È successo il 2 febbraio: Gradius e...
Gradius, Two Crude Dudes e Sonic the Hedgehog 3.
Quando molti anni fa sono stato ospite di un celebre talk show della seconda serata di Canale 5, alla domanda: “ma quale è il sistema che preferisci negli sparatutto giapponesi della vecchia scuola?” ho risposto senza doverci pensare un secondo: “quello di Gradius, assolutamente”. Quello di Konami è stato un grande videogioco. Ricordo ancora il giorno in cui l’ho finito, è stato proprio lo stesso in cui venni invitato su quel palco.
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Debutto: Mega Drive (Sega)Sega pubblica Sonic the Hedgehog 3. L’occasione le è lieta per ampliare ulteriormente il cast: a Sonic the Hedgehog e Miles “Tails” Prower, si affianca Knuckles the Echidna. Il gioco è caratterizzato anche da una rivisitazione generale dello stile visivo, con un completo rifacimento dello sprite e delle animazioni di Sonic, tra le altre cose. Nuovo è anche il sistema di salvataggio in memoria, che appare eccessivo alla luce delle sole sei zone di gioco previste prima dello scontro con il solito Dr. Eggman/Robotnick. Torna la modalità competitiva per due giocatori, completamente rivista rispetto a Sonic the Hedgehog 2.
Sonic 1 era suddiviso in più di 20 act ed era graficamente curato. Sonic 2 era anch’esso suddiviso in più di 20 act ed era graficamente straordinario. In più per finirli bisognava spararseli tutti di un fiato. E adesso pensate a Sonic 3. 12 acts complessivi, salvataggio ogni due e grafica pessima di 3 livelli su 6. La giocabilità è quella fantastica di sempre, ma è proprio strutturalmente che questo gioco non regge il confronto.
Claudio Tradardi - Game Power1
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Debutto: arcade





