Santa Pazienza

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È successo il 1° maggio: Virtua Striker e...

The Adventures of Captain Comic, J. League Excite Stage '94, Virtua Striker e The Elder Scrolls III: Morrowind.

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Mattia Ravanelli
May 01, 2025
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Con le competizioni calcistiche nazionali e continentali che si avviano verso la chiusura della stagione e il qui presente che si è dovuto sucare un altro anno sostanzialmente inutile (ciao, sono un sostenitore della Juventus FC in un periodo magro), ha senso rivolgersi ai videogiochi. Non a quelli di oggi, che sono due e mezzo e uguali a loro stessi ormai da quello che sembra un secolo, ma alle interpretazioni videogiocabili del pallone tentate nel passato. Oggi, cioè il 1° maggio, ne abbiamo avute ben due. Dai che mi tocca tirare avanti solo fino al mondiale per club (che sarà una tortura, è chiaro).

Risorse: Il podcast - Discord - Puntate di maggio - Archivio - Regala Day One

Oggi nel 2002

(Immagine: Bethesda)
Debutto: PC

Bethesda lancia The Elder Scrolls III: Morrowind e consolida la presa sul genere dei giochi di ruolo a mondo aperto. Anzi, apertissimo: il terzo episodio della serie The Elder Scrolls sposta velocemente sullo sfondo la trama principale, lasciando a giocatrici e giocatori tempo e modo per seguire il proprio istinto. Ci sono linee di quest secondarie molto ricche pronte a soddisfare le curiosità di quelli che diventeranno milioni di appassionati. Con Morrowind Bethesda porta con successo il suo GdR nel nuovo millennio e completa le fondamenta su cui costruirà i successivi episodi.

Daggerfall era enorme , ma appena il giocatore capiva che era sempre tutto uguale, perdeva di fascino. Questa volta il mondo di gioco è molto più vario in senso generale e stiamo allestendo tutto a mano, evitando di utilizzare edifici realizzati in maniera automatica. […] Potrete andare all’avventura fuori da un vilaggio, trovare una strada, un dungeon, una fattoria con una sua storia. [C’è] molta più attenzione ai dettagli.

Todd Howard - Project Leader Bethesda1

Bethesda era evidentemente insoddisfatta del mondo generato casualmente di Daggerfall e per questo [con Morrowind] ha voluto che ogni missione, ogni ambiente e ogni NPC fossero definiti in maniera molto specifica. Il risultato è un isola larga solo tre miglia, ma piena zeppa di NPC dai tratti unici e qualcosa come trenta tra borghi e villaggi, per un totale di - incredibile a dirsi - circa 500 ore di avventura. Sembra la fine del mondo, giusto? E per la maggior parte le meccaniche di gioco sono assolutamente stupefacenti. Ma la sensazione è che Bethesda abbia innanzitutto puntato alla quantità, con la conseguenza inevitabile che la qualità ne abbia risentito.

Ross Atherton - PC Gamer (UK)2

Giocaci oggi: Steam | Xbox

Oggi nel 1995

(Immagini: Sega)
Debutto: arcade
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