Il cielo su Wood Oak City
Axel, Blaze, Adam e gli altri che, ripulendo le strade di Streets of Rage, fecero grande una console.
Da quanto sapete del Calisota? Io da un paio d’anni. Il Calisota è il luogo fittizio in cui vivono i paperi e i topi Disney, ma quando leggevo assiduamente Topolino non se ne faceva mai cenno (o di certo con frequenza drasticamente inferiore a quella di oggi). E quando giocavo a Streets of Rage non mi pare si facesse cenno a Wood Oak City, la città con qualche problema di ordine pubblico per le strade. Questa puntata di Day One è dedicata all’intera serie di picchiaduro a scorrimento di Sega, Streets of Rage appunto: ci sono le tre schede dei primi tre episodi, già pubblicate ma riviste in alcune cose (più e nuove immagini, citazioni aggiuntive), e quella nuova dedicata a Streets of Rage 4. Già che c’era l’occasione, ho anche inserito della musica. Buona lettura!
Iscriviti: 5 euro/mese (se puoi) | 3,5 euro/mese (se vuoi risparmiare)Streets of Rage, provincia di Metro City
Debutto: Mega Drive - 2 agosto 1991“Genesis does what Nintendon’t”, il Genesis, nome con cui veniva venduto negli Stati Uniti il Mega Drive, fa quello che che Nintendo non fa. In generazioni (videoludiche) di omologazione spinta, ci si è disabituati all’idea che una console potesse essere proposta come alternativa e differente da quella della concorrenza. Nel 1991 a farlo era Sega con la sua prima console a 16 bit, attraverso una campagna pubblicitaria che la contrapponeva al padrone del mercato, Nintendo. Streets of Rage faceva quello che Nintendo non faceva: Nintendo non avrebbe realizzato un picchiaduro a scorrimento e, ancor di più, la versione per il Super NES di Final Fight era un gioiello… ma non aveva tutti e tre i personaggi dell’originale a gettone e non si poteva giocare in due.
In Streets of Rage ci sono tre personaggi: Alex Stone, Adam Hunter e Blaze Fielding. Sono tutti tre ex poliziotti poco più che ventenni, disillusi dalla corruzione dilagante nella generica metropoli che si ritrovano a percorrere in una notte senza fine, che potrebbe essere quella di New York, ma ha pure la sabbia della costa Ovest. Streets of Rage può ovviamente essere affrontato dall’inizio alla fine da due giocatori. Complice la monumentale colonna sonora di Yuzo Koshiro, che guarda a quello che sta succedendo dall’altra parte del pianeta e non a un generico j-rock da videogioco, la notte di Streets of Rage ha le increspature preoccupate di Mean Streets (1973) e la sensazione di essere prigionieri di Fuori Orario (1985). Due film di Scorsese, per parlare di un videogioco in cui si può anche tirare una pepiera in faccia ai cattivi per stordirli di starnuti, pensa un po’.
Streets of Rage era l’altro Sonic, il gioco che decretò il successo definitivo del Mega Drive. Che celebrò Sega come una forza di cui rispettare le ambizioni, capace di adeguarsi alle esigenze del mercato casalingo. Che spiegò le potenzialità dell’hardware della console nera e anche del musicista che contribuì a formare almeno metà dell’anima del gioco che finì dentro a una cartuccia di plastica qualsiasi.
Ho iniziato a comporre la colonna sonora di Streets of Rage alla fine del 1990. Vado spesso nei club e, in quel periodo, la scena stava passando dall’eurobeat alla house music. Dato che Streets of Rage è un picchiaduro, l’idea iniziale era di usare delle canzoni rock. Ma alla fine ho provato con la house music e si è dimostrata subito molto adatta.
Yuzo Koshiro - musicista Sega1
A questo punto mi sembra inevitabile il confronto con il Rullakartoni che ha avuto più succesos in questi ultimi tempi, ovvero Final Fight. La grafica, anche se stupenda, non può essere paragonata al capolavoro della Capcom, che vanta sprite più alti di mezzo schermo, il sonoro, invece, è nettamente superiore, così come la giocabilità.
