È successo il 28 settembre: The Binding of Isaac e...
Mega Man 3, Game Boy, Captain Commando e The Binding of Isaac.
È l’ultima domenica di Day One (di questa stagione di Day One!) e quindi è anche il giorno dell’ultima, colossale/soporifera puntata del podcast di Day One. Un’ora e mezza di analisi a freddo ed errori a caldo offerti dai vostri conduttori preferiti (non che abbiate potuto sceglierne altri). Io e Alessandro “Zampa” Zampini vi aspettiamo su Spotify, Apple Podcasts, Amazon Music e Radio Italia Solo Musica Italiana. Vi parleremo dei giochi pubblicati tra il 22 e il 30 settembre, con qualche inevitabile anticipazione sugli ultimi due giorni delle newsletter di Day One. Non fate che poi non ci ascoltate eh!
Risorse: Il podcast - Discord - Puntate di settembre - ArchivioOggi nel 2011
Debutto: PCDallo stesso autore di Meat Boy, Edmund McMillen, arriva The Binding of Isaac. E l’idea che McMillen abbia solo cambiato lo stile di gioco, ma l’idea rimane la stessa: sacrificare crudelmente l’ammasso di pixel sotto il controllo del giocatore. Di sacrificio si parla molto in The Binding of Isaac, che già nel titolo si rifa letteralmente al sacrificio di Isacco come descritto nell’epopea fantasy della bibbia.
Sullo schermo la premessa si trasforma in uno sparatutto a doppio stick che mette a ferro e fuoco stanze del tutto simili a quelle dei dungeon di The Legend of Zelda: A Link to the Past, ma con un’impalcatura da roguelite. Non è piombo quello che vola da Isaac e addosso ai mostri che abitano il seminterrato in cui si è rinchiuso per sfuggire alla madre fondamentalista (che vorrebbe davvero sacrificarlo): Isaac in effetti attacca con le sue stesse lacrime.
Ho giocato a Desktop Dungeon, un gioco in cui le aree vengono create in maniera casuale, con molti elementi del genere roguelite. A quel punto ho pensato: ‘cavolo, nessuno fa giochi così’. Avrei fatto anche io un roguelike.
Edmund McMillen - Director1
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchOggi nel 1991
Debutto: arcadeCaptain Commando ha un gioco tutto suo. Sembra ormai distanti anni luce il periodo professionale passato dal Capitano a salutare chi acquistava un gioco di Capcom per il NES, dal suo manuale o ritratto sul retro della confezione. Oggi si gode il palcoscenico delle sale giochi, facendosi spingere dal ruggito esperto della scheda CPS-1. L’allestimento segue le regole note del genere picchiaduro a scorrimento, in cui la direzione del teatro è esperta come nessun’altra.
A completare la sua squadra ci sono anche Ginzu the Ninja, Mack the Knife e Baby Head (in ordine decrescente di qualità percepita). Le mischie selvagge da strada sconvolgerebbero la vita di tutti i giorni della metropoli che fa da sfondo, se non fosse che si tratta di Metro City, la stessa che vide passare gange e giustizieri di Final Fight.
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchOggi nel 1990
Forte dell’eccellente accoglienza in Giappone e Stati Uniti nel 1989, il Game Boy prova a estendere il suo dominio anche all’Europa. In Italia viene venduta a 149.000 lire e nella confezione è inclusa la cartuccia di Tetris, come già negli USA. (sembrano fatti l’una per l’altro). I primi giochi disponibili, a 50.000 lire, sono: Tennis, Golf, Alleway, Super Mario Land, Solar Striker e Qix. Nella confezione ci sono anche le cuffie stereo e il cavo Video-Link per collegare due console e avviare partite per più giocatori.
Gameboy2 sta nel taschino ed è il videogioco che vi accompagnerà ovunque, in tutte le situazioni. E con la varietà di cartucce gioco intercambiabili siete sicuri che non vi annoierete mai. Con Gameboy giochi dove vuoi.
Dalla prima pubblicità di Mattel Italia per il Game Boy
Dotato di uno schermo monocromatico a cristalli liquidi da 3”, il Gameboy potrebbe sembrare a prima vista una macchina tecnicamente limitata, visto che i suoi diretti concorrenti presenti e futuri sono tutti a colori. In realtà, come sa qualunque giocatore che si rispetti, quello che conta in un videogioco è la giocabilità e in questo campo il Gameboy non è secondo a nessuno.
