È successo il 2 agosto: Streets of Rage e...
Streets of Rage, Comix Zone ed Endless Ocean.
Ciao pubblico di Day One, oggi non faticherete molto ad accorgervi che il gioco di copertina è uno di quelli a cui tengo particolarmente. Si capisce perché la scheda è tutto uno strazio di emozioni e tentativi di apparire ispirato e trascendentale. Sempre che pure quest’ultima frase abbia un qualche senso. Sempre viva Adam, il migliore dei tre di Streets of Rage!
Risorse: Il podcast - Discord - Puntate di agosto - ArchivioOggi nel 2007
Debutto: Wii (Nintendo)L’oceano blu di Wii passa dalla carta allo schermo. La filosofia imprenditoriale nota come “oceano blu”, abbracciata da Satoru Iwata e che ha portato Nintendo a esplorare nuove fasce di mercato, diventa l’ambiente di gioco di Endless Ocean. Il gioco è sviluppato dalla giapponese Arika, con un passato anche nei picchiaduro (è sua la discutibile serie Street Fighter EX), ed è disponibile da oggi per la console con il telecomando.
Non ci sono nemici e non ci sono combinazioni, nessun livello da completare e boss finale da annichilire. In Endless Ocean c’è l’oceano e chi lo abita. Una simulazione di immersione in un mare fittizio, trafficato di creature che sembrano fantascientifiche e invece sono molto terrestri. Manca solo l’alta definizione.
Oggi nel 1995
Debutto: Mega Drive (Sega)Capelli raccolti in un codino, jeans a mezza gamba, occhiali da sole e una buona dimestichezza nel mulinare pugni e calci: è il ritratto che Sega ha fatto di un fumettista del 1995. Ed è il protagonista di Comix Zone, un picchiaduro che si direbbe a scorrimento, ma che in effetti scorre a tratti.
Il gioco è stato realizzato dallo studio americano Sega Technology Institute e l’azione viene rinchiusa nelle singole scene che compongono la pagina del giornaletto su cui stava lavorando il suo autore. L’idea è quantomeno curiosa, la realizzazione competente e l’hardware del Mega Drive viene ormai sfruttato al suo massimo. La pesantezza dei colpi è già galvanizzante di suo, ma viene poi accentuata dall’intera pagina che trema, quando un mostro viene lanciato a calci contro il bordo. I bivi e i commenti testuali durante l’azione fanno di Comix Zone più un gioco d’azione con un sacco di gente nervosa, che un vero e proprio beat’em up.
Giocaci oggi: SwitchOggi nel 1991
Debutto: Mega Drive (Sega)“Genesis does what Nintendon’t”, il Genesis, nome con cui veniva venduto negli Stati Uniti il Mega Drive, fa quello che che Nintendo non fa. In generazioni (videoludiche) di omologazione spinta, ci si è disabituati all’idea che una console potesse essere proposta come alternativa e differente da quella della concorrenza. Nel 1991 a farlo era Sega con la sua prima console a 16 bit, attraverso una campagna pubblicitaria che la contrapponeva al padrone del mercato, Nintendo. Streets of Rage faceva quello che Nintendo non faceva: Nintendo non avrebbe realizzato un picchiaduro a scorrimento e, ancor di più, la versione per il Super NES di Final Fight era un gioiello… ma non aveva tutti e tre i personaggi dell’originale a gettone e non si poteva giocare in due.
In Streets of Rage ci sono tre personaggi: Alex Stone, Adam Hunter e Blaze Fielding. Sono tutti tre ex poliziotti poco più che ventenni, disillusi dalla corruzione dilagante nella generica metropoli che si ritrovano a percorrere in una notte senza fine, che potrebbe essere quella di New York, ma ha pure la sabbia della costa Ovest. Streets of Rage può ovviamente essere affrontato dall’inizio alla fine da due giocatori. Complice la monumentale colonna sonora di Yuzo Koshiro, che guarda a quello che sta succedendo dall’altra parte del pianeta e non a un generico j-rock da videogioco, la notte di Streets of Rage ha le increspature preoccupate di Mean Streets (1973) e la sensazione di essere prigionieri di Fuori Orario (1985). Due film di Scorsese, per parlare di un videogioco in cui si può anche tirare una pepiera in faccia ai cattivi per stordirli di starnuti, pensa un po’.