Davide Corrado - Console Mania2
Il gioco parte con una sequenza d’apertura grandiosa e un remix house di una qualche fantastica musica orientale. Da qui le cose non fanno che migliorare. […] È il gioco che sta facendo tremare il [Super] Famicom, il che è tutto dire.
Frank O’Connor - Computer & VideoGames3
Giocaci oggi: SwitchQualcosa in più…
Streets of Rage venne convertito anche per il Game Gear (1993, immagine a destra) e il Master System (1993, immagine a sinistra), le due console a 8 bit di Sega. Il risultato fu ovviamente molto inferiore a quello apprezzato sul Mega Drive, ma rispettoso delle possibilità degli hardware di riferimento e dei soldi chiesti ai giocatori. Più piccoli, con meno mosse (perché con meno pulsanti a disposizione, oltre ai tradizionali problemi di memoria) e con l’assenza di Adam dalla versione per il Game Gear, ma ugualmente arrabbiati.
Streets of Rage 2: potere e potenza
Debutto: Mega Drive - 20 dicembre 1993Sega pubblica Streets of Rage 2 per Mega Drive, è il seguito di uno dei grandi della seconda generazione di giochi per la console a 16-bit nera (e con suono stereo). Non è semplice capire chi sia stato a trasformare Wood Oak City in un incubo di criminalità e un sogno di gameplay e tecnologia audio-visiva. Una parte importante del team di sviluppo è rappresentata dalla minuscola Ancient, a conduzione famigliare. Dove la famiglia è quella dei Koshiro, Yuzo e Ayano, rispettivamente responsabili della musica (a comporre c’è anche Motohiro Kawashima) e della progettazione di Streets of Rage 2. Che è un picchiaduro a scorrimento figlio dell’ultima generazione buona di picchiaduro a scorrimento, con già chiare le influenze di Street Fighter II e tutti gli altri.
Dentro Streets of Rage 2 c’è la saggezza messa da parte negli anni, che ha generato un parco mosse più esteso che mai, rese intuitive e gestibili da un sistema di collisioni e un ritmo di gioco perfetti, spalmati attraverso 8 livelli il cui spettacolo grafico è secondo solo alla colonna sonora (entrata all’istante nella Storia).
A parte Street Fighter II, non ho mai trovato in nessun gioco così divertente e rilassante picchiare un avversario, senza contare l’incredibile quantità di mosse a disposizione.
Fabio “Bio Massa” Massa - Game Power4
Giocaci oggi: SwitchStreets of Rage 3: problemi di casting
Debutto: Mega Drive - 18 marzo 1994Streets of Rage 3 è arrivato sul Mega Drive accompagnato da un notevole silenzio. Nei due anni che lo separano dal successo planetario del capitolo precedente, i videogiochi e i videogiocatori sono cambiati: i picchiaduro a scorrimento sono usciti di scena e quelli a incontri dettano legge. Il ritorno di Axel e Blaze non fa nulla per invertire la tendenza.
L’eleganza nel gameplay non manca, l’ispirazione della colonna sonora di Yuzo Koshiro non è mai in discussione (qui i riferimenti sono cambiati), ma non c’è la grandezza straripante di Streets of Rage 2 e a questo punto i personaggi poco azzeccati iniziano a essere un po’ troppi (il riferimento è all’impalpabile Zan). Un gioco comunque più vittima del tempo che dei suoi errori.
Streets of Rage III rappresenta la naturale evoluzione dei precedenti titoli anche se alla lunga diventa davvero troppo ripetitivo per attrarre coloro che non mangiano pane e picchiaduro (oltretutto è anche un po’ troppo facile). Tutto sommato comunque non mi posso lamentare, il gioco è divertente e ben realizzato e se siete di bocca buona e amate i picchiaduro vi consiglio di non farvelo sfuggire.
Stefano “BDM” Petrullo - Console Mania5
Non ci sono miglioramenti significativi rispetto al gioco precedente, ma è comunque divertente. Probabilmente perché ci sono più mosse e si può andare avanti anche premendo i pulsanti un po’ a caso.
