È successo l'11 maggio: E3 e...
Eye of the Beholder, Saturn, Electronic Entertainment Expo e Lost Planet 2.
In questa stagione di Day One non ci sono state, e non ci saranno, altre puntate come quella di oggi. L’11 maggio del 1995, trent’anni fa, venne organizzata a Los Angeles, per la prima volta negli Stati Uniti, una fiera dedicata esclusivamente ai videogiochi. Divenne immediatamente il momento più importante del calendario dell’intero settore e, tra pochi bassi e molti alti, sarebbe rimasto tale per venticinque anni. Non avrebbe avuto senso mettere assieme un almanacco dei videogiochi, senza citare l’Electronic Entertainment Expo. Questa puntata è anche infiocchettata dall’elegante presenza di Giorgio Baratto, che ha scritto di Eye of the Beholder.
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Debutto: PlayStation 3 (Sony), Xbox 360 (Microsoft)Dimenticatevi i ghiacciai perenni, Lost Planet 2 segue le vicende del precedente episodio (2006) spostandosi in avanti di dieci anni virtuali. A seguito degli esperimenti di terraformazione, il pianeta E.D.N III non è più una distesa innevata: a ospitare gli scontri a fuoco ci sono adesso giungle rigogliose e zanzare grosse quanto un aereo da turismo. Lost Planet 2 può essere affrontato interamente da un gruppo di quattro giocatori online o da due attraverso lo schermo condiviso. Sono anche previste delle modalità multigiocatore competitive.
Per mia esperienza personale, la maggior parte dei seguiti consiste nell’includere qualche personaggio nuovo e aggiungere un paio di situazioni di gioco inedite. In questo gioco, invece, volevamo fare sono così tante cose nuove e in modo diverso, che ne risulta un’esperienza totalmente differente. Non avrei mai detto che realizzare un seguito sarebbe stato così difficile. È davvero un lavoraccio.
Kenji Oguro - Director Capcom1
Lost Planet 2 è il perfetto esempio di action game al passo con i tempi. Il titolo riesce ad amalgamare alla perfezione una struttura ludica solida e collaudata con le novità di un’ambientazione di grande impatto, costituita da un level design variegato ed intelligente.
Everyeye2
Giocaci oggi: XboxOggi nel 1995
International Data Group ed IDSA (International Digital Software Association) presentano l’Electronic Entertainment Expo, ma tra amici va bene chiamarlo E³. A Los Angeles si riuniscono i grandi del mondo dei videogiochi, occupando ogni metro quadro a disposizione nel Convention Center della metropoli californiana. L’E³ è il frutto dello scontento, perché nasce dalla reazione dei più importanti editori e platform holder rispetto al trattamento riservato al Consumer Electronics Show di Las Vegas e Chicago. In questa prima edizione, che si chiude il 13 maggio, verranno ospitate all’incirca 40.000 persone, tra espositori e visitatori. L’E³ è chiuso al pubblico e l’ingresso è possibile solo agli operatori del settore. In questa prima edizione vengono presentate ufficialmente le due console che debutteranno negli Stati Uniti, e nel resto dell’occidente, nei prossimi mesi: la PlayStation di Sony e…
Sega sconvolge i piani iniziali e lancia a sorpresa il suo Saturn negli Stati Uniti. Addio “Saturnday”, il nomignolo che la stessa Sega aveva iniziato a promuovere per indicare il 2 settembre, quando la console erede del Mega Drive avrebbe dovuto raggiungere i negozi USA. Sono 30.000 i Saturn consegnati a sorpresa ad alcune catene di rivenditori (con grande scorno di chi è rimasto fuori, che saprà come farla pagare a Sega), che la propongono a 399 dollari. La line-up iniziale è composta da sei giochi, tra cui nomi di un certo pregio e una varietà generale invidiabile: Daytona USA, Virtua Fighter, Panzer Dragoon, Clockwork Knight, Pebble Beach Golf Links e Worldwide Soccer, tutti pubblicati da Sega.
I consumatori hanno dimostrato una gran voglia di mettere le mani sul Sega Saturn. Molti americani sono arrivati a spendere anche 800 $ per un Sega Saturn dal Giappone. Abbiamo deciso di portare il prodotto nei negozi prima del previsto per soddisfare questa altissima richiesta, perfezionando la nostra strategia di marketing durante l’estate, prima di arrivare all’importante stagione autunnale e accumulando così un vantaggio sulla concorrenza.
Tom Kalinske - CEO Sega of America3
Oggi nel 1991

Debutto: PC, Amiga (Commodore){ di Giorgio Baratto }
[WC] OK. Eye of The Beholder. Perché lo si può considerare una pietra miliare dei videogiochi? Semplicemente perché, come scrissero a suo tempo su Electronic Gamimg Monthly (nota revista del settore statunitense), era “un sogno diventato realtà”.
Senza entrare troppo nello specifico, ricordo ancora quando in un noto negozio di giocattoli di Monza, dove sono nato e cresciuto, e dove ora alberga come ospite indesiderato il responsable di questo blog questa newsletter, vidi per la prima volta la prima scatola di Dungeons & Dragons, quella rossa, con le regole di base: coboldi, gnoll e via diciendo. Era una vera e propria rivoluzione. Poter interpretare un personaggio in un mondo fantasy, scegliere le sue azioni, il suo comportamento, le relazioni con gli altri personaggi, un vero e proprio sconvolgimento per chi amava giocare.
Ma era necesario avere un grupo di amici che la pensasse come te, che abbacciasse le tue folli idee di Master o personaggio. Eye of the Beholder cambiò tutto questo, perché permetteva a un singolo giocatore di fare lo stesso, in solitario.
Ma soprattutto, con una grafica completamente diversa per quei tempi. In prima persona, in 3D (se si vuole esagerare). Insomma, in maniera completamente differente dai titoli di Advance D&D a cui si era abituati giocare su computer.
Un titolo, Eye of the Beholder, che ha segnato l’esperenzia videoludica di molti boomer come me. E che quando nel 1999 uscì un film con lo stesso titolo ma senza nani, elfi, goblin e maghi, pensai: ma che c’azzecca?
Giocaci oggi: PC (via GOG)Qualcosa in più…
Le prime avvisaglie di un lancio anticipato del Saturn da parte di Sega si ebbero il 17 aprile 1995, quando apparve anzitempo nei listini elettronici di alcune catene di rivenditori degli Stati Uniti. Ma nessuno, a quel punto, si aspettava che questo potesse portare a un debutto talmente anticipato. Prima dell’E³ era in realtà circolata la voce che Sega potesse effettuare dei test di lancio in alcune città o singoli stati degli USA, pratica piuttosto comune all’epoca, ma solo a partire da luglio.
…e un fatto di oggi, da GamesIndustry.biz
11 maggio 2006: Vienna non è per le Rockstar. Mentre gli occhi del mondo sono rivolti all’E3 di Los Angeles, Take Two ha chiuso Rockstar Vienna, uno dei più grandi studi di sviluppo di Austria e Germania. Rockstar Vienne contava su oltre 100 dipendenti e ha lavorato alle conversioni per Xbox di Grand Theft Auto, oltre a Max Payne 2 e Manhunt.
Per maggiori informazioni: “Chiude RockStar Vienna: oltre 100 impiegati perdono il posto” - GamesIndustry.biz
Legenda: [WC] Wild Card - Ha debuttato questo mese, ma il giorno esatto non è noto.'Round here, we talk just like lions but we sacrifice like lambsElectronic Gaming Monthly, luglio 1995 (#72)






