochi e le console presentati) saranno 118. Lo stesso numero che dovrete chiamare quando non ce la farete più a sopportare così tanta grandezza. Boom baby!
Scusate, vado.
Ci si legge domani, come sempre.
Mattia





