Che cos'è Day One e come si legge
Guida alla consultazione felice dell'almanacco illustrato dei videogiochi.
Dreamers, they never learn
(Radiohead)
Day One è una newsletter che diventa un almanacco dei videogiochi. Ogni settimana vengono inviate dalle due alle tre “puntate”, in cui vengono presentati alcuni videogiochi. Queste schede di presentazione vengono poi integrate nell’almanacco, la cui base è formata dalle 380 puntate della newsletter già inviate tra il 2024 e il 2025. Qui trovi maggiori dettagli su quello che riceverai nella tua casella email iscrivendoti.
Se invece vuoi sapere quale sia la filosofia alla base di Day One, cosa puoi aspettarti e perché qui non leggerai di videogiochi come sei abituato e abituata altrove, oppure cosa è successo prima che ti iscrivessi, trovi tutti i dettagli qua sotto.
Day One è quello che succede quando non sai e non vuoi darti un limite. È una raccolta delle date di pubblicazione di circa millecinquecento videogiochi, a partire dal 1980 e fino al 2015. Dieci anni fa esatti. Beh, quasi dieci anni fa: l’idea iniziale era che questo progetto dovesse prendere il via il 1° gennaio 2024, poi ho cambiato idea. Mi sono detto: e se invece mi prendessi un anno, scrivessi tutto quanto e iniziassi a pubblicare solo a lavoro finito? Questo è il limite che non mi sono dato: chi come me è stato a lungo abituato a scrivere e a consegnare quel lavoro con scadenze da una settimana all’altra (se non nello stesso giorno), un anno per iniziare e finire un progetto equivale a non avere alcun limite.1
Day One è un almanacco, sperando che i dizionari che ho consultato non mi abbiano truffato e che il termine “almanacco” sia per davvero “una serie di informazioni di cose avvenute in un dato giorno/periodo”. In Day One ho raccolto una selezione di uscite di videogiochi, a cadenza quotidiana. Quali giochi sono accomunati dall’essere stati pubblicati il 1° di ottobre? Quali sono “nati” il 22 di aprile? Ecco, Day One è tutto questo: ogni giorno ha il suo foglio, o articolo se preferite, in cui ho messo i giochi che mi sembrava dovessero esserci. Mi sono basato sulla mia conoscenza della storia dei videogiochi per tirare fuori dal mucchio quelli che dovevano spiccare sugli altri o che volevo mettere in evidenza perché ci sono affezionato. O perché avevano una copertina spaziale.
La selezione dei giochi e delle loro date ha seguito alcune regole precise, per saperne di più clicca qui.Come è partita: avevo pensato di includere non più di tre giochi al giorno e di scrivere giusto qualche riga per ciascuno. Nella prima prova della prima giornata, che è stata in effetti quella del 1° ottobre, c’era una composizione molto semplice di tre immagini messe una a fianco all’altra in apertura, seguita da tre piccoli paragrafi dedicati ad altrettanti giochi (o console, o cose di plastica e altro che abbiamo usato per accedere a qualche mondo strano e lontano). Poi, visto che il limite non l’ho rispettato, sono arrivato a una media che mi pare sia sopra ai 4 giochi al giorno, sempre con immagini dedicate, foto, scansioni di pubblicità (offerte da altri), etc. Per ogni gioco viene anche segnalato il formato per cui ha debuttato e se/come è possibile giocarci oggi (indicazione aggiornata al momento della pubblicazione originale della puntata/giornata).
Day One è anche una raccolta di cose che si sono dette su questi videogiochi e un modo per ripercorrere la loro storia. In moltissimi casi ho scritto i testi immaginando di farlo nel momento in cui il gioco stava effettivamente debuttando e quindi senza l’arroganza del senno di poi. Altre volte non sono riuscito a resistere alla possibilità di metterci dentro dei ricordi personali. In qualche caso si passa da una descrizione a una valutazione più simile a una recensione ridotta ai minimi termini. Poi ho allargato ulteriormente la faccenda, perché sotto ai miei testi ho iniziato a fare spazio a citazioni dai comunicati stampa di presentazione di quei giochi o dalle interviste a chi li ha realizzati. Quindi ho deciso di rendere omaggio all’altra parte dei videogiochi che ho adorato, le riviste specializzate, e sono andato a cercare dei passaggi delle recensioni originali dedicate ai giochi (non per tutti, ovviamente!).
