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Tutto molto condivisibile, il tema delle acquisizioni e poi dei licenziamenti è squisitamente capitalistico ("facciamo operazioni finanziarie per dare segnali ai mercati e creare valore in sé piuttosto che dalla mission aziendale") ed è particolarmente odioso quando da una parte si tratta di prodotti sì tecnologici ma nei quali la componente umana è fondamentale (in termini di direzione artistica, idee, e perché no, amore per il medium, non stiamo parlando di lavatrici, con tutto il rispetto). I mercati o sono ottusi (premiano le amputazioni supponendo un posizionamento migliore dell'azienda) o miopi (perché ciò costituisce un premio nel breve periodo), e chi ha ruoli apocali non paga mai. La storia si ripete insomma. Molto triste. Spero in una inversione del trend in questo settore ovviamente soprattutto facendo recepire agli INVESTITORI (che magari siamo anche noi) che come per il cambiamento climatico, far finta di niente significa incompetenza, nel migliore dei casi, e che i licenziamenti sono solo il sintomo più grave di una crisi in corso.

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