Day One in mono: Dungeon Master
Avventurarsi in un sotterraneo pieno di mostri, per davvero. Breve storia del gioco di ruolo che cambiò il genere nel 1987.
Pubblicato per la prima volta nel 1987, Dungeon Master fu un videogioco di ruolo talmente innovativo e divertente da diventare velocemente il nuovo punto di riferimento del genere. In particolar modo per un certo modo di riportare dentro ai videogiochi i giochi di ruolo e cioè quello dei dungeon crawler: avventure in prima persona in cui si esplorano dei labirinti. Servì qualche mese a Dungeon Master per assumere il ruolo che gli venne conferito dalla stampa specializzata e dal pubblico, cosa che oggi sconsiglierebbe di definire il suo un successo raggiunto “velocemente”, ma era pur sempre un’epoca differente dalla nostra, ancora ampiamente scollegata. Scollegati erano in buona parte i computer, scollegata era la comunicazione e scollegati anche i mercati dei videogiochi. Dungeon Master esce il 15 dicembre del 1987 negli Stati Uniti e tocca aspettare i numeri primaverili delle riviste europee per veder comparire le prime entusiastiche recensioni del gioco in questo agglomerato di terre emerse.
Sull’inglese Ace (Advanced Computer Entertainment), i cui contenuti vennero per un periodo ripubblicati in Italia all’interno del mensile K di Glenat e Studio Vit, Dungeon Master venne recensito due volte nel giro di un anno. La prima a maggio 1988, si trattava della versione di Dungeon Master per Atari ST, la seconda ad aprile 1989 e questa volta con il gioco per Amiga 500. Per quei dodici mesi Dungeon Master fu uno dei principali punti di forza di chi possedeva un Atari ST e voleva convincersi, o convincere qualcun altro, che fosse in effetti meglio di un Amiga 500. Insomma, l’Atari ST e l’Amiga 500 furono solo una delle tante tappe del tour del “mio Vs. tuo”, indice di un lungo periodo in cui anche nel campo dei videogiochi lo spazio di crescita e l’ambizione delle aziende garantiva una certa varietà dell’offerta.
Atari ST: due cose di numero
La famiglia di computer a 16 bit Atari ST venne lanciata nel 1985, quando l’azienda era già passata sotto al controllo di Jack Tramiel, che fu il fondatore di Commodore ma da cui si era distaccato nel 1984. Furono commercializzati più modelli dell’Atari ST, che poteva inizialmente essere acquistato con un monitor monocromatico o a colori e che contava su un sistema operativo grafico. Il processore del modello di base, il 520ST, era il solito e immortale Motorola 68000. Il prezzo in Italia del modello 520 STfm era di 749.000 lire (a cui si dovevo aggiungere l’IVA… e anche il monitor), mentre il 1040 STF arrivava a circa 850.000 lire nel 1988.
La filosofia dell’Atari ST era simile a quella dei computer a 8 bit come il Commodore 64, cioè di includere in un’unica scocca la parte hardware, la tastiera e, nel suo caso, anche il lettore di floppy.