Alla fine dentro Day One sono state citate oltre cento differenti riviste di videogiochi, pubblicate in Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Francia, Spagna, Germania e Giappone. Alcune sono state chiamate in causa molto più spesso delle altre, ma era importante non soffermarsi sempre sulle solite. Ed era importante anche far capire come venissero scritte le recensioni di Famitsu, di cui si è parlato per decenni dei voti assegnati ai giochi, ma mai di quello che ci fosse dietro.
La fase di ricerca è stata molto lunga, ma ancor più divertente. Tornare a sfogliare centinaia di numeri di mensili pubblicati in oltre trent’anni o spulciare le cartelle stampa oltremodo entusiastiche di progetti che sono andati incontro ai più disparati destini, è stato davvero interessante. Almeno quanto curare la selezione delle immagini: dentro Day One troverete nella grande maggioranza dei casi screenshot ufficiali, diffusi dai produttori dei videogiochi e assolutamente inalterati. Quando ho potuto e ha avuto senso farlo, ho scelto le immagini tra le prime mai messe a disposizione, anche se poi, magari, non riflettono l’estetica finale del gioco. Mi piace l’idea che qualcuno, guardandole, si possa ricordare che su quell’immagine aveva sognato per mesi, prima di poter mettere le mani sul gioco. A volte ho scattato delle nuove foto a dei giochi di molti anni fa, passando dagli emulatori, ma solo nel caso dei giochi in 2D dell’epoca a 8 e 16 bit e, molto raramente, per qualche gioco per PlayStation e PlayStation 2.
Della selezione delle immagini, tra screenshot di gioco e illustrazioni, ho parlato in maniera più approfondita qui.In ogni puntata ho riservato un po’ di spazio anche a una o più curiosità sui giochi di cui si parla e poi a un fatto successo quello stesso giorno nell’ambiente e che nulla ha a che vedere con la pubblicazione di un nuovo titolo (in questo caso facendomi aiutare da Games Industry).
Per il suo primo anno Day One è stata una newsletter quotidiana. Tutti i giorni, per 12 mesi a partire dal 1° ottobre 2024 e fino al 30 settembre 2025, è stata inviata una nuova puntata alle persone abbonate. Anche la domenica e anche a Natale. Alcuni giorni sono stati talmente importanti da richiedere due puntate, per distribuire meglio il carico. Alla fine le puntate sono state 380.
Oggi tutte le puntate, e quindi i contenuti dell’almanacco, sono disponibili su questo sito. Nella homepage trovate la raccolta di ogni “giornata”, all’interno del relativo mese. Quindi c’è una pagina che raccoglie i link diretti alle puntate di gennaio, una che lo fa per febbraio e… e secondo me ci siamo capiti (arriviamo fino a dicembre, giuro!). Molte puntate sono gratuite, ma la maggior parte possono essere lette integralmente solo da chi ha un abbonamento. Ci si abbona premendo il pulsante qua sotto.
Ah, c’è anche un podcast, ma ne parlo qui.Ho tenuto per la fine la parte migliore: quando ho deciso che mi sarei dato un bel po’ di tempo per lavorare su Day One, ho contattato alcuni amici e colleghi, chiedendogli se gli avrebbe fatto piacere partecipare. Sorprendentemente, hanno accettato praticamente tutti. Ognuno di loro ha potuto scegliere di quali giochi occuparsi e così quasi 150 schede sono firmate da alcuni nomi che hanno scritto un bel pezzo della storia della critica specializzata in videogiochi in Italia (e non solo). Non è il caso di citarli ora, perché c’è tutta una pagina dedicata. Sono sicuro che dentro ci troverete un sacco di nomi che conoscete!
Per conoscere tutti gli ospiti di Day One ti basta cliccare qui.Mentre ringrazio Fabio “Kenobit” Bortolotti per aver concepito il logo di Day One e la sigla del podcast, chiudo dicendo che, le 380 puntate che costituiscono le fondamenta dell’almanacco non rimarranno da sole. Il progetto proseguirà con l’aggiunta di altri giochi, scelti e proposti con nuove modalità. Ma non è ancora il momento di parlarne.
Grazie e buona lettura,
Mattia
Fonti:
Per la raccolta di informazioni e immagini ho anche utilizzato i mai troppo lodati archivi di Mobygames, The Arcade Flyer Archive, Museum of the Game e Wikipedia. Per le riviste, oltre alla mia collezione privata: Video Game History Foundation (Digital Archive), Old Game Mags, RetroEdicola Videoludica, Out of Print Archive, Archive.org, Retromags, Abandonware Magazine.
Considerata come si è evoluta la struttura di ogni puntata/giornata di Day One e tutte le modifiche ed espansioni apportate durante l’anno di pubblicazione originale dell’almanacco, la lavorazione di Day One è di due anni pieni.