K3

Debutto: NES (Nintendo){ di Marco Citro }
Tra il 1987 e il 1994 Capcom pubblicò ben sei capitoli della saga di Mega Man / Rockman per Famicom e cinque su Game Boy, che per di più non furono dirette conversioni. Non so se ci rendiamo conto ma siamo di fronte a un unicum nella breve storia dei videogames. Non stiamo parlando di giochi tecnicamente semplici o che si possano facilmente sviluppare in qualche mese; i vari capitoli di Mega Man rappresentano al contrario i punti più alti che le due console a 8 bit Nintendo abbiano raggiunto sotto il profilo musicale, grafico e di gameplay.
Escludendo il primo Mega Man, gli altri dieci giochi spremono l’hardware quasi fossero già pensati per macchine più performanti o addirittura, soprattutto gli ultimi esponenti, per la parallela metamorfosi della saga in “X”.
Mega Man 3 del 1990, oltre che sicuramente il più difficile, è per me anche il migliore insieme al sempre sottostimato Mega Man 7 per Super Nintendo. Sebbene oggi il secondo capitolo sia unanimemente considerato il migliore, vorrei sottolinearvi almeno un elemento che possa spostare il baricentro del merito più verso il centro di questa prima veste del franchise.
Ogni gioco della serie introduce nuove dinamiche che riscuotono più o meno fortuna. Bene, Mega Man 3 ci consente per la prima volta un movimento e una conseguente animazione che diventeranno iconiche per la rappresentazione del personaggio anche fuori dal videogioco in artwork e pubblicità fino ai nostri giorni: la scivolata. Siamo ai livelli dell’introduzione della spin dash in Sonic the Hedgehog 2. A ciò si aggiunge il fatto che fa anche la sua prima apparizione Rush, il rosso cane bionico polifunzionale, di cui sono sempre stato innamorato e di cui ancora aspetto invano l’amiibo.
Di fronte all’enorme produzione indie in pixel art degli ultimi 15 anni, spesso si sottolinea una marcata derivazione classica con il termine “metroidvania”, dimenticando che in molti casi alcune caratteristiche sono fiorite invece da Mega Man. Allora perché non complicarsi la vita? Chiamiamoli MegaMetroidVania!
Giocaci oggi: Steam | Xbox | PlayStation | SwitchPer non parlare di…
Homeworld, Kingsley’s Adventure (1999).
Qualcosa in più…
Mattel, distributore per l’Italia dei prodotti Nintendo in quel momento, presentò il Game Boy nel contesto della ventiquattresima edizione del SIM Hi-Fi, il salone internazionale della musica (a quel punto già da anni espanso per includere l’alta tecnologia). La console portatile di Nintendo era posizionata sotto a una teca di vetro, impedendo al pubblico qualsiasi prova diretta.
…e un fatto di oggi, da GamesIndustry.biz
28 settembre 2005: Sakurai ai saluti. Masahiro Sakurai, uno dei nomi più in vista di Hal Laboratory, lo studio che da sempre lavora esclusivamente con Nintendo, ha svelato quale sarà il suo futuro (dopo aver lasciato HAL nel 2003): Sora, una nuova software house. Non è noto quali siano i progetti di Sora e quali le piattaforme scelte per i giochi che verranno sviluppati. Sakurai ha lavorato per molti anni alle serie Kirby e Smash Bros., collaborando in questi mesi anche con Q Entertainment per lo sviluppo di Meteos.
Per maggiori informazioni: “Sakurai, il creatore di Kirby, fonda un nuovo studio indie” - GamesIndustry.biz
Fast forward: Sora e Sakurai lavorarono allo sviluppo di Super Smash Bros. Brawl per Wii, pubblicato nel 2008. Successivamente Sakurai e Nintendo strinsero un accordo per creare Project Sora, studio che si occupò del solo Kid Icarus Uprising. Gli ultimi giochi sviluppati da Sora sono stati Super Smash Bros. Ultimate (2018) e Kirby Air Riders (2025).
Legenda: [WC] Wild Card - Ha debuttato questo mese, ma il giorno esatto non è noto.Come on down to the store / You can buy some more and more and more and moreNelle prime comunicazioni di Mattel, il nome del Game Boy veniva scritto tutto attaccato: Gameboy.
Novembre 1990 (#22)