Streets of Rage era l’altro Sonic, il gioco che decretò il successo definitivo del Mega Drive. Che celebrò Sega come una forza di cui rispettare le ambizioni, capace di adeguarsi alle esigenze del mercato casalingo. Che spiegò le potenzialità dell’hardware della console nera e anche del musicista che contribuì a formare almeno metà dell’anima del gioco che finì dentro a una cartuccia di plastica qualsiasi.
Ho iniziato a comporre la colonna sonora di Streets of Rage alla fine del 1990. Vado spesso nei club e, in quel periodo, la scena stava passando dall’eurobeat alla house music. Dato che Streets of Rage è un picchiaduro, l’idea iniziale era di usare delle canzoni rock. Ma alla fine ho provato con la house music e si è dimostrata subito molto adatta.
Yuzo Koshiro - musicista Sega1
A questo punto mi sembra inevitabile il confronto con il Rullakartoni che ha avuto più succesos in questi ultimi tempi, ovvero Final Fight. La grafica, anche se stupenda, non può essere paragonata al capolavoro della Capcom, che vanta sprite più alti di mezzo schermo, il sonoro, invece, è nettamente superiore, così come la giocabilità.
Davide Corrado - Console Mania2
Il gioco parte con una sequenza d’apertura grandiosa e un remix house di una qualche fantastica musica orientale. Da qui le cose non fanno che migliorare. […] È il gioco che sta facendo tremare il [Super] Famicom, il che è tutto dire.
Frank O’Connor - Computer & VideoGames3
Giocaci oggi: SwitchPer non parlare di…
Tobal #1 (1996).
Qualcosa in più…
Comix Zone venne ideato, e in buona parte sviluppato, da Peter Morawiec in Sega Technical Institute. Morawiec, di origini polacche, aveva già lavorato su Sonic the Hedgehog 2 (1992) e Sonic Spinball (1993). Dieci anni dopo Comiz Xone, Morawiec fu uno dei game designer di True Crime: Streets of L.A., per un breve periodo uno dei più accreditati rivali di Grand Theft Auto. /
Streets of Rage venne convertito anche per il Game Gear (1993, immagine a destra) e il Master System (1993, immagine a sinistra), le due console a 8 bit di Sega. Il risultato fu ovviamente molto inferiore a quello apprezzato sul Mega Drive, ma rispettoso delle possibilità degli hardware di riferimento e dei soldi chiesti ai giocatori. Più piccoli, con meno mosse (perché con meno pulsanti a disposizione, oltre ai tradizionali problemi di memoria) e con l’assenza di Adam dalla versione per il Game Gear, ma ugualmente arrabbiati.
…e un fatto di oggi, da GamesIndustry.biz
2 agosto 2006: Bonnell saluta l’E3. Bruno Bonnell, CEO di Atari, ha risposto alle domande di GamesIndustry riguardo alla morte dell’E3 come lo abbiamo conosciuto finora. 24 ore dopo l’annuncio da parte dell’Electronic Software Association che l’E3 dal 2007 cambierà formato, abbandonando la grandeur del recente passato e optando per uno stile più “intimo”, Bonnell ha detto che “Sapere che non ci sarà più [l’E3 di un tempo] mi rattrista, ma sono felice che il nostro settore sia tanto vitale da riuscire a reinventarsi”.
Per maggiori informazioni: “Addio E3” - GamesIndustry.biz
Fast forward: già a partire dall’edizione del 2008, l’E3 tornò nel Convention Center di Los Angeles e nel 2009 l’approccio fu sostanzialmente quello delle edizioni di inizio secolo. La fiera venne tenuta in presenza per l’ultima volta all’inizio di giugno del 2019 e cancellata definitivamente nel 2023.
Legenda: [WC] Wild Card - Ha debuttato questo mese, ma il giorno esatto non è noto.Oscuri angeli in apprensione / Per sondarci con più precisioneNovembre 1991 (#2)
Ottobre 1991 (#119)









domanda: come potevamo leggere "rullakartoni" in una recensione e non indignarci contro lo stato della stampa del settore? risposta: avevamo 13 anni