Il discorso sull'AI parte spesso da presupposti sbagliati
Questa settimana: un MMORPG che chiude, un miliardario che dovrebbe stare zitto, un computer che torna dal 1982 e una nuova Lara Croft.
Ciao, questa è Barili Esplosivi, una newsletter che parla di videogiochi partendo da qualche link trovato nell’internet, e che prova tutte le settimane a non mettere troppe cose legate a Final Fantasy, a volte riuscendoci, a volte no. Ce l’avrà fatta questa settimana?
Io lo capisco che sentir parlare sempre di AI nei videogiochi (come nella vita di tutti i giorni eh?) sia a volte davvero pesante, però è un argomento davvero enorme, e che soprattutto non si esaurirà a breve. L’industria dei videogiochi, che come sappiamo tende per la sua natura a prevedere il futuro, è proprio in quella fase in cui non sa da che parte andare (o meglio lo sa, soltanto che chi ci lavora e chi ci fa i soldi hanno due visioni opposte), perché anche se da una parte l’AI offre delle opportunità notevoli, dall’altra c’è sempre chiarissima l’impressione che qualsiasi ambito dello sviluppo gli venga ceduto ora, anche solo per una prova, poi non possa più essere riconquistato.
In questo è stato esemplare il capo dello studio di Stellar Blade che ha detto che l’AI è necessaria per competere con gli editori enormi che possono mettere come nulla 1000 o 2000 sviluppatori su un progetto. Peccato che l’anno appena passato, tenuto in piedi da studi ed editori medi e piccoli, abbia dimostrato il contrario, e cioè che per fare un gioco bello, apprezzato e venduto non servono 5000 sviluppatori sfruttati e mal pagati, ma un team dedicato e trattato con decenza. Basta ragionare sulla quantità, iniziamo con la qualità. Soprattutto se poi il risultato è Stellar Blade.
Prima di tutto il resto un barile esplosivo:
Mostri marini scollegati dalla realtà: Bobby Kotick, l’ex amministratore delegato di Activision, quello sotto la cui guida è prosperata la Cosby Suite o le dinamiche tossiche della frat-culture, dice che Embracer era dietro la lunga disputa legale sull’acquisizione di Activision da parte di Microsoft. Mah.
New World, il MMORPG (cioè un gioco di ruolo online pensato per migliaia di persone) su cui Amazon Studios aveva grandi aspettative, chiuderà definitivamente il 31 gennaio 2027. Da oggi non si può già più comprare. La chiusura segue il disinvestimento da parte di Amazon nello sviluppo di videogiochi di questo tipo (e i conseguenti licenziamenti negli studi che li realizzavano).
Se vi serve una scusa per tornare sulla vostra isola di Animal Crossing: New Horizons, l’ultimo gigante aggiornamento gratuito, che è diverso dall’upgrade della versione di Switch 2, potrebbe essere quella giusta.
Cosa succede quando stai sviluppando un gioco e Netflix prima ti compra e poi ti molla?
Ryan Hurst sarà Kratos nella serie su God of War che stanno producendo Sony e Amazon MGM Studios. Se il nome vi sembra già sentito è perché è stato Opie in Sons of Anarchy e Thor in God of War: Ragnarok.
Tim Sweeney, uno di quei miliardari che rappresentano perfettamente cosa non va nel mondo, dice che per lui togliere all’intelligenza artificiale di X la possibilità di spogliare le persone nelle foto (senza il loro consenso, è importante ricordarlo) è una forma di censura. Tim, con tutto il cuore, vaffanculo.
Ora sappiamo come sarà la Lara Croft di Sophie Turner nella serie TV di Amazon.
Dopo 22 anni (VENTIDUE), Eve Online va ancora una bomba.
I server di Anthem, un gioco di BioWare che è andato molto male, sono stati chiusi questa settimana.
I set LEGO dei Pokémon non sono particolarmente belli. Il nuovo di Zelda, se queste immagini sono vere, sì.
Ti distrai un attimo, ed è di nuovo il 1982 e qualcuno fa la recensione del (nuovo?) Commodore 64 (cioè l’Ultimate).

E ancora:
Metroid Prime 4 Beyond: due pareri
Tre cose nuove di dicembre
A posto così, al prossimo barile!




