Santa Pazienza

Santa Pazienza

È successo il 21 marzo: Game Boy Advance e...

Ultima Underworld, Micro Machines V3, Game Boy Advance, F-Zero Maximum Velocity, Konami Krazy Racers, Sega Soccer Slam, WarioWare, Inc.: Mega Microgames!, The Godfather e inFamous: Second Son.

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Mattia Ravanelli
Mar 21, 2025
∙ Paid

Oggi nel 2014

(Immagine: Sony)

Debutto: PlayStation 4 (Sony)

Avrebbe potuto essere uno dei portabandiera degli studi di Sony al lancio della PlayStation 4, ma non è andata così: inFamous: Second Son diventa però il gioco più atteso e capace di attirare più attenzioni nei primi mesi della console erede dell’impero fondato nel 1994. Sucker Punch riparte da un nuovo protagonista (Delsin Rowe) e dalla sua Seattle (lo studio ha sede nella piccola Bellevue, a un passo dalla grande città).

Quella di inFamous: Second Son è una metropoli divisa in quartieri sotto al controllo della propaganda del Dipartimento Unico di Protezione, una forza militare dagli atteggiamenti fascistoidi che mette la popolazione contro i Conduit, le persone che come Rowe possono sfruttare poteri unici per fare del bene. O del male. Rowe assorbe il fumo e lo rilancia sotto forma di proiettili, sfrutta il neon delle insegne per muoversi, solleva il cemento dalle strade per prendersi gioco dell’assessore al traffico. E mentre lo fa decide se limitarsi a soggiogare i cattivi o se consegnarli all’altra vita.

(Immagine: Sony)

Dalla mia recensione:

La Seattle di Sucker Punch è clamorosa: dipinta su schermo a 1080p, sfrutta tutto il livello di dettaglio a disposizione e una mezza quintalata di filtri per renderizzare una città ricca, dettagliata e agghindata con texture semplicemente eccezionali. Il tutto, è bene ricordarlo, senza che intervenga mai (mai) alcun caricamento

IGN1

Giocaci oggi: PlayStation


Oggi nel 2006

(Immagine: Electronic Arts)

Debutto: PlayStation 2 (Sony), Xbox (Microsoft), PC

Il Padrino, il film del 1976 di Francis Ford Coppola, uno dei grandi capolavori del cinema occidentale, diventa un videogioco grazie a Electronic Arts. Alla ricerca del suo Grand Theft Auto, EA ha ricreato in The Godfather: The Game la New York del decennio 1945-1955, liberamente esplorabile e teatro delle tensioni tra le famiglie che si misurano il rispetto su una bilancia già colma di pallottole.

Il protagonista non è Michael Corleone, troppo grandi le scarpe per qualsiasi riproduzione digitale (e probabilmente troppo alto il cachet di Alfredo “Al” Pacino): a chi gioca il compito di crearsi un suo membro della famiglia attraverso la tecnologia Game Face già utilizzata di recente nella serie Tiger Woods PGA Tour Golf. Si sono invece prestati al lavoro di motion capture James Caan e Robert Duvall, un bel colpo per Electronic Arts.

The Godfather: The Game propone di vivere gli eventi cinematografici come dei comprimari che assistono in posizione defilata, mentre si danno da fare guidando, menando le mani e sparando ai cattivi. Cioè, agli altri cattivi.

(Disegno: Electronic Arts)

Abbiamo incontrato Coppola e ha approvato il progetto - non nel senso che ha voluto lavorarci, ma ci ha invitato nella sua biblioteca privata e lì abbiamo passato molte ore a consultare tutti i suoi appunti. È stato molto gentile, ma ha già fatto tre [film del Padrino] e non ha alcun interesse a tornarci sopra.

David DeMartini - Executive Producer Electronic Arts

Premere entrambi gli stick coi pollici per strozzare un tizio non potrebbe essere più soddisfacente di così. Peccato per la sensazione che a dirigere le riprese ci sia la brutta copia Francis Ford Coppola.

James Lee - Electronic Gaming Monthly2


Oggi nel 2003

(Immagini: Nintendo)

Debutto: Game Boy Advance (Nintendo)

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