Beep! Mega Drive6
Qualcosa in più…
L’estratto dalla recensione del mensile giapponese Beep! Mega Drive parla di Streets of Rage 3 come di un gioco piuttosto semplice e, per questo, apprezzabile. Questo era vero intanto perché la versione del gioco per il Giappone era, in effetti, molto più abbordabile di quella occidentale, che invece aveva un livello di difficoltà da scomunica. E poi, anche, perché Beep! Mega Drive era solita assegnare le recensioni dei videogiochi a quattro persone differenti, che rappresentavano quattro profili altrettanto differenti di appassionati: la ragazza che gioca poco, l’appassionato di giochi occidentali, quello che fa parte di un gruppo di appassionati e infine il giocatore generico (né troppo appassionato, né occasionale). La citazione riportata poco più sopra è tratta dal trafiletto della “ragazza che gioca poco” e che, quindi, approva un livello di difficoltà ridotto.
Streets of Rage 4 rimette assieme la banda
Debutto: PlayStation 4, Xbox One e Switch - 30 aprile 2020[NUOVO!] DotEmu punta in alto. Con la collaborazione di Sega, questa volta l’editore francese, specializzato da anni nella riproposizione più o meno aggiornata di giochi che hanno fatto la storia (o almeno ci hanno provato), propone un capitolo inedito. Di una serie che ha fatto perdere qualche battito a una generazione: Streets of Rage.
Streets of Rage 4 è stato sviluppato da LizardCube e Guard Crush Games. La prima, in special modo, è stata già autrice della deliziosa rimasterizzazione di Wonder Boy The Dragon’s Trap. Con Streets of Rage 4 l’asticella si alza e la croccantezza del pollo arrosto non può essere meno che da ristorante stellato.
Sullo schermo si riuniscono Axel, Blaze e Adam, la trilogia del gioco per il Megadrive del 1991, sciolta già un anno dopo dal seguito. Si aggiungono gli assoli della chitarrista Cherry Hunter (figlia di Adam) e il peso massimo Floyd Iraia (della scuola di Zan di Streets of Rage 3). Per la prima volta si può organizzare un team di quattro giocatori offline (esistono anche svariati personaggi sbloccabili) ed è pienamente supportata la modalità cooperativa online. LizardCube rimane saggiamente in equilibrio tra tributo e innovazione: si possono riascoltare le colonne sonore che hanno reso grandi gli episodi precedenti o le versioni in finta bassa risoluzione degli sprite degli eroi, ma ci sono state modifiche e approfondimenti al sistema di combattimento.
Sì, il pollo è da ristorante stellato.
Abbiamo consultato praticamente tutto quello che era disponibile sui giochi originali: documenti di progettazione, bozzetti e illustrazioni, interviste, progetti dei fan e altro ancora… Abbiamo anche chiesto una mano ad appassionati che conoscono alla perfezione i giochi, sia per quanto riguarda il gameplay che gli elementi narrativi.
Ben Fiquet - Creative Director LizardCube7
I combattimenti sono elementari, ma sono una gran goduria. I colpi danno quella soddisfacente senzazione di pesantezza e ogni pugno o calcio fa alzare il contatore della combo. Con un amico a fianco userete i nemici come il volano di una partita di badminton. Il fascino di un beat’em up sta soprattutto nelle sensazioni che ti dà e questo gioco ha un feeling incredibile.
Chris Plante - Polygon8
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchLa prossima puntata è per abbonati: “Cinque giochi della prima PlayStation”
Legenda:
[NUOVO!] Di questo gioco non si è parlato nella prima stagione di Day One.Novembre 1991 (#2)
Ottobre 1991 (#119)
Marzo 1993 (#15)
Maggio 1994 (#30)
Aprile 1994















Mamma cari quante mazzate! 🔥Pomeriggi interi passati appiccicati ad un crt da 15 pollici nella cameretta di un amico.
🥲
streets of rage 4 ancora in heavy rotation sulla switch, unico gioco che la mia compagna regolarmente gioca da anni (al livello di difficoltà mania+ peraltro)